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 Home page > Attualità > Istruzione > Barbara Berlusconi si laurea: don Verzè le offre la cattedra e umilia i (...)

Barbara Berlusconi si laurea: don Verzè le offre la cattedra e umilia i laureati italiani

I poveri ricercatori italiani che non hanno spinte e raccomandazioni sufficienti a raggiungere una cattedra, ai poveri studenti che s’illudono un giorno di poter insegnare, Don Verzè ha mollato ieri uno sganassone di quelli che ricorderanno a lungo.

Nell’occasione della laurea di una delle figlie di Berlusconi, l’anziano sacerdote e rettore le ha proposto al volo di diventare docente di una novella Facoltà d’Economia. La giovane berluschina però non è esattamente un luminare e nemmeno vanta pubblicazioni o lavori tali da farla svettare sugli altri studenti, rispetto ai quali è addirittura arrivata lunga al conseguimento della laurea triennale in filosofia.

Già, una laurea triennale, quel giochino inventato per aumentare il numero dei "laureati" italiani, troppo scarso rispetto agli altri paesi europei, che ha poi aperto le gabbie a mostruosità di ogni tipo, fornendo molti italiani del fatidico pezzo di carta,sotto il quale però non si nasconde affatto una preparazione simile alle lauree tradizionali.

Così, mentre milioni di studenti italiani impazziscono di fronte al muro gerontocratico e ai tagli sempre più profondi e mortali all’istruzione, il rettore beneficato da cotanto babbo offre una docenza alla sua pargola fresca di diploma triennale e in altre faccende affacendata (due figli, impegni nelle aziende del padre e in associazioni di pessimo gusto con altri rmpolli), tanto da lasciare perplessa lei per prima.

Si è inalberata solo una docente finora, che ha scritto una lettera al prete-rettore spiegando quanto sia umiliante per tutti (docenti e studenti) una tale e servile sfacciataggine, una docente con la quale c’è da essere solidali perché, visti i tempi, il suo posto di lavoro alle dipendenze di Don Verzè traballa e il rischio di finire nella lista di proscrizione dove si allineano i nemici del capo (chiunque non lo lecchi con foga sufficiente) e non trovare altre occupazioni accademiche è reale e attuale 

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I commenti più votati

  • Di CiccioFormaggio (---.---.---.99) 21 luglio 2010 17:26
    Capisco la rabbia e l’indignazione nei confronti di episodio vergognoso come questo.
    Tuttavia ritengo che si stanno indirettamente offendendo tanti ragazzi come me che hanno
    studiato diramente per conseguire una laurea triennale e meritiamo tutto il
    rispetto. Non è assolutamente colpa nostra se ci siamo iscritti all’università dopo la riforma
    del 3+2. Perciò riterrei opportuno correggere alcune offese nei confronti di una
    categoria di giovani che merita rispetto al pari di tutti i laureati.
     
  • Di (---.---.---.135) 21 luglio 2010 21:39

    La laurea triennale nel resto del mondo ha valore eccome!!! è al pari dei corsi "undergraduate" del mondo anglosassone...che in Italia sia praticamente inutile questa è altra storia...
    Comunque, credo sia inutile discriminare gli studenti del nuovo ordinamento, perchè:
    - non si può scegliere se frequentare o meno una triennale...l’ordinamento è quello e pertanto è obbligatorio (salvo alcuni corsi come medicina e architettura che sono ancora a ciclo unico...)
    - molto spesso le lauree triennali hanno insegnamenti i cui programmi ricalcano esattamente quelli delle vecchie lauree quinquennali...il numero degli esami di molte triennali è nettamente superiore a quello di qualsiasi laurea vecchio ordinamento...l’unico vantaggio per gli studenti di qualche anno fa era quello di avere più tempo per studiare ed approfondire una materia...ora con la triennale questo tempo non ce l’hai...
    - pochissime persone in Italia decidono di fermarsi alla triennale, perchè è assolutamente inutile...quindi il 90% degli studenti concludono un percorso di studi che alla fine è della durata di 5 anni...
    lo dico con certezza perchè conosco questi dati, essendo un rappresentante degli studenti della mia facoltà. Credo che sia bene parlare e fare considerazioni solo se ben informati!

