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 Home page > Tribuna Libera > Lavoro: in Italia c’è. Ma pochi lo sanno

Lavoro: in Italia c’è. Ma pochi lo sanno

Non darò ragione a chi ha dichiarato che “Il posto fisso è noioso”. Non mi aspettavo dichiarazioni del genere da un Primo Ministro che avrebbe dovuto essere un “tecnico” e che invece anche “grazie” al tipo di Comunicazione che si è scelto di fare, sta alimentando grossi dubbi sulla reale “tecnicità” della subdola legislazione in corso.

Non darò nemmeno troppa ragione a chi ha dichiarato che “Gli italiani vogliono il lavoro vicino a mammà”. Non darò ragione a questa dichiarazione, solo perchè poteva esser formulata diversamente. Ancora meglio: tacere spesso è meglio che parlare. Ci sono i tempi, i modi, le chiavi di apertura. Che nessuno sembra ormai conoscere, in special modo in questa strana Italia del secondo millennio che, per come è stata stravolta in ogni settore appare essere già un inizio inoltrato di fine del mondo. Almeno, del mondo che pensavamo di conoscere.

Però, pur non volendo alimentare ulteriori polemiche sulle polemiche già in corso, trovo doveroso riflettere sulla realtà lavorativa del nostro Paese. Ritengo del tutto inutile e sterile, continuare a battibeccare su chi un posto di lavoro già ce l’ha. Se ci fate caso, le diatribe hanno sempre gli stessi tre elementi: gli occupati, i disoccupati, i cassaintegrati.

Sui primi, si parla relativamente allo stato di sicurezza di continuità di lavoro. Sui secondi, della “notevoli difficoltà” a trovare lavoro. Dei terzi, a seconda dei casi, dei periodi storici e dell’eventuale tornata elettorale in essere, si dice di tutto. Ma si dice male.

Pochi sanno che in Italia ancor oggi pur in piena crisi, esistono settori che hanno una elevata proposta lavorativa. Parlo di settori quali ad esempio l’Informatica o la ristorazione. Questi due settori infatti, e ve ne sono altri, presentano tutt’ora una grande proposta lavorativa. Che però, per ragioni variegate, viene quasi del tutto snobbata. Da chi? Da tutti più o meno. Nel senso che: molti giovani, per ragioni proprie o dettate dalla famiglia o dal pregresso globale, scelgono a volte facoltà universitarie o comunque percorsi di studio che non sono assolutamente aderenti poi alla reale offerta di lavoro.

In pratica: inutile del tutto che l’Italia produca ogni anno un tot migliaio di esperti di comunicazione se poi all’atto pratico il mondo del lavoro non offre un alto livello occupazionale. Meglio sarebbe quindi, fondamentalmente, capire prima della scelta del percorso di studio, quale sia la realtà occupazionale del territorio in cui si vive e di conseguenza, scegliere.

Invece, ogni anno si creano nuovi potenziali disoccupati o – nella migliore delle ipotesi – di potenziali precari per il solo fatto che si sceglie non in base ad un criterio logico, bensì per l’estro del momento o per seguire le proprie personali inclinazioni. Che sarebbe giustissimo seguire – lo dice anche la nostra Costituzione – ma che in tempi di crisi del mercato del lavoro, non trova poi una risposta concreta. Peraltro, lo zoccolo più duro dei potenziali lavoratori, sembra essere proprio quello di chi – ad ogni costo – ha scelto su basi fortemente personali il proprio percorso universitario e non basato sulle reali richieste del mercato del lavoro.

In pratica: si crea ogni anno un settore di persone che potremmo definire “idealisti del secondo millennio” che studiano ciò che sentrono più vicino ed aderente alla propria personalità, senza però ragionare in termini pratici e di attuazione poi nel concreto delle conoscenze acquisite. E’ il solito giochetto del “Ho studiato per fare il medico, non farò mai un altro lavoro”. A questo punto, non si può trovare alcun tipo di soluzione poichè appunto il problema nasce alla base.

Certamente poi, sono anche molti i giovani che invece – pur avendo ottenuto lauree specialistiche in vari settori – si rimboccano le famose maniche, ed in tempi di penuria occuopazionale, scelgono – magari per periodi limitati – di svolgere mansioni del tutto differenti dalle capacità e conoscenze acquisite studiando.

