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L’Inps nasconde la verità sulle pensioni ai precari per evitare rivolte

Il presidente dell'INPS Antonio Mastrapasqua ha finalmente risposto a chi gli chiedeva perché l'INPS non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".

I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l'INPS gli "imprenditori di loro stessi" creati dalle politiche neoliberiste, non avranno la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché L'INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.

L'unico sistema che l'INPS ha trovato per affrontare l'amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà, sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.

Non si può non notare come anche la politica taccia su questo scandalo, ma non ci si potrebbe attendere altrimenti, perché a determinare questo scandalo hanno contribuito tutti i partiti attualmente rappresentati in parlamento, nessuno escluso.

I precari, tenuti all'oscuro o troppo occupati a sopravvivere, difficilmente noteranno la dichiarazione di Mastropasqua al Corriere della Sera e i media sembrano proprio intenzionati a non rovinare loro la sorpresa. Proprio una bella sorpresa.

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I commenti più votati

Commenti all'articolo

  • Di Riki Bianco (---.---.---.187) 8 ottobre 2010 12:21
    Riki Bianco

    IL nostro è ormai l’ultimo paese al mondo adesso anche il Burundi ci ha sorpassato!!

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.137) 8 ottobre 2010 14:45
    Damiano Mazzotti


    Chi tace acconsente... Tutti i politici sel mondo sognano di avere a che fare con dei cittadini smidollati come quelli italiani...

  • Di (---.---.---.126) 8 ottobre 2010 16:13

    e’ un dibattito civile, certo, ed io dico da persona civile che e’ ora che fi faccia una rivoluzione verso la dittatura. parlano di civiltà di democrazia, MA D’OVE’ TUTTO QUESTO??? e’ troppo facile sentenziare dall’alto dello scano, con la pancia piena e il conto in banca alto. e’ facile fare il cula col culo dell’ operaio senza lavoro. ma siamo in democrazia, mha x me nn sanno cosa dicono.

  • Di (---.---.---.173) 8 ottobre 2010 17:28

    perchè non si fa anche qui come in grecia? oppure abbiamo bisogno di altro e altro ancora? dobbiamo veramente pagare tutto noi? così, chiedo...

  • Di Michele Antonelli (---.---.---.141) 8 ottobre 2010 21:43
    Michele Antonelli

    Sconvolgente ma vero quello che dice. Se mi da il permesso pubblico il suo articolo sul mio blog: http://italian-reporter.blogspot.com/


    Diversamente mi asterrò dal farlo.

    Cordialità
  • Di Mazzetta (---.---.---.63) 8 ottobre 2010 22:36
    Mazzetta

    grazie per l’interesse, nessun problema, ma ricordi che in rete non c’è bisogno di nessuna autorizzazione per ripubblicare linkando e citando la fonte, e non tema di disturbare un autore diffondendone l’opera ;)

  • Di Mazzetta (---.---.---.63) 9 ottobre 2010 01:08
    Mazzetta

    N.B. Il presidente dell’INPS si chiama Mastrapasqua e non Mastropasqua, lo sbagliano in parecchi e l’ho sbagliato anche io.

  • Di (---.---.---.137) 9 ottobre 2010 13:22

    1) Quando l’ha detto esattamente Mastrapasqua, e in che contesto? Non perché non ci creda, ma perchè è importante fornire sempre certe informazioni.

    2) in rete per ripubblicare notizie intere c’è bisogno di autorizzazione eccome, anche se si linka e si cita la fonte. Basta spendere 2 secondi per leggere le condizioni d’uso dei principali quotidiani online per capire che non è affatto così, ma quasi nessuno lo fa finchè non gli arriva un’ingiunzione. Non date informazioni sbagliate, altrimenti chi vi da’ retta potrebbe trovarsi inutilmente nei guai ripubblicando notizie da qualche altro sito meno aperto di voi.

  • Di Mazzetta (---.---.---.97) 9 ottobre 2010 14:08
    Mazzetta

    1) Mastrapasqua lo ha dichiarato in un’intervista al Corriere, quando si hanno dubbi sulle fonti consiglio di usare un motore di ricerca


    2) Vero per -alcuni- quotidiani, non vero per tutto il resto, i siti che adottano la politica più restrittiva avvertono gli utenti con note molto visibili. Vero anche che esiste un diritto di citazione che in definitiva aggira tale divieto, a condizione di citare come si deve

  • Di Mazzetta (---.---.---.97) 9 ottobre 2010 14:09
    Mazzetta

    qui l’articolo originale per i più pigri 

  • Di (---.---.---.137) 9 ottobre 2010 16:26

    "quando si hanno dubbi sulle fonti consiglio di usare un motore di ricerca"

    io invece quando incontro autori che non si scomodano loro a includere link alle fonti di cui parlano prima uso i motori di ricerca, poi consiglio sempre a tutti di non leggere più i siti su cui scrivono. Comunque lasciamo perdere questo, l’importante è chiarire l’altro punto, visto che a fidarsi di informazioni sbagliate potrebbero rimetterci altri:

    "Vero per -alcuni- quotidiani, non vero per tutto il resto, i siti che adottano la politica più restrittiva avvertono gli utenti con note molto visibili."

