Dopo anni di bombardamento mediatico generalizzato, che con la moralità fa letteralmente a pugni, anche l’integrità morale ed etica del tessuto sociale locale incomincia inevitabilmente a esserne compromessa: dall’ambito familiare a quello del comportamento in ambiti più estesi della società. L’immoralità e le sconcezze propinate per trent’anni di televisione berlusconiana, e non solo, stanno dimostrando che i costumi possono essere cambiati con un martellamento continuo e a tappeto con risultati veramente devastanti, d’ altro canto però è lapalissiano per tutti che tale sistema ha fatto la sua vittima più illustre: il suo creatore medesimo. Ormai tutto sembra essere compromesso, e quello che prima era pensato come impronunciabile è divenuto l’inno della nostra società, destinata al regresso, prima ancora che sociale, morale. Il comportamento del premier tollerato e scusato da molti elettori del centro-destra dimostra che ormai il dado è tratto, ma ... c’è sempre un prezzo da pagare.
Dall’ennesima boccaccesca storia italiana emergono molti aspetti che lasciano basita e perplessa la gran parte dei cittadini italiani. La cosa che salta all’attenzione è che ne è il capo del governo stesso il protagonista. Tuttavia, visti i valori che la “sua televisione" ha diffuso in questi ultimi trent’anni, c’è da meravigliarsi? No. C’è però da preoccuparsi quando lo stesso modus cogitandi è ormai quello di tutti: dalla casalinga di mezz’età, al vecchietto che ammira B. quasi fosse un dio, alla ventenne cresciuta con il mito dell’apparire e con la perniciosa idea che se mostri fondoschiena e seni hai tutto quello che ti serve nella vita.
Qualche mese fa entrando nella redazione del quotidiano locale per il quale scrivo ho trovato sulla scrivania una copia del calendario “Pirelli” in chiave locale. A prescindere che ogni essere senziente e cosciente, in una società libera, nei limiti della decenza e della propria dignità, può fare del proprio corpo quello che meglio gli aggrada, ho provato un certo sconforto nel vedere che ormai, anche nelle piccole realtà, la moralità e i buoni costumi sono diventati come un paio di mutande, ossia che te le cacci e te le metti quando vuoi. D’altronde con l’arrivo di una certa televisione qualche decennio fa era già ipotizzabile siffatta concezione del comune senso del pudore. Programmi come 'Drive in' o 'Colpo Grosso' hanno instillato lentamente nella mente degli italiani costumi che fino a pochi anni fa erano semplicemente pensabili e visibili nei film di Pierino.
Ci fu un tempo in cui una ragazza, a livello locale, ci avrebbe pensato bene prima di spiattellare il proprio corpo nudo, o quasi, su un calendario, o giù di lì, per pochi spiccioli.
C’è da chiedersi veramente a questo punto dove sta andando la società, quella italiana nella fattispecie.
In particolare, i giovani preoccupano sempre di più; molti crescono in un ambiente familiare che, pur essendo sano, ha in sé il germe portatore del mal costume e della cattiva educazione: la cattiva televisione alla quale si è aggiunto l’incontrollato, smodato e pericoloso uso di internet, tutti i Media stanno trasmettendo “pericolosi” modi di vivere.
Qualche giorno fa è stata diffusa una notizia alla quale in pochi forse hanno dato del peso: negli USA, in una scuola superiore, il 26% delle alunne che la frequentano è risultato essere composto di ragazze madri o in procinto di esserlo. Giovani che, con molta probabilità, hanno devastato la loro vita e quella di coloro ai quali stanno per darla, ipotecando il loro futuro e quello dei loro infanti. Non c’è da meravigliarsi se tale stato di cose rappresenta in parte uno spaccato esasperato della società americana, la quale ha raggiunto forse l’apice di un bombardamento dei tabù, dal semplice nudo spiattellato sulle riviste al server pornografico accessibile a tutti gli adolescenti, maschi e femmine, che ha cambiato i costumi sessuali fino al suddetto risultato.
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