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M5S, se ci sei batti un colpo (vs. 2.0)

Le dimissioni, attese e scontate di "re" Giorgio Napolitano, aprono la corsa per il Quirinale L 'occasione è di quelle assolutamente da non perdere, sia da un punto di vista istituzionale, perché stiamo parlando niente meno che dell'elezione del primo cittadino, sia dal punto di vista politico perché con questa elezione si avrà una chiara percezione di chi conta e di chi non conta nulla.

Si chiudono i nove anni di regno di Giorgio Napolitano, discusso e per alcuni molto discutibile presidente della repubblica, per altri invece autentico salvagente per la democrazia in uno dei periodi più critici della storia recente. E' indubbio che la figura del presidente della repubblica prevista dalla Costituzione italiana è meno "chiara" di quella in altre democrazie, dove peraltro essa generalmente avviene per suffragio popolare diretto. Le peculiarità istituzionali di garante e rappresentante dell'unità nazionale, per certi versi più formali che sostanziali, compresi alcuni passaggi parlamentari, sotto la regia di re Giorgio hanno subito una accelerazione a geometria variabile, in direzione di una pù forte influenza del capo dello stato nella vita politica e quindi nelle scelte di indirizzo del paese.

Molti a sinistra come a destra sostengono che Napolitano abbia ampiamente debordato dai suoi compiti istituzionali, instaurando una sorta di cabina di regia, più o meno occulta, che ha pesantemente condizionato la vita politica italiana, specialmente negli ultimi due anni dopo la sua rielezione, già di per sé elemento di assoluta novità. Particolarmente pesante è stato il giudizio sul suo comportamento subito dopo le ultime elezioni politiche, quando affibbiò a Pierluigi Bersani, vincitore perdente nelle urne, una sorta di mandato esplorativo che francamente aveva più il sapore della beffa, della umiliazione all'uomo prima ancora che al segretario dei DS. E' infatti cosa nota che Bersani non godesse di particolari simpatie da parte di Napolitano, probabilmente come antica ruggine tra vecchi "compagni" del defunto PCI. I comunisti è risaputo che tra di loro si sopportano a fatica e poi indubbiamente Giorgio Napolitano, figura storica del comunismo italiano al pari dei vari Paietta, Berlinguer ecc.., era noto per le sue spiccate tendenze "riformiste", che lo allontanavano non poco dall'ortodossia di partito.

Sta di fatto che il non aver consentito un passaggio alle urne per invece affidarsi ad un governo tecnico come quello di Mario Monti, e successivamente ai due governi politici, anch'essi non usciti dalle urne, come quelli di Enrico Letta e Matteo Renzi, è stato ritenuto un vero e proprio vulnus, qualcuno dice "golpe", per la democrazia.

I moderati invece, sia quelli di matrice sinistroide che quelli di area cattolica, tra i quali indubbiamente i seguaci del premier Matteo Renzi, lo hanno invece giudicato come una autentica "manna dal cielo", ritenendo che abbia letteralmente salvato il paese da una deriva oscura, quando si concluse il ciclo di Berlusconi con uno "spread" che puntava verso i 1000, una economia che stava avvitandosi in una crisi senza precedenti e un caos politico ulteriormente aggravato dalla presenza di una nuova consistente forza politica uscita dalle urne, ovvero il M5S di Beppe Grillo, che professava la distruzione del sistema e delle istituzioni, partiti in primis.

E qui siamo al dunque. Nella seconda rielezione di Giorgio Napolitano i pentastellati brillarono per la loro solita mania compulsiva di "non voler sporcarsi le mani" con la ciurmaglia degli altri partiti, ovvero di scegliere soltanto tra i candidati che "piacciono" a loro. Naturalmente ci fu la farsa del solito "referendum online", dove qualche migliaio di iscritti ndicò una lista di papabili, lista di cui ovviamente non esiste garanzia che non fosse stata filtrata dal "joystick" Grillo -Casaleggio. Emersero tra altri due nomi, quello di Rodotà e quello di Romano Prodi che il M5S poteva appoggiare. Quando sembrava scelta fatta dal momento che il PD, in una assemblea giacobina dove tutti, renzisti compresi, giurarono sul nome di Prodi, aperte le votazioni i pentastellati ritirarono la manina. Salvarono la faccia soltanto perché 101 franchi tiratori piddini impallinarono a loro volta Prodi, con molti sospetti che caddero proprio su Renzi. Un Renzi che da prima donna qual è, mal vedeva un grosso calibro come Prodi sulla sua strada verso l'Olimpo. 

Sta di fatto che questa frenesia nel non voler sporcarsi le mani, ovvero di votare solo loro stessi in attesa di un voto plebiscitario degli elettori, ha frizzerato oltre un quarto di speranzosi italiani che, votando questi casti e puri rappresentanti delle istituzioni, è come se avessero buttato il loro voto nel cesso.

