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di Sergio Bagnoli venerdì 5 marzo 2010 - 0 commento oknotizie
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Nell’Olanda del sesso e dello spinello libero il partito anti islamico ipoteca le prossime politiche

La grande avanzata dell’estrema destra xenofoba ed anti-europea a quattro mesi dalle politiche anticipate preoccupa non poco le cancellerie del Vecchio Continente

Nell'Olanda del sesso e dello spinello libero il partito anti islamico ipoteca le prossime politiche

L’Olanda, uno dei sei soci fondatori dell’Unione europea nel lontano 1958, con il voto amministrativo di ieri sembra avere, ancora una volta, voltato le spalle alla sua creatura che nel frattempo si è allargata sino ad includere ben ventisette nazioni del vecchio Continente e a trasformarsi da mera Unione economica in una specie di Confederazione politica.
 
Già la solenne bocciatura nel 2005 del referendum costituzionale europeo da parte degli olandesi, con la schiacciante maggioranza di più di sei votanti su dieci, aveva fatto scattare i primi campanelli d’allarme ma ora la grande avanzata del Pvv di Geert Wilders, che rifiuta l’integrazione europea di Romania e Bulgaria ed anzi chiede l’espulsione di Bucarest dall’Unione, obbliga le cancellerie europee, specialmente quelle della vecchia Europa a quindici, a confrontarsi con il brutale ritorno delle ideologie nazionalistiche contro il grande ideale unitario europeo della seconda metà del secolo scorso.
 
Non solo anti- europeismo però in Geert Wilders ma, anche e soprattutto, rifiuto dell’immigrazione islamica che da anni comunque permette all’Olanda di far fronte alla grande fame di manodopera di cui hanno bisogno le sue fabbriche. Chiusura totale a quell’immigrazione dai paesi a religione musulmana che in tre decenni ha profondamente cambiato il panorama sociale di molte città, specialmente le informi città dormitorio delle periferie di Amsterdam, Rotterdam o L’Aia, dunque predica il Pvv mentre il suo leader Wilders già pregusta una clamorosa vittoria alle legislative del nove Giugno ed un’altrettanto clamorosa investitura a Primo Ministro.
 
“Non capiterà mai più nei Paesi Bassi che un magrebino, in quota ai socialdemocratici, possa diventare sindaco di una nostra città come è successo a Rotterdam. Dobbiamo fare argine all’avanzata dell’Islam nel cuore del vecchio continente” ha arringato i cittadini di L’Aia ed Almere, gli unici due comuni su un totale di 364 in cui si è presentato, Geert Wilders. Gli olandesi gli hanno creduto tanto da ridurre il Partito socialdemocratico, il PdvA di Wouner Bos, ai minimi termini. Comunque anche i Cristiano- democratici del premier dimissionario Jan Peter Balkenende, sinora maggioritari nel paese, ieri hanno perso due punti percentuale e le tendenze per le politiche di Giugno non promettono nulla di buono. Che l’Olanda però intenda, affidandosi al Pvv, difendere la sua cristianità contro l’avanzata islamica non è un discorso molto convincente: nel paese del sesso e dello spinello libero, con le prostitute in vetrina nei quartieri a luce rossa di Rotterdam ed Amsterdam non è poi che i precetti cristiani siano così tanto seguiti.
 
Gli olandesi piuttosto vedono messa in pericolo, dall’avanzata dell’immigrazione islamica e dall’allargamento dell’Unione europea verso il Sud- Est del vecchio continente, la propria libertà e le proprie conquiste civili che però già in altri paesi dell’Unione europea sono fortemente criticate a causa delle loro potenzialità eversive. Se il voto amministrativo di ieri dovesse essere confermato il nove giugno alle politiche si aprirebbe comunque per l’Unione europea un periodo assai difficile caratterizzato dal pericolo di un’involuzione, di stampo nazionalista e particolarista, mortale per la Confederazione a ventisette.
di Sergio Bagnoli venerdì 5 marzo 2010 - 0 commento oknotizie
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