• lunedì 21 aprile 2014
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
  Home page > Attualità > Politica > L’offensiva mediatica del Governo
di Camillo Pignata giovedì 9 febbraio 2012 - 1 commento oknotizie
67%
Articolo interessante?
 
33%
(3 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

L’offensiva mediatica del Governo

Un governo scatenato contro i giovani bamboccioni e sfigati che non cercano lavoro, contro i lavoratori colpevoli di difendere l’articolo 18, contro la sinistra accusata di buonismo sociale, causa del nostro debito pubblico.

Monti come Berlusconi utilizza i media per fare politica, ed è diventato un bravissimo comunicatore. Occupa tutti gli spazi televisivi, da Vespa a Fazio, a Gruber, da Matrix, all’Annunziata. Rilascia interviste, ma non si sottopone ad un contraddittorio. Eravamo abituati ai nani e alle ballerine, alla politica degli annunci, alla politica gridata. Non eravamo abituati a vedere una persona seria, una persona capace, una politica dei fatti. E’ venuto Monti ed è diventato super Mario o più affettuosamente nonno Mario.

Grande credibilità per il professore che gestisce da par suo, in maniera accorta e sapiente. Ed in questa posizione di forza politica e mediatica, lancia messaggi ad effetto e scarica la responsabilità per la disoccupazione, blocco del Pil, debito pubblico dalle imprese, e dalla politica che le supporta, ai giovani, ai lavoratori, alla sinistra. In questo modo, detta l’agenda mediatica, per cui si parla di certi problemi e non si parla di altri .

Quando dice che il posto fisso è noioso, e che i giovani sono attaccati al posto vicino casa, lascia intendere che la disoccupazione non è colpa delle imprese e della politica, ma dei giovani non vanno a cercare il posto di lavoro.

Quando parla dell’articolo 18 come ostacolo agli investimenti, lascia intendere che il blocco della crescita, la scarsità degli investimenti, non è colpa delle difficoltà di accesso al credito, della carenza delle infrastrutture, della mafia S.P.A , ma della difficoltà a licenziare senza giusta causa .

Quando parla di buonismo sociale con riferimento al debito pubblico, lascia intendere che la mole di tale debito non è colpa degli sperperi degli ingordigia delle imprese, ma del buon cuore verso gli operai e le loro esigenze.

E questa offensiva mediatica ha inchiodato la sinistra sull’articolo 18, sulla flessibilità in uscita che ha impedito e impedisce di parlare della flessibilità in entrata, della costruzione dei posti di lavoro, degli effetti negativi dei decreti salvaitalia e crescitalia, degli obiettivi falliti in Europa, degli effetti negativi dei provvedimenti governativi in termine di recessione, delle problematiche sociali senza risposte.

L’agenda mediatica montiana ha circoscritto i temi di trattazione e di riflessioni alle tematiche funzionali alla sua politica e al consenso alla stessa. Tratta delle emergenze finanziarie, ma non delle emergenze sociali, come la rivolta dei camionisti e l’incremento della povertà. Tratta dei suoi meriti, ma non dei suoi demeriti, del ribasso dello spread, ma non degli effetti recessivi della sua manovra che non incide sulla domanda, degli obiettivi falliti in Europa.

Tratta di politica del lavoro e si tace sulla qualità del lavoro dipendente, sulla formazione degli addetti, sulla loro scolarità. Tratta della riduzione dei diritti come fattore di crescita, e non di incremento della domanda in termini di adeguamento decoroso dei salari, e di riduzione del cuneo fiscale .

Tratta di incremento della produttività in termini di sfruttamento intensivo del lavoro e non degli assetti organizzativi, della innovazione di processo e di prodotto, che parimenti incidono sulla produttività.

Si attribuisce il ribasso dello spread, ma ancora non è dato saper quale è stata l’incidenza dei prestiti di favore BCE alle banche sullo spread in rapporto a quella dei provvedimenti governativi. Un ribasso prodotto dallo spread, dall’ICI, dalla riforma delle pensioni e non dai prestiti della BCE alla banche, dai loro investimenti in btp triennali.

E per altro il Governo nulla ha chiesto alle banche italiane, che cosa hanno fatto dei soldi presi a prestito dalla BCE all’1,5%, quanto hanno investito in Btp per il ribasso dello spread , e quanto hanno utilizzato per facilitare l’accesso al credito, e quanto per incrementare la loro cassa.

E mentre si gioisce per il ritorno dell’Italia al tavolo dei grandi, si tace degli obiettivi falliti da Monti, a partire dal fondo salva Stati rimasto fermo a 500 mil.di di euro senza alcun incremento, alla mancata riforma della BCE come prestatore di ultima istanza, che fa prestiti alle società private ma non agli Stati.

Quanti punti di recessione sono attribuibili alla congiuntura internazionale e quanti alla mancata incidenza sulla domanda, all'inefficacia del decreto crescitalia che ha inciso sull’ offerta ma non sulla domanda, sui commercianti e sull’imprenditore ma non sui consumatori, sui negozi aperti fino a mezzanotte ma non sui salari?

Silenzio.

E tutto ciò ha prodotto disinformazione, e con essa la forza politica del governo e debolezza politica della sinistra e dei sindacati. Emblematiche al riguardo, sono il silenzio di Bersani e l’apertura di Bonanni alla trattativa, su un tema non trattabile, e nella migliore delle ipotesi non decisivo per incrementare l’occupazione. 

Intendiamoci: hanno fatto bene i sindacati e il PD a contrastare in maniera continua le posizioni governative anti operaie e anti giovani.

Fanno male a non tagliare corto su questo discorso già ampiamente sviluppato, e non parlare delle vere cause della disoccupazione, i veri ostacoli agli investimenti. Fanno male a non porre sul tavolo della trattativa la politica industriale, l’incremento della domanda, le infrastrutture, l’accesso al credito, la ricerca, la qualità del lavoro. Ma soprattutto fanno male a non indicare le loro soluzioni su queste tematiche e a non coinvolgere la sinistra i sindacati europei sulla riforma della BCE, e sulla limitazione dello strapotere della Merkel, utilizzato per mere ragioni elettorali e non per il bene dell’Europa. 



di Camillo Pignata giovedì 9 febbraio 2012 - 1 commento oknotizie
67%
Articolo interessante?
 
33%
(3 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Commenti all'articolo

Lasciare un commento


(Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Attenzione : questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell’articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista… Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l’articolo nello spazio I commenti migliori

Un codice colorato permette di riconoscere :

  • I nuovi iscritti
  • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
  • L’autore dell’aritcolo

Se notate un bug non esitate a contattarci.

Pubblicità

Pubblicità

Sondaggio

Dal palco del V-Day Beppe Grillo ha proposto di indire un referendum per uscire dall’Euro. Secondo voi


Vota

Palmares

Pubblicità


  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.


Avvertenza Legale Carte di moderazione