La storia rischia purtroppo di ripetersi perché le dichiarazioni di tutti i maggiorenti pentastellati sono del tipo: "Se indicano un nome di rispetto, persona onesta e non compromessa, di comprovato valore morale ecc... noi siamo disposti a confluire su quel nome". Che è esattamente la ripetizione di quanto già visto e che tradotto dal politichese (checché ne dicano) in lingua corrente significa una "beata minchia", detta in siculo , oppure "una sega" in toscano. E il perché è evidente, il presidente della Repubblica viene eletto non direttamente dal popolo ma da un migliaio di politici riuniti in conclave (deputati, senatori e rappresentanti delle regioni) e, a parte i requisiti di fondo, ovvero avere compiuto il 50esimo anno di età e il godere dei pieni diritti civili e politici ecc, come requisito non costituzionale ma di affermata consuetudine, c'è anche quello di essere profondo conoscitore dei meccanismi parlamentari. Ergo un vecchio arnese della politica di consolidata caratura, ergo uno che il M5S vede a priori come fumo negli occhi, dal momento che, a parte loro che sono la crema del meglio, tutti gli altri fanno schifo e sarebbero da bruciare sul rogo.

Speriamo quindi che un po' di esperienza in più, qualche rovescio elettorale rimediato, la migrazione dei transfughi su altre sponde e le ultime di Grillo, che sembra per la verità un po' rinsavito, evitino di consegnarci un presidente al quarto passaggio quando vale la maggioranza assoluta dei 505, come frutto del "Patto del Nazareno" tra l'appena quarantenne incline ai compromessi e il quasi ottantenne che i compromessi li fa solo quando servono a lui.

Quindi cari pentastellati o grillini, datevi una svegliata! Concordate un nome con i piddini o i salvini e i berluschini, che sia il meno peggio, oppure dite subito e a scanso di equivoci che l'uomo giusto lo proponete voi e vi aspettate un appoggio dai piddini in cambio di una visione meno talebana della politica. Insomma fate un accordo alla luce del sole, un compromesso, una scelta a minor danno, quello che volete, ma sporcatevi le mani, insozzate il vostro "pedigree" di immacolati. Questo è la politica, altro è solo militanza ideologica.

Così come siete non servite a niente e questa è l'ultima occasione per contare qualcosa.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.240) 16 gennaio 2015 10:44

    Caro Paolo,

    io credo che la tua frase "non voler sporcarsi le mani" sia un po’ esagerata in questo articolo. E’ un concetto che esiste, sì, nel pensiero grillino, ma non per come lo esponi tu. Anche la tua traduzione del "noi siamo disposti a confluire" non rende giustizia: è già successo recentemente che il M5S abbia appoggiato (e fatto vincere) una candidatura fatta dal PD. Ma ricordi vero? La candidatura condivisibile arrivò dopo che il PD aveva fatto decine di tentativi di far passare un nome impresentabile e INELEGGIBILE per mancanza di requisiti. Questo è il PD attualmente: una ricerca strenua d’interessi di parte fino a che la situazione diventa insostenibile. Solo allora il PD scende a più miti (e onesti) consigli. Solo che la partita per il Quirinale è 1000 volte più importante. Il PD si comporterà 1000 volte più disonestamente. E secondo te il M5S dovrebbe uscire dall’angolo per aiutare il PD a fare la sua ennesima porcata? Ma non potrebbe il PD, INVECE, proporre qualcuno sensato? No eh?

    E non farti imbrogliare dalle schermaglie tra Renzi e Berlusconi. E’ il solito teatrino per fare scena e coprire il disegno sottostante.

    Ciao,
    Gottardo

  • Di paolo (---.---.---.66) 16 gennaio 2015 13:53

    Di Maio è stato eletto vicepresidente della Camera con i voti del PD .Idem Fico presidente commissione di vigilanza RAI ecc..
    Ma non sarebbe ora che il M5S diventi "promotore " ,proponente , attore ,chiamalo come ti pare , invece di stare sul pero ? Il partito che ha avuto il maggior consenso in Italia ! Ma ti pare normale ?
    Ti ringrazio per il consiglio ma su Renzi e Berlusconi sono arrivato prima del M5S , Grillo e Casaleggio compresi .
    ciao

    • Di (---.---.---.240) 16 gennaio 2015 16:20

      "Ma non sarebbe ora che il M5S diventi "promotore ", proponente, attore, chiamalo come ti pare, invece di stare sul pero?"

      Io non capisco. Lo dico con tutta sincerità e senza alcun intento polemico. Il M5S ha depositato leggi, ha fatto proposte, ha votato contro e anche a favore, ha fatto denunce, è sceso in piazza, ha incontrato le imprese, le forze dell’ordine, ha presentato esposti in procura, ha proposto lo stato d’accusa per Napolitano, adesso si muove pure per un referendum.