  • Di (---.---.---.254) 22 luglio 2010 01:18

    io ho sostenuto 27 esami, e nessuno "sconto" di programma, al pari dei miei colleghi di V.O.

    quindi anche se la mia laurea è "triennale", non solo mi sento di dire che è al pari di quelle del vecchio ordinamento, ma anzi mi sento anche presa per i fondelli!! una "triennale" solo di nome, che in qualche modo mi danneggia, dato che so benissimo che non vale quasi nulla senza la specialistica.
    I.
  • Di (---.---.---.241) 21 luglio 2010 17:17

    è sua l’università?

Commenti all'articolo

  • Di Renzo Riva (---.---.---.95) 21 luglio 2010 12:47
    Renzo Riva

    Quando uno offre del suo nessuno può obiettare.
    Ricordate la parabola di chi lavorò tutto il giorno e di chi lavorò solo l’ultima ora ed alla fine tutti vennero pagati per las giornata intera?

    Renzo Riva

  • Di (---.---.---.136) 21 luglio 2010 15:12

    però mi sembra che la figlia sia... Barbara!
    (http://milano.repubblica.it/cronaca...)

  • Di CiccioFormaggio (---.---.---.99) 21 luglio 2010 17:26
    Capisco la rabbia e l’indignazione nei confronti di episodio vergognoso come questo.
    Tuttavia ritengo che si stanno indirettamente offendendo tanti ragazzi come me che hanno
    studiato diramente per conseguire una laurea triennale e meritiamo tutto il
    rispetto. Non è assolutamente colpa nostra se ci siamo iscritti all’università dopo la riforma
    del 3+2. Perciò riterrei opportuno correggere alcune offese nei confronti di una
    categoria di giovani che merita rispetto al pari di tutti i laureati.
     
    • Di (---.---.---.216) 21 luglio 2010 20:41

      carissimo, hai ragione, non è certo una tua colpa, ma permetti che chi ha fatto più del doppio di te si risenta quando dici "al pari di tutti i laureati"?
      tra una mezza laurea e una laurea ci passano tanti sacrifici e soldi, ci passa tempo e dedizione!
      il problema è che molti non si iscrivono alla specialistica e non ammettono di avere mezza laurea!
      liberi di restare con la triennale, ma a tal punto bisogna avere l’umiltà di ammettere che si ha un percorso parziale e non si è "al pari di tutti i laureati"!

    • Di (---.---.---.126) 21 luglio 2010 23:52

      La triennale sempre una laurea è, che ti piaccia o meno. Ed in molte facoltà, tipo ingegneria, sempre che ti piaccia o meno, è faticosa almeno il doppio di certe quinquennali ridicole che girano. Quindi...aria!

    • Di (---.---.---.254) 22 luglio 2010 01:18

      io ho sostenuto 27 esami, e nessuno "sconto" di programma, al pari dei miei colleghi di V.O.

      quindi anche se la mia laurea è "triennale", non solo mi sento di dire che è al pari di quelle del vecchio ordinamento, ma anzi mi sento anche presa per i fondelli!! una "triennale" solo di nome, che in qualche modo mi danneggia, dato che so benissimo che non vale quasi nulla senza la specialistica.
      I.
    • Di (---.---.---.61) 22 luglio 2010 14:25

      D’accordo con te al duemila percento

    • Di (---.---.---.164) 28 luglio 2010 10:34

      Neo laureati stizziti dall’articolo, la riforma dell’università italiana, è stata effettuata poichè eravamo il fanalino di coda dell’Europa per quanto concerne il numero di laureati, questo è ovvio. Ricordo, quando fu istituito il nuovo ordinamento avevo appena affrontato l’esame di fisica 1 nella facoltà di ingegneria (con il vecchio ordinamento), vidi il testo (nel senso di libro) di fisica 1 col quale i nuovi iscritti avrebbero studiato, e mi sono sentito molto avvilito: era la metà di quello usato dal sottoscritto. Un mio collega abbandonò il V.O. per passare al N.O. dopo 2 anni di studi e 4 esami dati, riuscendo a laurearsi in tre anni. Ho capito che la riforma dell’università non è stata voluta dagli studenti e che quindi questi ultimi non vanno colpevolizzati, ma stizzirsi tanto per un dato oggettivo come questo non mi sembra corretto. Le lauree triennali hanno dato il fatidico pezzo di carta a tanta gente in più, e noi italiani non siamo più il fanalino di coda per numero di laureati in europa. Obbiettivo raggiunto!

