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di paolo mazzanti giovedì 14 luglio 2011 - 6 commenti oknotizie
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Le energie rinnovabili

 

Le energie definite "rinnovabili" sono generate da fonti inesauribili, gratuite e che, se usate per la produzione di energia elettrica, non provocano alcun inquinamento; nel mondo rispondono a questi requisiti solo le fonti idraulica, solare ed eolica.

Tutte le altre fonti non soddisfano i tre requisiti su indicati: le fonti fossili (carbone, gas, petrolio e simili) sono finite, inquinano e costano; le fonti nucleari sono finite, costano e producono scorie molto pericolose. Esse poi dipendono dai fornitori dei combustibili e quindi dalle oscillazioni e speculazioni nei mercati energetici.

Per dare una spiegazione ai dati che seguono, è opportuno fornire i numeri più importanti del sistema elettrico italiano al 31/12/2010: la potenza disponibile, essenziale per evitare rischi di "blackout", è di 111 gWe (miliardi di Watt elettrici), la punta massima richiesta nel 2010 è stata di circa 56 gWe; l'energia netta consumata nell'anno è stata di 280 GigakWattora (Twh o miliardi di kiloWattora).

Le previsioni al 2020 si basano su uno sviluppo medio/basso e su un uso più moderato dell'elettricità (elettrodomestici più ecologici, illuminazione pubblica a led, migliore efficienza energetica degli edifici, ecc.) ed ipotizzano una richiesta di potenza massima di circa 74 gWe, mentre il consumo netto è previsto intorno ai 320 TWh/anno.

Seguono dettagli per ciascuna delle tre fonti rinnovabili.

Idraulica. La fonte idraulica è ben utilizzata in Italia; infatti nel 2010 si stima che l'energia prodotta sia stata di circa 50 miliardi di kWh (TWh). La fonte non è costante, essendo soggetta alla disponibilità di acqua (piogge, variazioni delle temperature, ecc), ma l'energia prodotta è facilmente regolabile, cioè può essere prodotta quando e quanta ne serve, sempre che sia disponibile acqua in quantità adeguata; essa è quindi in grado di compensare eventuali squilibri di produzione da parte delle altre fonti; usando la tecnica del “pompaggio” (l'acqua viene ripompata dal bacino inferiore nel bacino superiore di notte, consumando energia a basso costo) si può produrre energia di giorno, quando il prezzo è più alto a causa della maggiore domanda, creando un effetto "calmieratore", oppure può compensare la assenza di produzione notturna da parte delle fonti fotovoltaica ed eolica, funzionando di notte o quando l'eolica non è sufficiente.

Lo sviluppo di questa risorsa è possibile con molti piccoli impianti (10 gWe). Unico inconveniente è il rischio di incidenti alle dighe o agli invasi, sia involontari che volontari (terrorismo).

Un sistema di recente concezione, in corso di sperimentazione in Scozia, è da considerare fra le energie "idrauliche": si tratta di un impianto che sfrutta le maree, mentre in Francia sono allo studio sistemi simili. In Italia si ipotizza di sfruttare la corrente piuttosto forte e soprattutto costante nello stretto di Messina per alimentare una apparecchiatura simile in grado di generare energia elettrica.


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di paolo mazzanti giovedì 14 luglio 2011 - 6 commenti oknotizie
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I commenti più votati

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    di paolo mazzanti (xxx.xxx.xxx.238) 15 luglio 2011 14:50

    Avendo scritto si Agoravox, mi sento in dovere di rispondere al commento di Renzo Riva, nonostante il modo e le informazioni in esso scritte.
    Preciso che non replicherò ulteriormente al Signor Riva, dato quanto sopra.
    Anzitutto la mia Laurea è registrata presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa.
    La potenza disponibile lorda è data dalla disponibilità delle centrali del paese, realmente in grado di fornirla. Quella netta si riduce del 5-10% in base alle perdite.
    TERNA precisa che nel 2010 il picco massimo di potenza richiesta dal sistema italiano è stato di 57 gW, ampiamente assorbito. Non esiste una "potenza massima producibile con certezza". Questa è determinata dal gestore che deve prevedere un margine (di solito il 25%) di potenza disponibile per evitare blackouts, mantenendo attive centrali in grado di aumentare rapidamente la potenza (non certo le centrali nucleari!).
    No ho mai scritto che gli impianti fotovoltaici possano risolvere questo problema.
    I dati forniti poi sono del 2008 (siamo nel 2011!) e comunque l’energia nucleare l’abbiamo importata, perchè ci conveniva il prezzo molto basso per mWh (le centrali nucleari non sono molto flessibili e di notte devono produrre, anche se l’energia relativa non è assorbibile localmente e quindi viene svenduta all’estero). Non mi torna poi il calcolo sulla percentuale di importato (è l’8,5% e non il 13%).
    Non mi interessa infine quanto afferma il CIRN (Comitato Italiano Promozione Nucleare), comitato privato che francamente non so cosa voglia promuovere dopo il Referendum. 