 Ma a questo punto, ecco entrare in gioco un altro elemento che fa del mercato del lavoro in Italia, il bailamme infernale che ormai tutti conosciamo. Nel caso in cui, le nuove generazioni di potenziali lavoratori scelgano per le ragioni sopra descritteoccupazioni poco aderenti alle conoscenze e capacità acquisite, ecco che scatta un nuovo elemento a dare colpi di mazza sul rispetto che si dovrebbe a tutti i lavoratori in senso globale: gli emolumenti.

Milioni di persone ogni giorno, pur di avere la sensazione di lavorare (...) accettano occupazioni non solo poco aderenti alla propria preparazione professionale ma anche di livello retributivo a dir poco da fame. E’ questo un altro settore che bisogna tener bene a mente quando si riflette e parla della situazione lavorativa in Italia. A furia di parlare di crisi del mercato del lavoro, a furia di battibeccare fra mondo politico e sindacale, a furia di voler accendere ogni giorno una miccia sfruttando la quotidianità di milioni di cittadini/contribuenti/elettori, invece di trovare soluzioni si continua a parlare dei problemi, senzamai offrire uno spiraglio di soluzione.

Mi chiedo: perché nessuno ha in mente di mettere in atto – ad esempio – campagne di informazione e sensibilizzazione su come e cosa è meglio scegliere sul mercato del lavoro affinché si tenti di intraprendere le strade migliori per assicurarsi da un lato la continuità lavorativa e dall’altro il giusto emolumento che non dovrebbe mai essere poco rispettoso persino dei diritti degli esseri umani?

Ed ancora: quando si scrivono dati sull’occupazione in Italia, perché mai nessuno fa un’analisi reale della situazione? Basterebbe metter luce ogni volta, ad esempio, ai tanti contratti a termine, ai vari “stages” che in realtà sono forza lavoro gratuita per molti, ai troppi casi di nepotismo in tutti i settori, alle tante “raccomandazioni” che inondano ogni giorno le scrivanie di dirigenti di imprese pubbliche e private.

Tutto ciò, porta ad una sorta di distorcimento della realtà. In quanto molti sono occupati ma non per diritto, semplicemente per “gratifica”. E tolgono possibilità lavorative a molti che con quel lavoro ci si pagherebbero il mutuo per la casa o riuscirebbero a svincolarsi dalle famiglie di origine. Troppi “figli di papà” stanno togliendo ossigeno a chi di lavoro ci vivrebbe. Se poi davvero alla fonte, negli ambienti della politica, dell’economia e dei sindacati si volesse raggiungere un buon livello occupazionale con conseguenti emolumenti meritocratici, sarebbe necessario informare – e bene – giovani e meno giovani, così da portare tutti ad uno stato occupazionale che magari non è aderente al 100% alle proprie aspettative, ma che consentirebbe un più omogeneo e meritocratico ingresso nel mondo del lavoro.

Tutto ciò non viene fatto, probabilmente perchè è ormai abbastanza chiaro che ogni tipologia di istituizione, e non solo in Italia, basa la propria esistenza sul territorio non tanto per la risoluzione delle eventuali problematiche quanto sullo sfruttamento globale delle criticità.

Nelle criticità, per aberrante che possa sembrare, si trovano mille strade che possono portare a milioni di altre strade. Possono portare di volta in volta verso la corruzione, il nepotismo, lo sfruttamento elettorale, l’aumento di uno stato di “potere” che esiste in base allo stato di assogettazione più o meno percepito dall’intera nazione, e via criticizzando.

Le conseguenze dirette ed immediatamente visibili di tutto questo, è la dinamica perversa per cui, se è pur vero che esiste attualmente una grossa offerta di lavoro in determinati settori, essi non trovano risposta. Ed i non collocati al lavoro, paradossalmente, crescono di anno in anno.

Diverso il discorso, per chi il lavoro ce lo aveva e lo perde. Ma questo magari, lo affronteremo in un altro articolo.

Tutto ciò detto, deve a mio parere essere inizio di un ripensamento – da parte di tutti – di ciò che pensaimo debba essere il mercato del lavoro e la capacità del sistema in cui si vive di collocare a lavoro il maggior numero di persone. Cosa perlatro fondamentale se si vive in contesti in cui proprio la cittadinanza è chiamata a contribuire fortemente allo stato in essere della stessa nazione.