    • Di (---.---.---.254) 28 luglio 2010 20:56

      come già scritto, nel mio cdl triennale ho sostenuto 27 esami, e SENZA sconti!!!quindi sì, sono "stizzita".


      i miei colleghi immatricolati dal 2006 invece si ritrovano con circa 7 materie in meno rispetto alle mie e con programmi accorciati. 

      quindi capisco bene cosa vuol dire sentirsi avviliti nel vedere colleghi (e nel mio caso della stessa triennale) studiare la metà, ma non permetto a nessuno di sminuire il mio studio, uguale a quello del v.o.!!!! anzi sono furiosa perchè mi prendono anche per il fondo schiena chiamandola triennale.


    • Di (---.---.---.42) 26 giugno 2013 20:19

      ragazzi calmatevi la meta delle rlauree italiane le ha comprate la pubblica a mministrazioni da universita private accreditate per poter mantenere a ruolo dirigenti e omuncoli vari....la meta dei dottori in italia sono fittizi....poi non dimentichiamo che da economia alla bocconi e uscita la signorina sara tommasi noto genio dell’economia del porno....

  • Di Renzo Riva (---.---.---.95) 21 luglio 2010 18:13
    Renzo Riva

    Se ciò ha detto vuol dire che ha il "potere" di farlo.

    Renzo Riva

    • Di (---.---.---.136) 23 luglio 2010 02:07

      il "potere", o l’abuso di potere, come la lettera di una docente ha poi confermato?!? è pur sempre un’Ateneo italiano, dove per insegnare, fosse anche per una supplenza, stando alla legislazione attuale, si accede non tramite chiamata diretta, ma per concorso pubblico. In più, il piano concorsuale prevede la Laurea Specialistica/Magistrale ed un adeguato curriculum scientifico.

      Se non si ha cognizione di causa, per cortesia, si eviti di parlare

  • Di Renzo Riva (---.---.---.95) 21 luglio 2010 18:17
    Renzo Riva

    Già tempo fa, in altro commento, avevo scritto che la laurea breve non aveva alcun valore legale in Europa e nel Mondo.
    Pertanto già questa scelta squalifica chi l’ha compiuta.
    Se poi CiccioFormaggio si offende: casi suoi.

    Renzo Riva

    • Di CiccioFormaggio (---.---.---.99) 21 luglio 2010 18:26

      Ma guarda che non abbiamo scelto noi di iscriverci al nuovo ordinamento.

    • Di isa_8787 (---.---.---.98) 21 luglio 2010 19:04

      scusa ma lalaurea triennale non è stata inventata a caso per regalare titoli alla gente.
      a mio avviso fa parte di un processo di equiparazione europea dei titoli. ovunque in europa esiste l’idea di bachelor triennale e master biennale, il bachelor equivale alla nostra triennale e il master alla specialistica. ovviamente fanno eccezioni facoltà che richiedono una preparazione approfondita e "a ciclo unico" vedi legge, medicina ecc. Questo, assieme all’istituzione di una scala di valutazione europea e dell’idea degli ECTS, serve per favorire la mobilità formativa all’interno dell’unione. In questo modo non solo sono possibili scambi tipo Erasmus per cui riesci a frequentare corsi che hanno lo stesso livello di quello del paese di provenienza ma, banalmente, con una triennale in Italia puoi fare domanda per un master in francia o germania (ma anche svizzerao qualsiasialtro paese) e il titolo ti viene riconosciuto come quello di bachelor e puoi accedere al livello "graduate" della formazione. A mio avviso a questo è servita la triennale.

    • Di (---.---.---.162) 21 luglio 2010 19:08

      Casi di molti, direi.

      Me compreso.
      Non credo di aver avuto molte alternative al 3+2 per diventare ingegnere e, come me, credo che a molti sia sfuggita di vista.
      Come altro pensi che avremmo potuto qualificarci?
      Mi sembrano esagerate le tue parole...

