Lettera da me inviata al ministro Gelmini.

sono qui a scrivervi per esporvi il mio pensiero sulla difficile situazione che sta attraversando la scuola italiana oggi ed i riflessi che si ripercuotono sulle famiglie italiane.
Non voglio entrare nel merito della sua riforma scolastica in quanto non ho in questo momento le informazioni che mi permettono di giudicarla, e tanto meno il mio ruolo di osservatore esterno me lo permetterebbe.
Voglio invece attenermi esclusivamente all’argomento dei tagli di fondi effettuati verso tutti i livelli di scuola a partire da quella dell’obbligo.
Avendo bambini che frequentano la scuola materna statale e la scuola elementare statale ritenevo che in una scuola dell’obbligo il mio contributo da liquidare verso l’istituzione scolastica fosse nullo.
Ritenevo erroneamente che questa istituzione definita dell’obbligo dovesse garantire il materiale didattico e non didattico per lo svolgimento delle attività scolastiche quotidiane svolte con oneri a carico dello Stato al 100%.
Purtroppo non è così, da un paio d’anni dalla presidenza dell’istituto comprensivo di zona ci arrivano dei bollettini di conto corrente da pagare accompagnati da una lettera del preside dal tono triste e malinconico.
Il preside, pressato dalle continue e mirabolanti attività di recupero dei costi dettate dall’alto, dopo i tagli giacobini da Lei programmati, ci chiede con il cuore in mano di versare somme, per garantire che le attività didattiche possano procedere ed andare avanti con regolarità.
Non ci sono più i soldi per acquistare carta da fotocopie, materiale da disegno, bicchieri di carta, carta igienica, ed altro materiale per la prosecuzione regolare delle attività.
Allora da buoni padri di famiglia a cui il cuore si stringe ancora quando vediamo situazioni precarie di tal fattezza, sovvenzioniamo senza pensarci due volte la scuola dei nostri figli, per garantire continuità e serenità in quello che dovrebbe essere il nido della cultura primaria e dove si mettono le basi per lo sviluppo e la crescita del nostro futuro.
Purtroppo da mesi l’aria che si respira nella scuola primaria e dell’obbligo in generale è pesantissimo, i tagli perpetrati stanno ribaltandosi anche nelle tasche delle famiglie italiane, chiedendone piccoli sacrifici e contributi ‘non dovuti’.
Capisco la difficilissima situazione economica delle casse dello stato e del paese in cui ’quasi’ tutti gli italiani stanno dando un pesantissimo contributo imposto dalla crisi economica, dettato dalla contrazione del lavoro, dalla cassa integrazione e quant’altro.
Si, ho detto ’quasi’ tutti gli italiani stanno dando il loro contributo, perché c’è una categoria che in barba a tutti noi che stiamo alla TV a guardare, non è stata toccata minimamente dalla crisi, e cioè quella della classe politica italiana.
Analista del nostro tempo. Conoscere il mondo ed imparare dalla gente che lo vive è la mia passione.
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