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 Home page > Tribuna Libera > Le ragioni di Isis

Le ragioni di Isis

Ecco un esperimento di empatia, nel tentativo di comprendere quali siano le ragioni di Isis. Ammettiamo di nascere in Iraq circa quarant'anni addietro: vedremmo l'ascesa del dittatore Saddam Hussein, finanziata e sostenuta dagli Usa per contrastare un'eventuale islamizzazione delle istituzioni, fortemente voluta dal vicino Iran. 
 
Assisteremmo a una guerra fratricida contro Teheran per lo sfruttamento dei confinanti territori ricchi di oro nero. Vedremmo lo sterminio di massa ai danni dei Curdi e poi ci ritroveremmo a combattere contro l'Occidente tra le file dell'esercito di Saddam, il quale, era troppo divenuto ingombrante nella geopolitica mediorientale, fino al punto di invadere un protettorato petrolifero americano come il Kuwait. 
 
Troppa la differenza tra le forze in campo: siamo costretti alla resa. Passano gli anni e l'Occidente trova una nuova scusa per bombardarci: questa volta siamo accusati di voler entrare in possesso delle armi di distruzione di massa; le stesse armi possedute dall'Occidente. Ancora una volta è una disfatta e l'esercito a stelle e strisce giunge fino a Baghdad proclamando, tra le macerie, la liberazione dell'Iraq. 
 
Il nostro leader viene giudicato e messo a tacere definitivamente attraverso un processo farsa. Non ci resta che credere alle promesse occidentali di libertà, ma qualcosa non gira per il verso giusto e il nostro Paese ripiomba nel caos: tra attentati ritorsioni e rappresaglie. L'America istaura un governo fantoccio e addestra un improbabile esercito iracheno, non vede l'ora di sgombrare il campo; troppe perdite nel lungo termine. 
 
Durante questa guerra infinita abbiamo perso molti dei nostri familiari e l'anarchia regna incontrastata nel Paese. Qualcuno dovrà renderci conto e spiegarci le ragioni di tanta sofferenza inflitta a nostro popolo: l'Occidente deve rispondere della sua arroganza. Ed è in questo contesto nel quale prende corpo lo Stato islamico ma per realizzarlo saremo costretti anche a compiere nefandezze e stermini di massa; in perfetto stile made in Usa. 
 
La nostra unica logica di sopravvivenza è contrastare la cultura occidentale con qualunque mezzo. Vogliamo rispetto e non accettiamo che i nostri profeti siano ridicolizzati dal vostro cinismo; voi la chiamate satira, ma in realtà si trattava dell'ennesima provocazione gratuita, tesa a umiliare la nostra cultura. Questa volta non ci lasceremo ingannare dalle vostre false promesse di liberazione e combatteremo fino alla morte per rivendicare le nostre ragioni. 

Commenti all'articolo

  • Di Persio Flacco (---.---.---.201) 11 febbraio 2015 12:47

    Ammiro il suo coraggio nel rappresentare il punto di vista ipotetico, ma realistico, dell’arcinemico contemporaneo.

    Usando lo stesso metodo: mettersi nei panni dell’avversario, misurarne la frustrazione e prevederne gli effetti sulla psiche collettiva di una popolazione, si sarebbe probabilmente potuto evitare la nascita del nazifascismo e quell’orribile carnaio che è stata la seconda guerra mondiale col suo corollario di efferatezze culminato nello Sterminio.

    Purtroppo assai pochi (forse nessuno) tra governanti e "Maestri di Pensiero" sanno o vogliono farlo.
    Agli occhi di quei pochi sfortunati, come lei, che sanno e vogliono usare questo metodo, appare tutta intera la feroce e meschina follia di cui il genere umano è capace.

    Vedono, ma il loro vedere è come il dono maledetto di Cassandra: obbligata a conoscere, senza poterlo impedire, il futuro di disgrazie che i suoi dissennati simili si costruiscono da se stessi.

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