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di Fabio Chiusi (sito) lunedì 6 giugno 2011 - 2 commenti oknotizie
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La rete si mobilita. E il Tg1, questa volta, rettifica

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Tg1 delle 13.30 del 4 giugno. Il mezzobusto, tra i titoli, sostiene erroneamente che i referendum abrogativi si terranno non il 12 e 13 giugno, ma il 13 e 14.

Manca una settimana alla consultazione, e l’errore (che si tratti di una svista – come credo – o altro) andrebbe rettificato per non ingenerare confusione nei votanti. Oltre che per una elementare questione di deontologia professionale.

Tuttavia, la rettifica non arriva nell’edizione serale, in quella notturna, il mattino del giorno seguente né alle 13.30.

Nel frattempo qualcuno in rete se ne accorge. NonLeggerlo e Lettera Viola iniziano a diffondere il video con l’errore. Per tutto il pomeriggio le condivisioni si moltiplicano sui social media. Valigia Blu, ancora in attesa di una rettifica per il caso Mills e in procinto di inviare una lettera aperta proprio sulle carenze informative sui referendum e proprio alla Rai, decide di aggiungere una ulteriore richiesta di rettifica.

Poi se ne accorgono i siti dei giornali ‘tradizionali’, su tutti Repubblica.it.

E, come per miracolo, nell’edizione delle 20.00 del 5 giugno, la rettifica del Tg1 arriva.

Ora, non vorrei sembrare un tecno-entusiasta, uno di quelli che sostengono che le rivoluzioni si facciano via Twitter e che #morattiquotes e Sucate abbiano consegnato Milano nelle mani di Pisapia. Però credo che, tutti insieme, questi segnali dicano chiaramente che qualcosa sta cambiando. Dal punto di vista politico, certo. Ma perfino la tivù, attraverso la sempre crescente attenzione dei media tradizionali per ciò che accade sul web, sta forse iniziando a capire che «il popolo della rete» è lo stesso che poi, a ignorarlo, cambia canale. O, peggio, ti guarda. E ti «costringe» a rettificare.

di Fabio Chiusi (sito) lunedì 6 giugno 2011 - 2 commenti oknotizie
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Tg1 Referendum Rettifica

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