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 Home page > Attualità > Politica > La seduzione della sedizione

La seduzione della sedizione

Hanno ragione d’essere tutte queste polemiche?
Perché continuare ad occuparsi di un simpatico comico – rimasto tale – che pare ispirarsi a modelli da Repubblica islamica iraniana?

Si può riporre fiducia verso chi non ha alcuna considerazione e rispetto per le idee altrui, si sottrae al confronto e non garantisce nessuna tutela alle eventuali minoranze interne al Mo Vi Mento? Ha senso analizzare il caravanserraglio che Grillo ha messo in piedi? E, soprattutto, che ragione abbiamo di favorire, dopo i nominati, l’ascesa di nuovi parlamentari obbedienti e sottomessi?

Sono domande ispirate ai requisiti minimi di democrazia interna che dovrebbero animare la vita dei partiti o dei movimenti politici.

È però probabile che, tenuto conto dell’identità “personalistica e carismatica” che ha assunto (suo malgrado o scientemente) anche il Mo Vi Mento 5 stelle, rilievi e obiezioni di questa natura non abbiano più alcun senso, perché chi decide di aderire, con la necessaria consapevolezza, è chiamato a sottostare all’insindacabilità dei giudizi, degli umori e dei malumori del suo capo indiscusso.

È identica caratteristica a quel che è stato, sino ad oggi, il Popolo della Libertà che, non a caso, nell’art. 1 del suo statuto si definisce anch’esso “movimento di donne e di uomini” e non partito. O quel che è stata l’Italia dei Valori costruita attorno alla figura di Di Pietro, oppure il Partito Radicale sempre legato al carisma di Marco Pannella (che, a suo tempo, se avesse potuto godere della stessa amplificazione mediatica concessa a Grillo, avrebbe dato vita ad un più meritorio Partito Radicale di massa).

Nel caso del Mo Vi Mento in questione il sottinteso, non esplicitamente espresso nel “non statuto”, per chi si “associa”, è oramai chiaro: la democrazia è diretta da chi ne fa beffe (Grillo) e da un apocalittico alchimista, con misteriose doti informatiche, desideroso di coronare i suoi grilli per la testa. Uno scrive, l’altro posta e sugli infedeli domina e vige la legge sull’apostasia.

L’assoluta noncuranza, rispetto a qualsiasi opposizione democratica che si è manifestata all’interno, è da sempre apparsa chiara e netta: non c’è spazio per il dibattito, il civile confronto delle idee, la discussione sulle regole nella home page (sede) del Mo Vi Mento.

Addirittura, in un memorabile post gli oltraggiosi moti sediziosi, vergati in una conversazione su un forum privato, sono stati resi oggetto di puntuali colpi di verga del comico censore.

Nella pressochè totale assenza di regole stabilite e condivise o in presenza di proposizioni dogmatiche, nella visione monocratica e nella prospettiva unidirezionale d’una democrazia che non tiene conto di inutili particolari, l’ordine è solo uno: adattarsi o arrendersi alle condizioni del grande dettatore.
À la guerre comme à la guerre!

In questo storico frangente c’è un solo obbligo morale, civile e politico: incensare il censore.
Così viaggiano e vanno gestite la libertà e la democrazia nel Mo Vi Mento nato e mortificato in rete.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.184) 17 dicembre 2012 18:42

    Quello di Grillo/Casaleggio è l’ultimo dei partiti personali nati con la seconda repubblica.

    Il processo di dissoluzione di questi partiti è già iniziato e nella terza repubblica non ci sarà posto per loro.

    Nel dopoguerra il movimento dell’uomo qualunque riuscì a portare in parlamento 30 deputati ma subito dopo le politiche del 1948 il movimento si dileguò, non serviva più, aveva esaurito il suo compito. Analoga sorte toccerà a M5s, sta servendo a scompagginare (vista la pochezza della sinistra italiana) il quadro politico così come si era stabilizzato nella seconda repubblica. Quando il processo si sarà compiuto, destra e sinistra avranno trovato un nuovo equilibrio, M5s o si trasformerà in un partito compiuto, democratico, di destra oppure di sinistra, o in alternativa scomparirà.