Da noi, è diventato un cane che si morde la coda: la gente non viene informata su come e cosa sia meglio fare per assicurarsi per quanto è possibile una collocazione stabile al lavoro. Di conseguenza, il fatto che di anno in anno l efila dei disoccupati e dei precari si gonfia, fa si che lo stesso Stato subisca poi perdite crescenti di contribuzione da lavoro dipendente, con la ciliegina finale poi, di fare lotte ai mulini a vento, parlando di altro, di problemi diversi, come la ormai annosa lotta all’evasione fiscale.

Forse, un piccolo ritorno a slogan del passato aiuterebbe. Stato e cittadini a ritrovare un pò di ragione: “Lavorare poco, lavorare tutti”. “Lavorare poco, lavorare tutti, contribuire tutti insieme al benessere della comunità”... aggiungo io.

Finchè così non sarà, non faremo altro che vedere e è percepire solo una piccola parte delle problematiche reali. Perchè non facendo trapelare altre possibilità, non si rende la gente capace e di conseguenza libera di comprendere e di scegliere. Anche questo, è frutto di quel regime intangibile cui siamo stati chiamati tutti o quasi ad esser vittime.

Reinterpretare se stessi e nel comtempo, sapersi dare un valore, resta comunque alla base di un successo che da indiiduale può divenire nazionale. Se solo qualcuno inizierà a pensare diversamente da come la propaganda di Stato decide di far percepire le cose.

Se è pur vero che la crisi esiste ed esiste anche nel mercato del lavoro, trovare la famosa via di mezzo fra le personali aspettative e la realtà che ci circonda, può essere la soluzione. Può essere...

 
 
Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.140) 21 novembre 2012 14:46

    In Italia non c"è NESSUN LAVORO !
    Tutti gli italiani che si inventano di inesistenti posti di lavoro in Italia appartengono tutti alle categorie degli ignoranti , scemi ,lazzaroni ,farabutti e criminali .
    Ci sono diverse categorie di italiani scemi è menzionarle tutte è quasi impossibile perciò faccio una rapida sintesi .
    Ecco chi sono gli italiani stronzi che si inventano di inesistenti posti di lavoro in italia .

    1) L"Italiano stronzo e stupido che è favorevole alla inutile immigrazione selvaggia và in giro a dire che non si trova manodopera indigena e che ci sono posti di lavoro liberi !
    2) Il politico "italiano stronzo è parassita che pensa solo a rubare si inventa di inesistenti posti di lavoro in Italia per giustificare le sue incapacità !
    3) L"imprenditore italiano criminale e disonesto che non paga i propi dipendenti alla fine del mese e li maltratta fà fatica a trovare manodopera .
    Se un datore di lavoro mi ruba soldi dalla mia misera busta paga di operaio italiano e anche mi maltratta LOGICAMENTE PRIMA O POI MI LICENZIO !
    Prima o poi si sparge la voce che questo imprenditore è un figlio di puttana schiavista perciò nessun disoccupato sano di mente và a chiedergli lavoro !


    Mi chiamo Andrea Danton sono un"operaio italiano di 48 anni di età !
     Sono stanco è stufo di leggere cazzate assurde !
    Sono 40 anni che mi rompete i coglioni con la solita cazzata che non si trova manodopera !

  • Di (---.---.---.220) 21 novembre 2012 15:06

    Rispetto la sua rabbia, ma credo Lei abbia letto troppo ferttolosamente il mio articolo

    Le rispondo con un altro mio articolo, pubblicato tempo fa:

    "Lavoro: ricollocare gli over 40 è la soluzione". Lo trova a questo link: http://www.gliscomunicati.com/conte...

    Un cordiale saluto

    Emilia Urso Anfuso

    • Di (---.---.---.116) 26 marzo 2013 18:55

      Ecco cosa c"è sul sito perditempo "Lavoro ricollocare gli over 40 è la soluzione . Link http://www.scomunicati.com/conte... .

      Si fa molta pubblicità ad un criminale che si chiamava Marco Biagi il quale ha realizzato la famosa legge Biagi .

