Dal 2007 riaffiorano periodicamente notizie che vogliono Londra dominata dagli "islamici". Ieri un conoscente mi ha inviato un messaggio allarmato di questo tenore: Nella Londra est, soprannominata Londonistan, c'è un gruppo di musulmani che dichiarano attraverso manifesti che alle Olimpiadi 2012 vigerà in quel quartiere la Sharia, che le donne dovranno coprirsi e stare lontane dagli uomini per strada, che sarà vietato il commercio di alcool ecc ecc. Nelle moschee londinesi è illegalmente praticata la sharia, si celebrano ripudi delle mogli da parte dei mariti, ci sono persone che dirimono contese puniscono reati all'interno della comunità islamica prescindendo dalle leggi inglesi. La fonte sarebbe un articolo a pagina 17 de Il Messaggero di ieri, firmato da Deborah Ameri.
Ci sarebbe da allarmarsi se la notizia non fosse del tutto inverosimile, per quanto simile ad altre che periodicamente vengono messe in giro da gente che abusa del titolo di giornalista per dedicarsi alla propaganda gradita dagli editori di riferimento. Niente di nuovo in realtà e niente che corrisponda alla descrizione inviatami. Prima di tutto non ci sono manifesti, ma un po' di adesivi attaccati in un qualche strada di Londra, poi non c'è nessun "gruppo di musulmani", c'è solo il povero e notissimo Choudary, uno sfortunato estremista islamico che si atteggia a leader musulmano senza fortuna e senza seguito e che già in occasione del matrimonio di William e Kate aveva diffuso adesivi simili, nei quali consigliava di stare lontani dall'Abbazia di Westminster perché un attentato in quell'occasione era "altamente probabile".
All'epoca i giornali italiani ne avevano abbastanza di William & Kate e il povero Choudary qui da noi non se lo calcolò nessuno. Non per niente, alla faccia della sua crociata moralista, il Daily Mail ha pubblicato foto di Choudary che da studente fumava una canna, tracannava birra giocando a carte e persino mentre si guardava i film porno. Una macchietta come tante ce ne sono anche da noi. Oggi invece, complici probabilmente la tradizionale penuria estiva di notizie e il "bisogno" di tornare a pompare la "minaccia islamica" dopo la strage di Oslo, non solo Choudary fa notizia, ma viene anche pompato all'inverosimile, trasformato in un gruppo e a ruota si aggiungono balle mostruose sulla pratica della Sharia a Londra. In realtà in Gran Bretagna dal 2008 è concesso il ricorso alla Sharia per la definizione di contese di carattere civilistico, ma solo in regime di volontaria giurisdizione e, ovviamente, nel rispetto delle leggi inglesi. Volontaria giurisdizione significa che le due parti in causa devono essere d'accordo ad affidare la definizione della loro controversia a un giudice terzo diverso da quello offerto dai tribunali dello stato. Un po' quello che accade in Italia e in tutti i paesi del mondo con l'arbitrato, che è un istituto giuridico antichissimo. Materia del contendere devono ovviamente essere i "diritti disponibili", niente ripudi delle mogli che sciolgano i matrimoni civili quindi e ancora meno l'applicazione della Sharia come pena per i delitti. Il che dovrebbe esere abbastanza intuibile anche per il giornalista più scarso, ma sono anni che ormai si va avanti così. Basta pensare al passaggio successivo, quello dell'applicazione della pena, per rendersi conto che si tratti di fantasie infondate. Una volta comminata la pena, come farebbero per l'esecuzione? Uccisioni sulla piazza di Londonistan? Detenzioni in carceri abusive? Amputazioni degli arti dei rei praticate nei sottoscala? E i colpevoli, sono così stupidi da consegnarsi alla giustizia penale "islamica" o sono rapiti da forze irregolari di polizia islamica e trascinate di fronte alle corti islamiche?
Che ci siano delle zone nelle nostre città "controllate" da persone di nazionalità e cultura (...)
30/07 14:29 - illupodeicieli