• domenica 27 maggio 2012
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
NOVITÀ
Agoravox TV
  Home page > Attualità > Economia > Lavoratori irregolari e "sommerso": nell’economia italiana non si rispettano (...)
di Paolo Borrello (sito) venerdì 23 settembre 2011 - 0 commento oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(0 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Lavoratori irregolari e "sommerso": nell’economia italiana non si rispettano le regole

L’Istat, nello stesso giorno, ha fornito alcuni dati circa il peso assunto dai lavoratori irregolari e dall’economia sommersa. In entrambi i casi si può concludere che, nel sistema economico italiano, le regole non vengono sufficientemente rispettate: molti lavoratori irregolari e notevole importanza dell’economia sommersa, quindi. E questi fenomeni rappresentano due delle più rilevanti cause della consistente diffusione dell’evasione fiscale.

Adesso consideriamo i dati. In Italia i lavoratori irregolari sono 2,5 milioni, oltre il 10% di tutti gli occupati. Più precisamente nel 2010 gli irregolari erano 2.548.000 (10,3%), sostanzialmente stabili rispetto al 2009 (2.554.0000). Questi, specifica l'Istat, sono le persone che hanno lavorato nello scorso anno senza il rispetto della normativa vigente in materia fiscale e retributiva. In particolare, sono risultati irregolari 2.101.200 lavoratori dipendenti (l'11,1% del totale) e 446.000 indipendenti (il 7,7% del totale). Nel complesso nel 2010 erano occupate, tra regolari e irregolari, 24.643.000 persone con un calo di 196.000 unità rispetto all'anno prima. Un calo dovuto quasi esclusivamente all'occupazione regolare (191.000 occupati in meno), al contrario l'occupazione irregolare è rimasta stabile.

Passando ai settori, il comparto con la percentuale più elevata di irregolari è l'agricoltura: 372.000 irregolari. Il 37,4%. Il dato, viene sottolineato, è comunque in calo rispetto a vent'anni fa quando sfiorava il 48,5%. I servizi hanno il maggior numero di irregolari in termini numerici: 1.792.000 di lavoratori (il 10,6% del totale del settore), in lieve calo sul 2009 (erano 1.822.900). Nell'industria il lavoro irregolare si limita al 5,7% e 384.000 persone. Nei servizi, c'è alto tasso di irregolarità nel commercio (444.500 irregolari pari al 7,4% degli addetti del settore), l'intermediazione immobiliare e le altre attività di servizi (oltre un milione i lavoratori irregolari nel 2010) ma soprattutto i servizi domestici presso le famiglie. Per questi - anche se non c'è un dato dell'anno scorso - negli ultimi anni la percentuale di irregolarità è stata ampiamente superiore al 50%.

L'economia sommersa italiana, invece, ammonta a 255-275 miliardi, vale a dire tra il 16,3% e il 17,5% della ricchezza prodotta dal Paese. Il suo andamento negli ultimi anni è tutto sommato abbastanza omogeneo. Nel 2000 il sommerso ammontava tra i 216.514 e i 227.994 miliardi, con una incidenza sul Pil tra il 18,2 e il 19,1%. Nell'ultimo anno a cui fanno riferimento le stime dell’Istat, cioè il 2008, il sommerso si attestava tra i 255.365 e i 275.046 miliardi, cioè tra il 16,3% e il 17,5% della ricchezza prodotta.

In cifre assolute il “nero” è cresciuto, in parallelo all'innalzamento del Pil, anche se in percentuale è sceso seppur non di molto. Il maggior merito della diminuzione dell'economia sommersa va attribuita alla sanatoria degli immigrati del 2002, che ha tolto dal nero numerosi lavoratori. E infatti il sommerso è sceso da quell'anno fino al 2007, quando ha ripreso a salire. Nell'economia sommersa, poi, ha assunto un ruolo marcato non più il lavoro irregolare, bensì la correzione del fatturato al ribasso da parte delle aziende, e il rigonfiamento dei costi intermedi. Il sommerso differisce poi notevolmente tra un settore e l'altro. Nel 2008, nell'ipotesi massima, il valore aggiunto sommerso nel settore agricolo è stato pari al 32,8% del totale (9.188 milioni di euro), nel settore industriale al 12,4% (52.881 milioni di euro) e nel terziario al 20,9% (21.978 milioni). All'interno del terziario, poi, si va dal 6,4% del credito e le assicurazioni al 56,8% degli alberghi e dei pubblici esercizi.

di Paolo Borrello (sito) venerdì 23 settembre 2011 - 0 commento oknotizie
0%
Articolo interessante?
 
100%
(0 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Parole chiave

Lavoro Regole Sommerso

Lasciare un commento


(Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Attenzione : questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell’articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista… Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l’articolo nello spazio I commenti migliori

Un codice colorato permette di riconoscere :

  • I nuovi iscritti
  • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
  • L’autore dell’aritcolo

Se notate un bug non esitate a contattarci.

Pubblicità


Pubblicità

Sondaggio

Sei favorevole alla possibilità che una coppia omosessuale adotti dei bambini?


Voter

Palmares

Pubblicità

  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.