La tragedia del Concordia e l'incompetenza che tutti ritengono sia la causa principale del disastro. Proprio l'incompetenza, invece, è da escludere. Un errore di qualche metro ha fatto la differenza tra una manovra spericolata ed un disastro.
Da alcuni giorni vediamo che giornali e telegiornali sbattono “il mostro” in prima pagina. Trasmissioni televisive con attricette “naufragate” che recitano maldestramente la loro disavventura; conduttori televisivi che a tutti i costi cercano responsabilità, disservizi, disorganizzazione ed incompetenza; ufficiali della Guardia Costiera elevati al soglio pontificio prossimi a salire sugli altari; telefonate con sproloqui e parolacce che diventano slogan. Comici che irridono alla marineria italiana ironizzando sul detto “Italia popolo di navigatori”; ambientalisti e ministri tecnici improvvisati, che gridano all’allarme per il disastro ambientale per l’ipotetica fuoriuscita del bunker dalla nave.
Tutto questo per fare del sensazionalismo e magari nella malcelata speranza che i morti aumentino a dismisura per dare ancora di più all’untore incompetente e fare qualche minuto in più di trasmissione e di Audience.
Ci sono anche ufficiali della marina o della Guardia costiera che si interrogano sul come o chi abbia abilitato lo scellerato autore del naufragio a comandare una nave di quelle dimensioni, dimenticando che, guarda caso, gli esami per la progressione nella carriera vengono fatti proprio nelle direzioni marittime e proprio la Guardia costiera rilascia i certificati di abilitazione.
Una gran confusione. Esperti improvvisati che nulla sanno del perché o del per come una nave dal peso di 137000 tonnellate possa galleggiare e perché quel condominio ambulante non sprofondi nelle azzurre acque del mare. Tuttavia parlano discutono, accusano!
C’è persino chi ricorre alla sfortuna che ha perseguitato la nave sin dal suo battesimo.
Mi è capitato di leggere insulti di vario tipo diretti al comandante Schettino ed il più ricorrente è quello di “incompetente” che detto dal personale della Guardia costiera è tutto dire. Assistere all’indignazione del caro Vespa che denuncia il fatto che a dirigere la lancia era un cuoco, ignorando che il cuochi fanno parte dell’equipaggio e che ciascun membro dell’equipaggio ha una funzione nelle emergenze che si verificano e ricoprono un ruolo preciso e ben determinato. Non sa il caro Vespa e con lui molti milioni di italiani che gli ufficiali su navi di quel tipo sono una ventina e che l’equipaggio ha diversa nazionalità. E’ una babele!
Nessuno fa però caso al fatto che la nave è rimasta a galla per quasi un’ora e che poi, improvvisamente, nell’arco di un tempo brevissimo si è abbattuta su un lato che guarda caso è opposto a quello dove si è verificata la falla. Occorre lo spostamento di migliaia di tonnellate per far sbandare la nave in quel modo e determinarne l’abbattimento.
La compartimentazione di galleggiabilità su quelle navi è puntigliosa e i sistemi stagni sono tra i più sofisticati; eppure la nave ha perso la stabilità e di conseguenza la riserva di spinta. Perché?
Caro Paolo, Io non giustifico il resto di niente e non trucco il resto di niente (ennesime (...)
24/01 18:17 -Questo xxx.197 o ci fa o ci è . Gradirei sapere dove e quando io ho mai affermato che lui (...)
24/01 17:16 - paoloApprezzo gli interventi al mio articolo che si possono in parte condividere, certamete le (...)
24/01 07:30 - Giuseppe D’UrsoIn aereo c’è il pilota e il copilota e in caso di emergenza il copilota conta... In aereo gli (...)
24/01 01:06 - Damiano MazzottiEccolo qui ,l’ho citato ed è subito comparso . Per chi vuol leggerlo è sul post di Marco (...)
23/01 23:47 - paolo