Il senso della legalità e del rispetto delle sentenze secondo il verbo della dirigenza della CGIL.
Un pomeriggio di scirocco nella assonnata città di Catania... ma noi ben svegli e fiduciosi partecipiamo all’incontro con i dirigenti del sindacato per conoscere la loro posizione sul concorso annullato per sentirli in merito al concetto di legalità, di rispetto delle sentenze, del principio di separazione dei poteri, dei principi costituzionali tanto cari alla sinistra calpestati in quest’Italietta delle sanatorie da un’altra legge incostituzionale approntata in fretta e furia per eludere le sentenze.
La sala è gremita ed occupata in tutti i posti disponibili.
La riunione è stata convocata dal segretario provinciale Lillo Fasciana in seguito ad una lettera inviata da Loredana Smario e sottoscritta da un nutrito gruppo di docenti in rappresentanza di moltissimi altri iscritti alla CGIL, lettera nella quale si esprimeva il disappunto per le posizioni assunte dal sindacato sulla questione del concorso annullato in Sicilia soprattutto sulle dichiarazioni del prof. Carlini responsabile del comparto dirigenti scolastici della FLC.
Alla riunione erano presenti Mimmo Pantaleo, segretario nazionale, Giusto Scozzaro, segretario regionale e il porf. Carlini responsabile del settore dirigenti scolastici della CGIL
Alcuni colleghi hanno illustrato la vicenda, in particolare il prof. Buccheri ha informato che il Presidente della Repubblica ha accolto il ricorso straordinario dal medesimo presentato dopo aver ottenuto il parere favorevole della I Sezione del Consiglio di Stato espresso nella seduta dell’11/3/2009 (parere n.989 /2007) sulla base in sintesi di due censure:
a) sulla impossibilità della correzione/valutazione di ogni scritto in meno di tre minuti;
b) sulla mancanza assoluta di motivazione nell’attribuzione dei punteggi.
Quindi tale parere, di cui i parlamentari favorevoli alla sanatoria non vogliono tener conto ignorandolo intenzionalmente, integra le due sentenze di annullamento dell’intera procedura concorsuale pronunciate dal Cga.
Il concorso è inficiato quindi non solo dalla composizione illegittima della commissione ma anche da una "correzione veloce e distratta" degli scritti.
In particolare altri colleghi si sono poi soffermati sulla evidente violazione della Costituzione della proposta di legge che nei suoi articoli viola il principio di separazione dei poteri, viola il diritto di uguaglianza e discrimina tra concorrenti e legittima, senza alcuna giustificazione plausibile, la graduatoria redatta dalla commissione pur in assenza di una valutazione (come riportato nelle otto sentenze del C.di S.). Si badi che il Consiglio di Stato ha anche rilevato un’assoluta mancanza di criteri oggettivi tali da giustificare il processo logico seguito dalla Commissione nell’attribuzione del punteggio a ciascun elaborato.
Nonostante gli interventi e la cristallina esposizione dei partecipanti ricorrenti il segretario Mimmo Pantaleo ha esordito affermando che ci sono due diritti contrapposti l’uno dei "vincitori" e l’altro dei "bocciati". Su tale punto è stato ripetutamente contestato dall’assemblea perché non si possono qualificare vincitori (e quindi avere diritti) dei soggetti che si trovano nella graduatoria redatta senza alcuna valutazione dell’elaborato. Il segretario ha poi affermato il principio che non si può andare contro la proposta di legge di sanatoria in discussione in parlamento perché, in ogni caso, la maggioranza voterebbe la legge perché ha i numeri. Tale affermazione è stata nuovamente contestata. Essa è priva di senso. Che sia la maggioranza ad approvare la legge incostituzionale, ma che invece abbia tra i primi firmatari una esponete del PD, la Siragusa, questo indigna!