      Daniele Casaburo
    • Di (---.---.---.135) 21 luglio 2010 21:39

      La laurea triennale nel resto del mondo ha valore eccome!!! è al pari dei corsi "undergraduate" del mondo anglosassone...che in Italia sia praticamente inutile questa è altra storia...
      Comunque, credo sia inutile discriminare gli studenti del nuovo ordinamento, perchè:
      - non si può scegliere se frequentare o meno una triennale...l’ordinamento è quello e pertanto è obbligatorio (salvo alcuni corsi come medicina e architettura che sono ancora a ciclo unico...)
      - molto spesso le lauree triennali hanno insegnamenti i cui programmi ricalcano esattamente quelli delle vecchie lauree quinquennali...il numero degli esami di molte triennali è nettamente superiore a quello di qualsiasi laurea vecchio ordinamento...l’unico vantaggio per gli studenti di qualche anno fa era quello di avere più tempo per studiare ed approfondire una materia...ora con la triennale questo tempo non ce l’hai...
      - pochissime persone in Italia decidono di fermarsi alla triennale, perchè è assolutamente inutile...quindi il 90% degli studenti concludono un percorso di studi che alla fine è della durata di 5 anni...
      lo dico con certezza perchè conosco questi dati, essendo un rappresentante degli studenti della mia facoltà. Credo che sia bene parlare e fare considerazioni solo se ben informati!

    • Di (---.---.---.83) 22 luglio 2010 14:48

      ma qui alla fine non hanno neanche esagerato; ho sentito professori affermare che "è scientificamente provato che il quoziente intellettivo medio degli studenti di oggi sia inferiore rispetto a quello degli studenti di una volta"

    • Di (---.---.---.83) 22 luglio 2010 14:57

      A parte che la scelta non è solo tra triennale o magistrale (adesso si chiama così), ma ci sono anche i corsi di alta formazione, che non sono affatto da sottovalutare, e alcuni accessibili anche con una triennale.

      Poi come dice qualcun altro, io che ho sostenuto 24 esami, mi mancano gli ultimi due, e non conto ovviamente abilitazioni e laboratori vari, perchè devo sentirmi inferiore rispetto a qualcuno del vecchio ordinamento? Personalmente faccio matematica, e ci sono professori a scuola laureati in matematica negli anni del vecchio ordinamento che ne sanno la metà di me, forse perchè io quando si è trattato di scegliere gli opzionali non ho scelto corsi (da 12 crediti tra l’altro) tipo "storia della scienza e della tecnica", ma roba che si chiama topologia algebrica o ricerca operativa...mi dispiace ma mi sento inferiore a ben pochi laureati in ben poche facoltà per il lavoro che ho fatto...
    • Di (---.---.---.102) 27 luglio 2010 19:32

      Al giovanotto che confronta gli esami della laurea triennale con quelli della quadriennale del vecchio ordinamento desidero dire che non c’è paragone.Sono state prese le vecchie discipline e suddivise in due o tre esami:in questo modo si sono raddoppiate o triplicate cattedre e insegnamenti.Ovviamente il contenuto degli esami è ridotto e,rispetto al passato,possiamo chiamarli miniesami,come minipreparazione è quella posseduta dai titolari della laurea triennale.E nemmeno la laurea magistrale riesce a colmare il divario di preparazione con un laureato del vecchio ordinamento.Mi dispiace per voi giovani laureati,ma la vostra preparazione con il sistema attuale è fortemente carente.Italo Zamprotta


  • Di Doriana Goracci (---.---.---.32) 21 luglio 2010 18:24
    Doriana Goracci
    "Ricordati bene le opere di Dio costano sangue...MA HAI IL SIGNORE CON TE" DON VERZE’ era il 20 luglio 2010 alias Angelo Raffaele A BERLUSCONIVIDEO: Integrale."BERLUSCONI UOMO DELLA DIVINA PROVVIDENZA".DON VERZE’ BEATIFICA IL PREMIER DAL DUOMO. http://www.youtube.com/watch?v=17EbnOF_hAU
    E per chi non sapesse chi è questo anziano p(r)elato...che mi fa schifo solo trattarne, per cronaca e il gusto di fare informazione a tempo perso ne ho scritto quà.

    http://www.reset-italia.net/2010/07/12/che-farmaco-divino-usa-berlusconi/
    reale e attuale anche questo, dalla Grande Famiglia.
  • Di (---.---.---.15) 21 luglio 2010 19:06

    Ma cosa vi aspettavate da un prete ?? !!

  • Di pv21 (---.---.---.101) 21 luglio 2010 19:08

    Per anni al Cavaliere è stato impedito di cambiare l’Italia. A lui che ha promesso di sconfiggere perfino il cancro. Diamogli almeno la soddisfazione di avere una figlia (Barbara) incensata dal Rettore per una Laurea (breve) in filosofia. Così per una volta non c’è bisogno di tornare a sfogliare il Dossier ARROGANZA ... 