      Ha ottenuto anche dei risultati: http://risultatim5s.it

      Che cosa dovrebbe fare ancora? Sentire Renzi proporre Padoan per il Quirinale e dire "sì sì che bello! Partecipiamo e lo votiamo pure noi"?

      Io credo che tu abbia una visione troppo idealista della situazione. Davvero Paolo: spiega quello che faresti tu con quel manipolo di parlamentari del M5S. Esercitiamo la preveggenza, ma sul futuro - non sul passato. Così poi avremo dei riscontri.

      Ciao,
      Gottardo

  • Di (---.---.---.56) 18 gennaio 2015 02:03

    "Il PD si comporterà 1000 volte più disonestamente. E secondo te il M5S dovrebbe uscire dall’angolo per aiutare il PD a fare la sua ennesima porcata? Ma non potrebbett il PD, INVECE, proporre qualcuno sensato? No eh?"

    Certo che il M5S deve uscire dall’angolo e proporre un nome su cui convergere perché deve, perché è per il bene del Paese. Altrimenti è il solito teatrino politico dei calcoli elettorali e il M5S non si comporterebbe diversamente da chi ha guardato solo alle rielezioni e non alle necessità della nazione.

    La maestrina dalla penna rossa che aspetta che il PD sbagli, lo lascerà sbagliare, per poi annunciare a tutto il mondo che ha sbagliato. Capirai che scoop, è una vita che il PD sbaglia, serve l’ennesima conferma oppure ce la possiamo evitare?

    Invece di aspettare che il PD proponga qualcuno di sensato (illusione vana, basta leggerti per capire che nessuno nel M5S ci spera neanche lontanamente, e a ragione), perché non proporre un nome su cui il PD non può non convergere salvo rimediare una colossale figuraccia?

    Esistono due modi di stanare l’avversario: il primo è aspettare in riva al fiume che sbagli di suo (campa cavallo che l’erba cresce e diventi correo perché avresti potuto evitarlo invece di stare lì a prendere il sole a spese del contribuente); il secondo è proporre qualcosa di proprio non rifiutabile e se l’avversario rifiuta se ne assume la responsabilità.

    Gottardo tu sei per stare steso in panciolle ad aspettare che il fico ti cada in bocca oppure per agire per cambiare il paese? Prendi una linea perché a volte tu per primo risulti contraddittorio. Se resti in panciolle ad aspettare gli errori del PD non sei diverso da chi ha fatto finta opposizione per anni mentre ha di fatto lasciato fare, se invece vuoi agire per cambiare il paese, allora metti il tuo avversario all’angolo e lo costringi a smeretriciarsi con un rifiuto incomprensibile. Prendi una linea, Gottardo. Tu cosa auspichi?

  • Di (---.---.---.207) 18 gennaio 2015 09:53

    Ma Paolo,

    è scontato che il M5S proporrà un suo candidato! E’ stato fatto la volta scorsa e sarà fatto anche questa volta, e con il solito metodo presumo. Mi dispiace l’atteggiamento di chi comincia ad accusare ancora prima che le cose succedano, per una specie di impressione fossilizzata ma non supportata dai fatti. Si suole dire che "il M5S non fa niente", e invece è attivissimo.

    Comunque questa storia del Quirinale mi amareggia (come diverse altre, del resto). Sarebbe normale che ogni gruppo politico facesse due o tre nomi, almeno un po’ condivisibili, e già dalla prima votazione ognuno votasse secondo coscienza: la votazione segreta servirebbe a quello. Invece le cose vanno sempre così: i nomi si fanno, ma all’inizio sono falsi per attendere la quarta votazione. Poi si fanno altri nomi, ma non di alto profilo: nomi decisamente di parte "non abbastanza invisi" da determinarne il fallimento sicuro - insomma, la ricerca del massimo risultato per una parte politica sola (o al massimo due).

    Gli strateghi pensano che Prodi sarebbe l’ideale per affossare il patto del Nazareno, ma anche lui ha le sue macchie; ci sono sicuramente personaggi più puliti. Che nessuno vuole, a parte il M5S. Allora sarebbe bene spingere per Prodi? Cioé, giocare al solito gioco del meno peggio? Tra l’altro non c’è nessuna garanzia che un Prodi presidente si comporti come sperato: potremmo accorgerci che, ancora una volta, un personaggio cresciuto nei soliti giri faccia il solito gioco.

    Staremo a vedere: ho scarsa fiducia sul fatto che il M5S possa influire positivamente, ma in compenso sono sicuro che qualsiasi cosa succeda la colpa sarà data in parte a loro. E’ lo sport preferito, che però non durerà in eterno. Alle scorse votazioni c’era la folla in piazza che gridava Rodotà. A queste non lo so, ma i malumori sembrano trasferiti dentro ai partiti. La prossima volta chissà.

    Ciao, Gottardo

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