    Spero che il mio amico PAOLO se lo legga questo bellissimo articolo, complimenti all’autore.

    Il detr.

  • Di (---.---.---.190) 17 dicembre 2012 21:01

    1 SEBBENE LO ABBIA GIA DETTO 4 GIORNI FA, PRIMA CHE USCISSE LA NOTIZIA SUI TG MI RIPETO......IL NOME DI GRILLO SPARIRA DAL SIMBOLO A BREVE. 2GRILLO NON SI E MAI SOTTRATTO AL CONFRONTO,NON VA IN TV CHE E UNA COSA DIVERSA,E NOI QUANDO SIAMO ENTRATI A FAR PARTE DEL M5S SAPEVAMO CHE NON SAREMMO ANDATI MAI IN TV,MENO SALSI E FAVIA CHE HANNO FATTO TUTTO DI TESTA LORO,PER QUESTO SONO STATI ESPULSI 3CHI TE LO DICE CHE NON CE CONFRONTO,CHE LE DECISIONI LE PRENDE GRILLO,ISCRIVITI E POTRAI PARLARE QUANTO VUOI PERO DEV I AVERE IDEE E PROPOSTE COSTRUTTIVE NON DISTRUTTIVE.NOI CI SIAMO PER COSTRUIRE CON IDEE NUOVE COSA CHE LEI MI SEMBRA NON SIA IN GRADO DI FARE SALUTI MOVIMENTO5STELLE 

  • Di Giovanni Maria Sini (---.---.---.221) 18 dicembre 2012 00:01
    Giovanni Maria Sini

    Ringrazio chi ha avuto la cortesia di leggere e controbattere alle opinioni da me espresse.
    L’elemento che vorrei aggiungere è che, nei fatti, il Mo’ Vi Mento ha già ripetutamente tradito le premesse su cui diceva di volersi fondare.
    In particolare l’articolo 4 del non-statuto che recita: “Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.”
    La realtà è che ci troviamo davanti all’ennesimo esempio di organizzazione a struttura piramidale, dove una minoranza ben organizzata e strutturata è sin qui riuscita a soverchiare una maggioranza disorganizzata.
    Dopodichè non metto in dubbio che, i meetup o quant’altro sta alla base, rappresentano occasione di confronto (tra gli aderenti, ma non tra la base e il vertice!)
    Infine, per quanto riguarda le decisioni prese a livello nazionale, è apparso sin troppo chiaro che valgono (uno pesa più degli altri) i dettami del capo che, in maniera arbitraria, stabilisce quali sono le regole non scritte e in continuo divenire.
    Grazie ancora.

  • Di (---.---.---.13) 18 dicembre 2012 10:54

    Il cittadino vuole uno stato competitivo che possa giocare al meglio la sua partita in questo mondo globalizzato. Piu’ capaci e lungimiranti saranno i nostri amministratori e maggiori saranno le possibilità di successo dei cittadini italiani. Ma la domanda che l’elettore si fa è la seguente; Sarà capace di riformarsi dall’interno questa classe politica e il sistema che la lega a doppio filo con interessi di fazioni partitiche del mondo reale o serve per farlo una rottura con il passato !

  • Di (---.---.---.13) 18 dicembre 2012 10:58

    Sono forse piu’ liberi i parlamentari partitici, che devono rispondere agli interessi del sistema partitico e clientelare del mondo reale, o i cittadini che porterà in parlamento Beppe Grillo?

  • Di (---.---.---.13) 18 dicembre 2012 16:12

    Va bene! Pensala come vuoi, non sono mica un dittatore ! Io riflettero’ se votare M5S o aver fiducia di questi partiti riformatori e pronti al sacrificio. smiley

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