  • Di (---.---.---.22) 21 luglio 2010 19:53

    La laurea triennale, ragazzi, purtroppo vale poco!! Sfigato chi si è dovuto iscrivere sotto il nuovo ordinamento. E anche se l’idea iniziale è stata nobile (equiparare le lauree europee etc...) bisogna accettare il dato di fatto che i datori di lavoro scelgono tendenzialmente tra i laureati del vecchio ordinamento e non tra quelli del nuovo... A parte naturalmente il nostro prete in causa.

    Una cattedra dopo una laurea triennale?? Ma fatemi il piacere!!

    • Di (---.---.---.170) 24 luglio 2010 08:36

      Ho una laurea triennale e mi sento preso in giro perché all’abbassamento di categoria non è mai corrisposto un abbassamento del numero delle materie, visto che tutti gli insegnanti pensano che la loro materia sia indispensabile. Così mi sono fatto tutti e 30 esami della laurea del vecchio ordinamento, poi negli anni si sono sentite le lamentele di chi si era iscritto alla specialistica e non ha fatto praticamente nulla per due anni, anzi tre. E questo purtroppo è successo in tante facoltà.

      In ogni caso non è vero che TUTTI i datori di lavoro preferiscono le lauree del vecchio ordinamento o magistrali. Adesso ho un lavoro che mi dà soddifazione professionale e al quale sono stato chiamato perché ritenuto competente, nonostante la mia triennale. Poi forse un giorno farò anche la specialistica, magari cambiando facoltà, ma se lo farò a questo punto sarà per soddifazione personale.

      Infine, non credo che la laurea triennale possa autorizzare chiunque ad avere una catedra... a meno che questa persona non dimostri il suo merito personale dopo TANTI ANNI di lavoro. Comunque non è il caso della figlia del berlusca. Il gesto di don Verzè è offensivo per tutti, "triennali" e "magistrali"

  • Di Camillo COPPOLA (---.---.---.119) 21 luglio 2010 20:11

    Don VERZE’,come CAIFA,tiene lustro il tempio dei mercanti con la lingua.
    camillo.coppola@tin.it

  • Di poetto (---.---.---.153) 21 luglio 2010 20:30

     La laureata in questione della famiglia Berlusconi non è Marina ma Barbara e si è laureata in una università privata.

    Sono d’accordo sul fatto che offrire una cattedra così come si può offrire un caffè è una mossa scorretta nei confronti dei tanti che si sono laureati e non hanno, come la figliola del premier, il papà vecchio amico del rettore e primo minstro.

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.127) 21 luglio 2010 20:55
    Damiano Mazzotti

    Se esistessero studenti con le palle, eviterebbero di iscriversi al suo corso....

    Dovrebbero chiedere un altro prof... Se tutti facessero così pian piano potrebbero sparire queste assegnazioni ridicole e umilianti...

    Ma la vera cultura per fortuna si fa con i libri che si scelgono personalmente...

    • Di (---.---.---.83) 22 luglio 2010 14:43

      no è più facile chinare il capo per poi dire "è colpa dell’istruzione"; ci saranno sempre fenomeni anche con un sistema oggettivamente scarso come quello odierno e ci sono sempre stati ignoranti anche quando l’istruzione "funzionava"

  • Di (---.---.---.166) 22 luglio 2010 00:04

    Che dire? non tutti sono stati prescelti... vedete, don verzè è stato prescelto da Dio (???) perchè facesse il sacerdote ma, con l’andar del tempo, don verzè ha pensato bene che si poteva anche sostituire a Lui sulla Terra, solo che Dio rimane sempre Dio degno di ogni preghiera e anche di genuflessioni, mentre don verzeeeeebeeheee rimane solo un pezzo di merda venduto al potere. Ognuno tiri la propria conclusione, se voi aveste dei figli, pensando a quello che ha fatto il don verzeeeeee, una conclusione seria la pensereste. io una idea ce l’ho!................., non è una minaccia don verze di merda! per gente come lei non ci si sporca le mani, si ricordi che Dio è GRANDEEEEEE. noi piccoli abbiamo molta fede in Dio. bye bye

  • Di Daniele (---.---.---.146) 22 luglio 2010 11:26

    dai non prendiamocela con loro , se non si aiutano tra anziani a cercare di costruire un futuro ai loro poveri figli che rischiano la disoccupazione ...
    su berlusconi inutile spendere altre parole, ma questo religioso rettore, qualcuno gli ha mai fatto una visita per l’arteriosclerosi?
    comunque propongo di considerare il tutto uno sputo nell’oceano e di tenerlo presente per la nostra futura condotta di vita.

