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di Emilia Urso Anfuso (sito) lunedì 12 ottobre 2009 - 2 commenti oknotizie
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L’Italia sta crollando. Siamo un Paese fondato sull’abusivismo. Edilizio

L’Italia sta cedendo. Non politicamente in questo caso. No. Sta letteralmente cedendo, strutturalmente. Colpevole solo la natura? Non solo. La natura sta dando “una mano” a scoperchiare una edilizia abusiva che è la realtà del nostro Paese da oltre trent’anni.
 
Siamo un Paese fondato sull’abusivismo edilizio. Eppure, abbiamo una legislazione in materia che fa venire i brividi a qualsiasi altra nazione europea. Gli iter amministrativi legali, se conosciuti, farebbero togliere qualsiasi voglia di edificazione a qualsiasi cittadino ed impresa edile.
 
Soffochiamo di burocrazia. Sarà questo il motivo per cui poi, realisticamente. Si trova la “soluzione” a tutto, quella che accontenta chi costruisce, chi compra chi firma le approvazioni sulle edificazioni?
 
In realtà, la nostra legislazione in materia di edilizia è così articolata e complessa che spesso appunto, non viene minimamente presa in considerazione.
 
Così spesso, sempre più spesso si “chiude un occhio”. Meglio: tutti e due.
 
Accade nell’edilizia privata dove malgrado “Tangentopoli” le mazzette a chi di dovere sono all’ordine del giorno. Ma succede – fatto allarmante – sempre e comunque quando si tratta di edilizia pubblica.
 
Siamo vittime del nostro stesso Sistema. Un Sistema così complesso da lasciare spazio ad ogni argomentazione e sviluppo di illegalità. Se in effetti gli iter burocratici in materia di edilizia fossero snelliti, e se le verifiche fossero effettuate realisticamente, potremmo contare su un Sistema dinamico, sicuro e a garanzia di un reale sviluppo infrastrutturale del nostro Paese.
 
Invece no. Ove le azioni vengono seriamente compromesse da un sistema legislativo e burocratico aberrante, si trovano molti éscamotàges per farla franca. In qualche modo, nel caos si sa albergano tutte le possibilità. In primis, quelle della speculazione.
 
Una nazione intera, edificata su aree non edificabili. Costruita con materiali di terz’ordine. Spesso senza alcun piano regolatore. Tanto poi arriva una sanatoria, e tutto viene rimesso in ordine.

Situazioni insospettabili eppure reali: interi edifici pubblici – ospedali in testa – sono edificati senza alcun criterio legislativo, senza – addirittura – accatastamento. Un caso per tutti: l’Ospedale S. Salvatore dell’Aquila. Trent’anni di lavori, al solo scopo di generare finanziamenti su finanziamenti. Un’inaugurazione pubblica all’inizio del 2000 senza alcuna documentazione reale: bastò l’ok di un Manager della ASL locale e nessuno che chiedesse altro.
 
L’Impresa costruttrice, la solita imperterrita Impregilo s.p.a. che scansa le inchieste come il migliore dribblatore di una partita di calcio nazionale.
 
Ma ora, dopo trent’anni di edilizia selvaggia, compromessa, folle, impossibile, scadente...ecco che ci pensa la natura a presentare il conto.

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di Emilia Urso Anfuso (sito) lunedì 12 ottobre 2009 - 2 commenti oknotizie
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Abusivismo Burocrazia

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