  • 10 votes
    di Renzo Riva (xxx.xxx.xxx.117) 14 luglio 2011 23:24
    Renzo Riva

    Paolo Mazzanti è un ingegnere elettronico; almeno così lui scrive.

    C’è un però; da dati sbagliati e fa ragionamenti energetici che confondono la potenza installata (111 GW) e la potenza massima producibile con certezza (56 GW).

    Dalle ore 19 alle ore 20 del mese di novembre di qualsiasi anno l’Italia chiede al sistema elettrico da 55 a 60 GW doi potenza ed a quell’ora, anche fossero installati 1000 GW di fottovoltaico, essi, non darebbero nemmeno 1 W/h d’energia.

    Avevo già scritto di questo ma si vede che lui mai ha letto.

    Dati elaborati dal C.I.R.N. F-VG
    dalla seguente fonte
    http://www.energies-renouvelables.org/observ-er/html/inventaire/PDF/Chapitre03_2.pdf

    L’ Italia dopo aver incentivato a piene mani le FER oggi ha questo mix energetico:
    Il totale produzione anno 2008 è stato pari 311,2 TWh di cui in percentuale:

    Fossili_____________________ 80,75%
    Nucleare____________________ 0,0%
    Rinnovabili__________________18,7%
    Da rifiuti non rinnovabili_________0,55%

    Totale_____________________100%

    di cui fra le Rinnovabili sul totale prodotto di 311,2 TWh

    Idraulica_________13,37%
    Eolica____________1,57%
    Biomasse________ 1,90%
    Fotovoltaica________0,08%
    Geotermica_______ 1,78%

    Totale___________18,7%

    Si tace sui costi che hanno sostenuto la tecnologia eolica - max. anni 20 - e di quella fotovoltaica - max. anni 20÷25.
    Inoltre s’importano circa 29 TWh da elettronucleare pari a circa il 13% dei consumi ovvero 311,2+28,8= 340 TWh.
    Ecco il motivo per cui si può dire: l’Italia NON è mai uscita dal nucleare!

    =====================================================================

    Dati elaborati dal C.I.R.N. F-VG
    dalla seguente fonte
    http://www.energies-renouvelables.org/observ-er/html/inventaire/PDF/Chapitre03_2.pdf

    La Germania dopo aver incentivato a piene mani le FER oggi registra questo mix energetico:
    Il totale produzione anno 2008 è stato pari 638,8 TWh di cui in percentuale:

    Fossili______________________60,5%
    Nucleare___________________23,3%
    Rinnovabili__________________15,4%
    Da rifiuti non rinnovabili_________0,8%

    Totale_____________________100%


    di cui fra le Rinnovabili sul totale prodotto di 638,8 TWh

    Idraulica__________4,3%
    Eolica____________6,3%
    Biomasse_________4,1%
    Fotovoltaica_______0,6%
    Geotermica_______0,0028%

    Totale___________15,4%

    Si tace sui costi a sostegno della tecnologia eolica - max. anni 20 - e di quella fotovoltaica - max. anni 20÷25.

    Mandi,

    Renzo Riva
    C.I.R.N. F-VG – Comitato Italiano Rilancio Nucleare

    renzoslabar@yahoo.it
    http://renzoslabar.blogspot.com/
    +39.349.3464656

  • 6 votes
    di Lucie (xxx.xxx.xxx.118) 8 agosto 2011 21:59

    Concondo col Signor Mazzanti, che evidentemente da bravo cittadino, seppur in pensione, non abdica al suo diritto/dovere di informarsi ed esprimere una sua opinione su temi fondamentali; non siamo così analfabeti da dover far prendere ogni decisione da cosiddetti "esperti" sempre e solo sulle nostre teste.
    Siamo stanchi, c’è un popolo che si accontenta di facili pani & circhi (centri commerciali & Grandi Fratelli), ma c’è anche un popolo di "semplici cittadini", di persone "normali", mamme/pensionati/operai/studenti, che nonostante tutto si informano, studiano, cercano di CAPIRE, per poter fare scelte sempre più consapevoli e magari, una volta tanto, dettate da una necessità di vite più serene, più in buona salute, magari con meno profitti e meno consumi, ma più ricca di benessere vero e stabilità sociale.
    Cittadini che hanno votato (o dovremmo dire RI-votato) contro il nucleare, quindi, caro Comitato, è un consiglio benvolo, si trovi qualcosa da promuovere che la maggior parte degli italiani, quelli normali, quelli semplici, quelli qualunque, desiderino veder realizzato.

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