  • Di (---.---.---.83) 22 luglio 2010 14:40

    Allora, tanto per cominciare, distinguiamo tra le varie lauree...una laurea ad esempio IN MATEMATICA, anche se solo triennale, vale sicuramente INFINITAMENTE di più di una laurea ad esempio in SCIENZE POLITICHE anche del vecchio ordinamento; secondo punto le materie che hanno una base scientifica (ingegneria, fisica, matematica ecc...) hanno programmi ampliati in maniera devastante rispetto ad alcuni anni fa, ed è questo il MOTIVO PRINCIPALE per cui la gente manca di preparazione (non c’è fisicamente tempo per studiare tutto, aldilà dei tre anni o meno). E’ ovvio poi che non discute la miglior preparazione di un corso di laurea del vecchio ordinamento, ma ricordiamoci che la preparazione la fa SOPRATTUTTO LO STUDENTE, quindi non aggrappiamoci alle riforme e non inventiamoci pregiudizi contro i giovani per far conservare ai vecchi le loro poltrone; se poi si vuole migliorare la situazione cominciamo a mandar via i docenti che non si sa come abbiano ottenuto una cattedra, ad assegnare corsi seri a docenti giovani e promettenti (e ce ne sono) e a sopprimere corsi opzionali salvagente che consentano a persone del tutto impreparate di laurearsi con la lode, a quel punto vi garantisco che il numero di laureati non sarà più così elevato.

    Infine credo proprio che anche 30 anni fa la figlia di berlusconi avrebbe avuto una cattedra ad honorem, basta con questa nostaglia del passato, se questo presente fa schifo è semplicemente la conseguenza degli abusi proprio dei vostri amati anni 70/80, li si sono gettate le fondamenta di questo schifo, e adesso date la colpa a noi...
  • Di (---.---.---.83) 22 luglio 2010 14:45

    (i) i datori di lavoro oggi semplicemente non scelgono, perchè non assumono

    (ii) non distinguono tra vecchio e nuovo ordinamento, bensì tra esperienza internazionale o meno
    (iii) dipende sempre dal corso di laurea e dal lavoro in questione
  • Di (---.---.---.68) 23 luglio 2010 12:06

    Carissimi,

    sono un ingegnere aerospaziale di 27 anni e lavoro (come precario) nel campo della ricerca da ormai 4 anni: prima un assegno di ricerca della durata di un anno, seguito da 3 anni di dottorato di ricerca in matematica.
    Basandomi sulla modesta esperienza accumulata in questo lasso di tempo, vorrei proporre il mio punto di vista riguardo al famigerato "3+2".

    Sono pienamente d’accordo con "CiccioFormaggio": completare la laurea triennale in ingegneria è estremamente difficoltoso, se non altro per le tempistiche - che io definirei disumane. Io stesso mi sono laureato con il 3+2 (era il primo anno della riforma), e mi sono ritrovato più volte a seguire 4 corsi in contemporanea, preparare e sostenere i relativi esami, il tutto in 3 mesi...

    Tuttavia se è vero che la laurea triennale in ingengeria richiede (in media) una trentina di esami, è anche vero che per la laurea magistrale viene richiesto un numero doppio di esami (io, ad esempio, ne ho sostenuti 27 per la triennale, 52 in tutto!).
    Per questo motivo, pur rispettando la scelta di chi ha preferito (o dovuto) fermarsi dopo 3 anni, ritengo che le due lauree non siano assolutamente equiparabili.

    Va detto poi che i programmi degli esami della laurea triennale sono, a meno di casi particolari, notevolemente "impoveriti" rispetto agli analoghi del vecchio ordinamento.

    Per chi non volesse credere, aggiungo che fra i miei obblighi nell’ambito del dottorato di ricerca è prevista la spesa di un certo numero di ore in attività didattica frontale (il classico insegnamento). Il corso di Analisi 1 per ingegneri 1° anno nuovo ordinamento, ad esempio, non supera come volume e profondità degli argomenti trattati il 30% dell’analogo per il vecchio ordinamento.