      La legge Biagi ha abolito tutte le regole e leggi italiane a tutela dei lavoratori italiani .

      Biagi ha inoltre creato il lavoro SALTUARIO A VITA CON RELATIVO APPRENDISTATO A VITA CON STIPENDIO DA TERZO MONDO SENZA TUTELE INFINE HA CREATO DISOCCUPAZIONE IN ITALIA .

      Con la legge Biagi l"operaio italiano che si rifiuta di eseguire un lavoro pericoloso o insalubre per la sua salute perché non dispone delle necessarie protezioni anti-infortunistiche oppure pretende il rispetto delle norme di sicurezza può essere LICENZIATO IN TRONCO .

      Sempre sul stesso sito che mi hai indicato ho trovato anche la pubblicità della Cisl che è un sindacato corrotto che depreda i lavoratori e li fa lavorare in condizioni da terzo mondo !

       

       

      Emilia Urso Anfuso il link internet perditempo che mi hai indicato non crea posti di lavoro né da utili indicazioni a chi è disoccupato !

       

    • Di (---.---.---.116) 26 marzo 2013 19:11

      P.S :

      Nel 2006 mi sono rifiutato di entrare in una cisterna di gasolio per pulirla e fui licenziato in tronco 1 ora dopo il mio rifiuto

      Ecco perché mi rifiutai di eseguire tale mansione :

      non disponevo delle bombole di ossigeno o manichette che pompano aria previste dalla legge !

      Dovevo entrare senza maschera adeguata con il rischio di restar secco !

      dovevo entrare da solo senza nessuna assistenza esterna (facevo la fine del sorcio ) .

      le luci interne alla cisterna funzionavano con il 220 volt (correvo anche il rischio di bruciare vivo per guadagnare 900 miserabili euro di stipendio netto )una legge italiana prevede l"uso di usare corrente a bassa tensione per evitare botti e incendi .

      Grazie a Biagi e grazie al sindacato Cisl ho perso il lavoro è non ho AVUTO NESSUN RISARCIMENTO !

       

       

  • Di (---.---.---.204) 13 gennaio 2013 17:11

    peccato che pure x lavorare in ristorazione devo fare i salti mortali, e sono pure appassionata, non una scappata di casa capra che lo fa x ripiego. ho investito,con l’aiuto dei miei,750 euro tra abilitazioni professionali e licenze e solo in 1 anno ho lavorato in 3 posti sempre a chiamata e adesso sono già 3 settimane che sto a casa come una derelitta. Ho investito qualsiasi cosa e mi dicono che non ho esperienza, puntualmente scartata come un vecchio fazzoletto. Poi assumono gente che x 8 anni ha fatto tutt’altro. questo paese mi fa vomitare.

  • Di (---.---.---.37) 16 gennaio 2013 02:57

    HO portato in giro migliaia di curriculum e nessuno che mi abbia contattato mezza volta

  • Di (---.---.---.254) 11 febbraio 2013 21:30

    IN ITALIA IL LAVORO NON ESISTE PIU’ PURTROPPO I SUICIDI NE SONO LA PROVA PIANTIAMOLA DI DIRE CAZZATE PER CORTESIA

  • Di (---.---.---.254) 11 febbraio 2013 21:34

    La mia piena solidarietà e comprensione ad andrea danton hai ragione è verissimo quanto dici,ma sai come è?devono far apparire la drammaticità italiana non drammatica per come sia realmente in italia non c’è piu’ lavoro e gli annunci,inserzioni che mettono,o anche le agenzie interinali sono ANNUNCI TRUFFA O INVENTATI ...Alla ricerca di un lavoro che non esiste....e intanto salgono suicidi...italia di merda!ex operaio 30enne padovano disoccupato

  • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.221) 26 marzo 2013 19:11
    Emilia Urso Anfuso

    Noto solo che Lei non è stato nemmeno in grado di aprire un link

    Le faccio la cortesia di ridarglielo: http://www.gliscomunicati.com/content.asp?contentid=2121

    Poi magari con calma, ci spiegherà chi è che ha fatto
    "pubblicità" alla Legge Biagi: ma Lei prima doi commentare legge o cosa? Sono anni che nei mieir aticoli sul tema depreco la "riforma" Biagi...

