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L’Italia peggiore contro il ministro Kyenge

L’Italia, con la sua gente, è un grande e meraviglioso paese; tanto che è impossibile indicare quale sia la sua parte migliore. Nessun dubbio, invece, su quale è la peggiore; quella che riempie di insulti il ministro Kyenge solo per la sua origine ed il colore della sua pelle.

È un'Italia minoritaria, per nostra fortuna, ma assolutamente reale e non certo tanto piccola da essere interamente contenuta nelle sigle dei vari gruppuscoli neonazisti. Ne fanno parte anche tanti elettori leghisti, che, se non altro, non hanno provato repulsione nel votare un partito che ha mandato a Bruxelles Mario Borghezio; l’apollineo campione della razza ariana, che non ha mancato di dar prova, anche in questa occasione, della propria levatura intellettuale, apostrofando Kyenge di “ministro bunga bunga”.

Appartengono a questa desolante Italia anche tanti che votano per altri partiti, non necessariamente di destra, e che nascondono il razzismo, che sta al cuore della loro ostilità verso gli immigrati, con considerazioni di carattere pseudo-economico.

Ne conoscerete anche voi, come ne conosco io. Mentecatti, miei coetanei, preoccupati dall’arrivo di quegli immigrati che sono la loro unica speranza di vedersi, tra un quindicina d’anni, pagata la pensione. Ciechi che non arrivano a capire che il nostro vero problema, oggi, si chiami emigrazione; quella degli ottantamila diplomati e laureati che, ogni anno, devono andare all’estero per trovare un lavoro ed uno stipendio adeguati. E questo mentre l’Italia ha, in media, una delle forze lavoro meno qualificate del mondo sviluppato (sempre che a questo mondo ancora appartenga).

E un’Italia ignorante, o almeno non colta, è quella che prova fastidio se si ritrova un nigeriano o un algerino per vicino di casa, anche se ha nientepopodimeno che in un professore universitario, il “mitico” Pietro Melis, il suo paladino. Un’Italia a cui meriterebbe d’essere ascritto lo stesso Beppe Grillo, assieme a chiunque abbia dei dubbi sul fatto che sia italiano chi sia nato e cresciuto nel nostro paese.

È un’Italia assurda, questa che guarda alla “purezza di sangue”, mentre il XXI secolo è già ben avviato, soprattutto per chi dell’Italia conosce la storia; le innumerevoli stratificazioni di popoli e culture che nei millenni si sono sovrapposte in un paese che è stato il vero melting pot del mondo antico, di cui era il centro.

È l’unica Italia, nonostante tutti i nostri problemi, di cui ci dovremmo vergognare. Quella che ci può far perdere qualcosa che vale molto più di qualche punto percentuale di PIL: la nostra anima.

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