    Questo (forse) potrebbe spiegare perchè durante l’esame di Analisi Numerica agli ing. del 4° anno (freschi freschi di laurea triennale), senta spesso affermazioni del tipo:

    "Professore, forse sarà l’emozione ma non mi ricordo come si sommano due vettori... (N.d.A non sono professore, ma per qualche strano motivo gli studenti si ostinano ad apostrofarmi in questo modo...)"

    oppure:

    "L’integrale di exp(x) è x*exp(x)..."

    Saluti

  • Di gino spadon (---.---.---.72) 24 luglio 2010 08:05

    I fatti sono noti. Il giorno 20 luglio, all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano Barbara Berlusconi ha discusso la sua tesi di laurea in filosofia ottenendo la votazione di 110 e lode. Sorrisi e strette di mano da parte della Commissione; urrah festosi e lancio in aria di libri e cappelli da parte degli amici; dichiarazioni commosse del padre della neo-laureata giustamente orgoglioso della figlia sulla cui testa ha tante volte giurato a dimostrazione di quanto gli sia cara. Tutto nella norma dunque, sennonché… sennonché ecco la sbavatura. Il rettore dell’Università, quel don Luigi Verzé che ha definito Silvio Berlusconi “un uomo mandato dalla divina Provvidenza per salvare il nostro paese”, sente il bisogno di chiedere alla neo-laureata (laurea triennale, si badi bene) se riteneva che potesse nascere una facoltà di Economia del San Raffaele basata sul pensiero dell’autore sul quale verteva la sua tesi (Amartya Sen), e se, in questo caso, se la sentiva di diventare docente di questa Università. Proposta assolutamente scandalosa agli occhi di Roberta De Monticelli, nota docente ordinaria nello stesso Ateneo, che subito reagiva con lettera di fuoco al giornale “la Repubblica” in cui si dissociava “apertamente e pubblicamente da quella che riteneva una violazione non solo del principio della pari dignità formale degli studenti, non solo della forma e della sostanza di un atto pubblico quale una proclamazione di laurea, non solo della dignità di un corpo docente che il rettore dovrebbe rappresentare, ma anche dei requisiti etici di una istituzione universitaria d’eccellenza quale l’Università San Raffaele giustamente aspira a essere”. Insomma un bel pasticcio con fior di polemiche cui hanno partecipato in molti e fra questi anche Massimo Cacciari e Michele Di Francesco che, nelle loro vesti rispettive di Prorettore Vicario dell’Università Vita-Salute San Raffaele e di Preside della Facoltà di Filosofia della stessa Università, hanno firmato un documento ufficiale in difesa di don Verzé. .Il documento, bisogna dirlo subito, si rivela altamente specioso per due ragioni sostanziali. Prima di tutto perché evoca un tema che non ha niente a che fare con la polemica innescata dalla lettera della De Monticelli. Dire, come fanno Di Francesco e Cacciari, che “la signora Barbara Berlusconi si è presentata alla sessione di laurea con una media di 108,37/110 (corrispondente al 29,55/30) e dieci lodi” e che “con un curriculum di questo tipo la sorpresa sarebbe stata se non si fosse laureata a pieni voti e non il contrario” significa andar fuori del seminato o meglio ancora menare il can per l’aia. Nessuno infatti, e tanto meno la De Monticelli, ha messo in dubbio il valore della giovane Berlusconi. Aggiungere poi che “una battuta paterna del Rettore Don Verzé, peraltro ripetuta in passate occasioni nei confronti di altri studenti, possa essere interpretata come la proposta formale nei confronti della signora Barbara Berlusconi di far parte del corpo docente del San Raffaele sfida ogni ragionevolezza e ogni criterio di buon senso” è prova di smaccata ipocrisia. A chi si vuol far credere che ad ogni neo-laureata “triennale” con 110 e lode venga “paternamente” proposto di far parte del corpo docente? Peggio ancora il finalino  del documento. Sostenere infatti che “al San Raffaele, come in ogni università italiana l’accesso alla docenza è regolato dalle leggi dello Stato che governano i concorsi universitari” è dire una verità  a tutti arcinota, ma ignorata, nel caso specifico, proprio da colui che, dovendola conoscere meglio di tutti, era tenuto a evitare battute “paterne”, tanto più in presenza dell’Uomo della Provvidenza che non ci mette molto a chiamare la Gelmini. Concludendo direi, con madame de Maintenon, che “le péché vaut encore mieux que l’hypocrisie” che, tradotto, suonerebbe pressapoco così: il peccato di don Verzé, provocato da evidente interessata piaggeria, è meno grave dell’ipocrisia di chi ha voluto tutto esaltare del “paterno” rettore, etiam peccata. (Gino Spadon)