    Prima di schizzare castronerie e prima di fare male figure, legga.

    Dal mio articolo (di cui Le ho appena ridato il link):

    "Con la riforma Biagi, l’Italia ha scoperto un nuovo modo di interpretare il posto di lavoro che, se nell’immaginazione del suo creatore doveva garantire maggiori possibilità lavorative, nella realtà dei fatti si è tramutata nel tormento dei lavoratori e nella maggiore possibilità per le imprese di ottenere forza lavoro a basso prezzo e senza confermare alcun tipo di garanzia. <?xml:namespace prefix /><o:p></o:p></STRONG></FONT></FONT>
    <
    P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><FONT face=Verdana><FONT size=2><STRONG>In praticaciò che doveva portare gli italiani in età lavorativa a maggiori prospettiveha nella pratica quotidiana tolto diritti e mietuto vittime innocenti"</STRONG>.<BR><BR>E' vergognoso che esistano "lettori" o pseudo tali che hanno un solo "mestiere" da svolgere: <STRONG>tentare di infangare pure chi lavora e cerca di farlo bene.<BR><BR></STRONG>Il sito "perditempo" peraltro, non necessita di "lettori" come Lei: dal 2006 - anno in cui ho fondato la testata - abbiamo l'onore di essere letti ogni giorno da migliaia di lettori pensanti.<BR><BR>Prima di gettare la Sua rabbia su chi proprio non lo merita. ci pensi 30 volte e se crede di aver deciso, ci ripensi altre 30.</FONT></FONT></P><BR>

  • Di Emilia Urso Anfuso (---.---.---.0) 26 marzo 2013 20:02
    Emilia Urso Anfuso

    p.s. a chi non sa far altro che attaccarmi, senza nemmeno aver letto gli articoli, vorrei anche dire: sono una giornalista. I posti di lavoro, dovevate chiederli a chi di dovere,

    Nonostante ciò: io creo posti di lavoro, dal momento che nella mia redazione, lavorano persone retribuite.

    E non solo: ho creato 2 movimenti nazionali APARTITICI ed AUTO FINANZIATI per sostenere i diritti civili di tutti i cittadini italiani. Adesso basta davvero con questi modi arroganti, insensati, nei confronti di persone come me che si battono davvero per i cittadini, senza divisioni di colori e senza avere e pretendere mai nulla in cambio. RISPETTO: questo lo pretendo. Da tutti. Come io rispetto tutti

    A tutto c’è un limite, davvero. Adesso basta con gli attacchi che oltretutto non guardano nemmeno in faccia chi li riceve.

  • Di (---.---.---.69) 27 marzo 2013 18:42

    Se non vuoi essere diciamo <fraintesa > devi scrivere FATTI REALI SU COSA REALMENTE SUCCEDE IN ITALIA ATTUALMENTE !

     

    Se non gradisci essere <criticata> evita di scrivere fantasie folli che non rispecchiano la realtà dei fatti !

    Gli italiani sono un popolo di pecoroni codardi perciò abitualmente non osano protestare in pubblico contro il regime né hanno il coraggio di appoggiare nemmeno moralmente chi osa protestare apertamente .

    Leggendo i commenti scritti qui in questo sito molti disoccupati mi danno ragione e si schierati al mio fianco !

    Abbiamo tutti <frainteso> ciò che scrivi ? 

     

     

     

  • Di (---.---.---.18) 3 aprile 2013 13:17

    Il problema del lavoro in Italia è dovuto a diversi fattori.

    Il primo senz’altro riguarda il cuneo fiscale altissimo che porta le imprese a non assumere più a tempo indeterminato. Impensabile che un’azienda che assume un dipendente debba sborsare in totale oltre 2000 € al mese per un dipendente che ne guadagna 1000 netti. E questo in politica ancora non l’hanno capito. Il secondo problema riguarda i consumi. I consumi in Italia sono fermi per ulteriori due motivi: 1) IVA esageratamente alta e non armonizzata con il resto d’Europa, 2) Potere d’acquisto degli stipendi (tra l’altro mal rivalutati nel tempo) ridotto all’osso per via degli alti tassi di inflazione.

