E’ la storia della ragazzina che si dice violentata da un Rom.
Nessuno si chiede se sia vero, d’altra parte i Rom sanno fare questo ed altro.
Parte la rappresaglia ed il campo è distrutto, dato alle fiamme, le famiglie rom allontanate. Ma la ragazzina ha un fidanzatino e non riesce a mantenere quella purezza che i genitori facevano controllare mensilmente. Non è disobbedienza, dice piangendo, ma violenza! Solo il giorno dopo confesserà.
Si è saputo che la ragazzina di 16 anni di Torino che ha dichiarato fra le lacrime ai Carabinieri di essere stata violentata da un rom veniva sottoposta con cadenza mensile ad un regolare quanto invasivo controllo della propria verginità su espressa richiesta dei propri genitori.
I genitori forse così pensavano di educarla agli ideali cristiani che vedono nel sesso sempre qualcosa di peccaminoso, oppure semplicemente di darle una buona educazione, un po’ alla vecchia maniera dei loro padri o dei loro nonni, dove il sesso veniva permesso, specie se donne, solo dopo un regolare matrimonio e solo come atto di amore verso il proprio marito.
Addirittura il loro scopo poteva all’apparenza sembrare nobile, per mettere la loro figlia, il bene più prezioso della famiglia, al riparo da questo mondo sempre più volgare, dove oramai ogni pudore è scomparso e i vari ospiti televisivi (la fonte principale di ispirazione per le nuove ma anche per molte vecchie generazioni), fanno a gara nell’esibire pubblicamente la loro ignoranza culturale e la loro volgarità.
Una società, la nostra occidentale, dove il sesso è oramai completamente sganciato dal sentimento e viene sempre più usato senza quel forte coinvolgimento emotivo che lo nobilita e lo rende straordinario, ridotto ad un semplice divertimento, come un nuovo cellulare, come un iPod o un motorino usati per compensare il vuoto culturale e la mancanza di valori che circonda da tempo i nostri giovani..
Ma la ragazzina aveva un fidanzatino e si sa come vanno a finire queste cose, si cerca di respingere, di resistere al desiderio perché non sta bene, perché i genitori non vogliono, ma poi gli ormoni prendono il sopravvento, il primo amore regala emozioni a cui non siamo preparati, si cede e può succedere che la verginità è perduta.
Ed ecco il fattaccio. Cosa raccontare alla prossima visita di controllo?
Che si è venuti meno ad una promessa, che si è disubbidito ai genitori che ci tenevano così tanto che la loro figlia fosse diversa, non fosse “come quella là”.
Non è stata volontà, cedimento, disubbidienza, si inventa allora la ragazzina, è stata violenza!
E violenza non da parte di uno sconosciuto incontrato per strada, cosa possibile ma che può essere messa in dubbio. La ragazzina va sul sicuro e riferisce di essere stata violentata proprio da chi è solito fare queste cose, la parte più abbietta di questo mondo, di questa società, la feccia, quella che normalmente ruba, rapina violenta e ammazza, i ROM.
Basta questa parola per scatenare la rappresaglia.
Una povera famiglia disperata in pochi attimi diventa una enorme folla vociante e rabbiosa. Per quello che hanno fatto alla povera e indifesa ragazzina (rovinata per sempre) e per quello che potranno fare anche ai nostri figli, alle nostre case, ai nostri beni, le nostre cose acquistate con tanti sacrifici e bla bla bla.