     


     

  • Di (---.---.---.63) 27 luglio 2010 07:07

    ovviamente condivido tutti i poveri ragazzi che si sentono offesi dopo che hanno letto che la loro laurea serve a ben poco e parlo da non laureato però raga ricordatevi che siete in italia e qui all’università trovate a berlusconi e già quando dicono niente raccomandazione lui è il primo che ne fa ammeno, sta stronza della figlia ma più che la figlia direi sto demente e coglione del rettore del cazzo ma vattene a fanculo scemo invece di fare le raccomandazioni.

  • Di (---.---.---.4) 27 luglio 2010 12:59

    Un esempio di trasparenza della Pubblica amministrazione!

  • Di (---.---.---.40) 27 luglio 2010 19:49

    Leggo sbigottita i commenti: anzichè indignarsi per la notizia ci si sofferma, offesi, sul "valore" della laurea triennale.

  • Di (---.---.---.97) 27 luglio 2010 19:50
    • Nel sistema universitario italiano, si distinguono i seguenti ruoli accademici:
    • ricercatore universitario.
    • professore ordinario (o professore di I fascia)
    • professore associato (o professore di II fascia)

    Solitamente, solo dopo la laurea specialistica (o laurea di vecchio ordinamento) e prima di diventare ricercatori universitari, si svolge un dottorato di ricerca o altra attività di collaborazione presso un gruppo di ricerca afferente al settore disciplinare di interesse, spesso come cultore della materia o esercitatore ufficiale dei corsi. Dopo il dottorato di ricerca, si può proseguire ottenendo assegni di ricerca di durata variabile da uno a quattro anni rinnovabili una sola volta, borse di studio-post dottorato, oppure contratti di docenza.

    Anche per assumere il titolo di professore di II fascia, l’iter prevede prima di tutto una valutazione comparativa dei titoli presentati, prevalentemente consistenti nei contributi pubblicati come articoli scientifici (in ambito scientifico-teconologico) o come saggi, libri o altro (in ambito umanistico). La valutazione dei titoli viene poi integrata dalla discussione degli stessi titoli e da una lezione cattedratica di fronte a una commissione nazionale di cinque componenti (tutti professori ordinari, uno dei quali è tuttavia "membro nominato" dalla Facoltà che ha bandito il posto). A seguito di valutazione positiva, si consegue l’idoneità a professore di II fascia o "professore associato".

     

  • Di (---.---.---.52) 27 luglio 2010 21:36

    gioia 3+2 con esami semestrali e senza prove intermedie, fuoricorso ................

  • Di (---.---.---.59) 28 luglio 2010 10:50

    Caro compagno Luigi Berlinguer, grazie per averci rifilato il bidone più clamoroso nella storia dell’Italia repubblicana: le "lauree triennali".

  • Di (---.---.---.9) 5 agosto 2010 03:58

    ok, va bene tutto quello che dite sulla berluchina e su don leccaculo, ma io ho fatto 41 esami per prendere la triennale, risparmiatevi le offese!

  • Di (---.---.---.228) 21 dicembre 2010 18:42

    Non è che abbia letto proprio tutti i commenti, ma in generale mi sembra che la gente si senta offesa per il fatto che si mette in dubbio la validità ed il prestigio delle nuove lauree... Proprio questi commenti offrono a mio giudizio le prove di un generale fallimento del sistema educativo italiano: i lettori sembrano più offesi del fatto che non vengano riverentemente chiamati "dottore" piuttosto che dal fatto che si offra una cattedra in economia alla sig.na Berlusconi.
    Ho 31 anni e non mi sento generazionalmente lontano, però devo riconoscere che i giovani italiani di 21-22 anni non hanno l’apertura mentale ed il senso critico dei coetanei europei, e non mi riferisco solo a tedeschi, inglesi e francesi ma anche e soprattutto ai giovani dell’europa dell’est. Dato che la regola sembra essere il conformismo io, che ho una laurea, 2 master e 4 anni di lavoro all’estero e ora che sono in italia non riesco a trovare lavoro, vorrei invitare la bella Barbara a uscire con me: Tesoro, fai venire a mangiare anche me in quella greppia, non te ne pentirai. Invece degli scialbi bocconiani ti farò sentire i brividi di uno che ha camminato per le villas miseria dell’America Latina

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