    Dal lato dei lavoratori, mi sembra che il problema sia inquadrabile in questo modo: i giovani non trovano lavoro perchè a conti fatti sono pochissime le facoltà che danno una preparazione reale al mondo del lavoro; e considerando che l’età media dei laureati italiani è intorno ai 30 anni spiegatemi voi quale azienda sarebbe disposta anche solo a fare un contratto di apprendistato a un 30enne con zero esperienza ma con una brillante carriera accademica. Nessuna azienda lo farebbe. L’Università italiana è un fallimento totale: corsi di laurea troppo lunghi e spesso con esami inutili, non esiste tirocinio convenzionato (e minimamente retribuito) dove si imparano realmente le professioni, sforniamo laureati farciti di nozioni e senza nessuna reale capacità operativa ma solo teorica, che per lavorare non è abbastanza. Chi invece ha perso il lavoro a 40/50 anni dovrebbe ricevere degli aiuti dallo Stato e non essere abbandonato a se stesso: in questo senso anche qui abbiamo un sistema previdenziale del tutto fallimentare adibito a cassa continua al servizio delle spese dello Stato anzichè in aiuto dei lavoratori disoccupati e di tutte le altre categorie socialmente svantaggiate. Una vera riforma delle pensioni prenderebbe in considerazione la erogazione della quasi totalità della quota mensile contributiva direttamente nel netto delle buste paga dei dipendenti, che avranno si l’obbligo di istituire un fondo pensione, ma gestibile in totale autonomia a seconda delle necessità correnti del lavoratore stesso. Ovviamente la mia idea in merito è più articolata ma non mi dilungo ulteriormente.
  • Di (---.---.---.158) 19 aprile 2013 14:12

    Ecco cosa succede in Italia da oltre 30 anni :

    1) stipendi sempre più da fame anno dopo anno !

    2) sono stati aboliti tutti i diritti dei lavoratori italiani !

    (vedi legge Biagi ) .

    Oggi il lavoratore italiano ha ZERO DIRITTI E ZERO TUTELE !

    3) da sempre in Italia abbiamo ammortizzatori sociali PARI ZERO !

    4) se sei un giovane disoccupato ITALIANO non ti vogliono assumere perché non hai nessuna esperienza lavorativa !

    5) se sei un vecchio lavoratore ITALIANO ESPERTO DISOCCUPATO TUTTI SI RIFIUTANO DI ASSUMERTI perché SANNO CHE PRIMA O POI POTRESTI PRETENDERE UN STIPENDIO ADEGUATO E IL RISPETTO DELLE RELATIVE QUALIFICHE !

    (Inoltre assumere un lavoratore italiano vecchio ed esperto pagarlo poco, pagarlo male e farlo lavorare in condizioni da terzo mondo il lavoratore esperto è capace potrebbe non gradire queste condizioni di lavoro simili a quelle che ci sono in India !

    Il lavoratore esperto è capace potrebbe creare dei problemi alla ditta privata poco seria che lo assume perciò si preferisce NON ASSUMERLO )

     

  • Di (---.---.---.23) 18 giugno 2013 13:55

    Condivido in toto! Sto facendo pratica forense. Il sistema accademico italiano è pessimo: corsi di studio lunghissimi (lunghi ancor di più dopo l’inutile riforma del 3+2), mancato collegamento col mondo del lavoro, facoltà doppione a go go, esami inutile che danno solo una preparazione teorica e nozionistica senza alcun risvolto pratico, tirocinio che dovrebbe effettuarsi durante il corso di studi, esami di abilitazione post laurea che rappresentano un ulteriore scoglio per l’ingresso nel mondo del lavoro e servono solo ad arricchire le tasche dei poteri forti. ITALIA DI MERDA! 

     

  • Di (---.---.---.194) 17 settembre 2013 21:38
    Io locali vanno da un uomo dalla costa da un dIvoire sono 25.000 € Ho contattato diverse agenzie di sicurezza in Francia come la polizia , la polizia e anche interpola in Francia, ma nessuno sforzo è stato fatto loro lati ho spiegato questo problema ad un amico che mi ha fatto entrare in contatto con l’Interpol detective di nome Richard che LEROUX dalla Francia , è stato coordinando le azioni con il governo del Benin per il rimborso immediato .
    E grazie a lui e mio Dio siamo ripagati tutti i miei soldi fino compensazione tassa che mi aveva truffati.
    Sono fortunato perché ho grande fuga . Da quel momento ho quindi preso fiducia in me stesso e non cerca più confuso su siti di incontri , perché non c’è verità in tutto questo.
    Ringrazio Richard Leroux e senza di lui probabilmente avrei in strada perché avevo esaurito tutti i miei risparmi .
    Grazie a lui e il suo team sono diventato molto felice, così io sono qui solo per aiutarvi a beneficiare di questo aiuto. Sono tornato e stavo imparando a godere della vita in modo voglio che godere della stessa aide.si ora avete problemi di qualsiasi individuo coinvolto nella truffa , frode o qualsiasi organizzazione che contribuisce alla insicurezza sul proprio territorio attraverso Internet o qualche sicuri
    contattare l’ispettore Richard Leroux per il suo indirizzo di posta elettronica dopo che ti possono aiutare il denaro è stato restituito perché i ladri in questione sono stati catturati e assicurati alla giustizia che mi hanno dato i miei soldi
    Ora sono felice
    per la consulenza in rete se si è in guai seri come me che ero con che falsi profili si prega di contattare il signor Richard Leroux
    ecco il suo indirizzo e-mail :
     serviceinterpol.contreanarque @ laposte.net
     interpolservice-contrecybercriminalite@hotmail.fr
    cordialmente
  • Di (---.---.---.224) 5 novembre 2013 16:38

    Complimenti per l’articolo è il ritratto della realtà dei fatti e perciò lontano da quanto i media dipingono. Se nei dibattiti televisivi ci fossero persone come lei che descrivessero la realtà per quella che è, in tutta franchezza, tornerei senz’altro a guardare i dibattiti politici. 

    Purtroppo anche io appartengo alle lunghe file di disoccupati; ho una laurea magistrale in Comunicazione pubblica d’impresa e pubblicità e sono disoccupata. 
    Penso che se la politica affrontasse l’argomento disoccupazione con la lucidità con cui lei l’ha fatto, oltre che con buona volontà, le soluzioni si troverebbero. Per esempio: i centri per l’impiego potrebbero stilare una relazione in cui indicare i lavori più richiesti in una certa area geografica e collaborare con le scuole per aiutare genitori e figli nella scelta delle scuole da seguire dopo le medie. 
    Per i disoccupati potrebbero attivarsi corsi appositi per insegnare loro i mestieri più richiesti nell’area geografica in cui intendono lavorare.
    Non sono soluzioni impraticabili, ci vorrebbe tanta buona volontà e non solo.
    A vote la strada imboccata è giusta ma ci sono altre cose che non vanno. per esempio nella mia zona, Viterbo, la Regione Lazio ha attivato per i disoccupati dei corsi di formazione professionale gratuiti. La maggior parte sono ben lontani dalle reali offerte di lavoro dell’area in cui si collocano. 
    Sinceramente seguirei qualunque corso e imparerei qualunque mestiere pur di lavorare. La distanza dell’offerta di corsi finanziati con soldi pubblici dalle reali necessità del mondo del lavoro mi lasciano dubbi sull’onestà della classe politica e di tutti gli attori coinvolti nella scelta di quali corsi attivare. 
    Poi ovvamente anche la retribuzione è un fattore di cui tenere conto: ho lavorato come cameriera e anche come badante e ho ricevuto una paga pari a 5 euro all’ora. QUndi se molti lavori venissero retribuiti di più sicuramente non solo i disperati ci andrebbero.
    Grazie per l’attenzione e ancora complimenti
  • Di (---.---.---.126) 3 novembre 12:17

    Finitela di scrivere cazzate assurde !

    In Italia manca da sempre il lavoro !

    Sono ormai ben 40 anni che la disoccupazione aumenta in Italia anno dopo anno !

    Ben 2 milioni di italiani erano disoccupati nel 1970 !

    Ben 3 milioni di italiani erano disoccupati nel 1980 !

    Ben 5 milioni di italiani erano disoccupati nel 1990 !

    Ben 16 milioni sono gli italiani disoccupati nel 2014 !

    Punto è Stop !

    L" italiano stronzo è ignorante che nega tale tasso di disoccupazione spaventoso ITALIANO è un FOLLE ! 

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