    Sbagliato. Con la normativa attuale se non c’è scritto nulla vale comunque quella che lei chiama "la politica più restrittiva", cioè tutti i diritti riservati all’autore.
     
    "Vero anche che esiste un diritto di citazione che in definitiva aggira tale divieto, a condizione di citare come si deve"

    "citazione" è ben diverso da "ripubblicazione". Nessuno aveva parlato di citazioni finora, nemmeno lei. Le è stato chiesto esplicitamente il permesso di ripubblicare, lei ha risposto esplicitamente "in rete non c’è bisogno di nessuna autorizzazione per ripubblicare" e io ho puntualizzato esplicitamente che " in rete per ripubblicare notizie intere..."

    vedi http://www.studiolegalespadaro.it/i...

    Marco Fioretti (sono lo stesso che aveva fatto le osservazioni iniziali su fonte di questa notizia e inesattezza dell’affermazione "in rete non c’è bisogno di nessuna autorizzazione per ripubblicare", prima avevo dimenticato di firmarmi,chiedo scusa)

  • Di pv21 (---.---.---.196) 9 ottobre 2010 18:36

    Le aliquote contributive del lavoro precario furono fissate a livelli (%) molto, molto inferiori rispetto agli altri lavoratori dipendenti. Questo spiega il fiorire di quasi 700mila posti di lavoro durante il precedente governo Berlusconi (2001-06). Non è affatto una novità. Come non è una novità quella TAGLIOLA TRIBUTARIA che da anni corrode il potere d’acquisto di dipendenti e pensionati ... 

  • Di Mazzetta (---.---.---.145) 9 ottobre 2010 19:23
    Mazzetta

    @ fioretti, quello che dice non è del tutto scorretto sul piano formale, ma:

    art. 70 l. 633/41: “Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali”. Il comma tre della medesima norma stabilisce poi che “ Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dei nomi dell’autore, dell’editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta”.

    come vede si parla anche di riproduzione

    La questione del copyright in rete è ovviamente molto discussa e combattuta, ma parlando di testi e parlando di riproduzione senza fini di lucro non esiste di fatto alcun impedimento alla corretta citazione/riproduzione del testo a livello amatoriale, perché di quello stavamo discutendo, e non mi risulta una sola denuncia relativa a una situazione del genere, ma se ha informazioni di senso contrario ne prenderò atto

    Quanto alla citazione della fonte, mi spiace, ho sempre citato abbondantemente fonti e riferimenti nei miei articoli, in questo caso ho ritenuto di non farlo per la discreta diffusione che la frase di Mastrapasqua aveva già registrato

    e mi lasci aggiungere che da attivista nel campo della comunicazione ho sempre cercato di spingere gli utenti verso un uso consapevole della rete, promuovendo l’abitudine a incrociare le fonti per controllare le notizie anche tra chi legge 

    non posso begare una una certa ostilità al copyright, ma non mi appartiene certo l’invito ingannevole a infrangere le leggi.
    sono dell’opinione che le leggi sgradite vadano sì infrante, ma consapevolmente e accompagnando l’infrazione con la rivendicazione dei princìpi che si ritengono offesi dalla legge in questione, non certo di nascosto

    p.s. questo pezzo è già una ripubblicazione dal mio blog, che ovviamente non è coperto da copyright blindato, per quanto riguarda il resto, i dati sulla diffusione delle licenze creative commons (oltre 8 milioni l’anno scorso) dicono che sono davvero pochi i siti a non riportare alcuna indicazione sulla riproduzione dei contenuti e -di solito- tale assenza testimonia il totale disinteresse per la questione.

    Il che ci riporta alla mia affermazione precedente, per la quale chi sceglie una politica restrittiva in tema di diritti si premura di farlo notare. 
    anche perché è molto più economico cercare d’impedire un comportamento scorretto che attivarsi per ottenerne una sanzione



  • Di Andrea Ciccolini (---.---.---.117) 10 ottobre 2010 19:16
    Andrea Ciccolini

    Sono allibito, il problema è che in Italia manca completamente la cultura della trasparenza. Per il quieto vivere e per non avere grane, troppa gente importante è disposta, senza farsi troppi problemi, a tacere evitando di assumersi le responsabilità che competono a chi occupa e viene pagato per occuparsi di un determinato compito.

  • Di (---.---.---.116) 10 ottobre 2010 20:26

    Un’altra goccia marrone nel nostro vaso di merda
    M.

  • Di massimo (---.---.---.133) 12 ottobre 2010 11:04

    Noi precari andiamo sempre giù ,tranquilli prima e poi faremo e barboni, mentre loro mangiano caviale e bevono champagne

  • Di (---.---.---.172) 12 ottobre 2010 13:40

    DIO CANE, ma che parliamo a fare? Quando inizieranno a trovare i loro colleghi morti e scuoiati i politici capiranno che non tutti gli italiani sono rimbecilliti da psicofarmaci e X factor! DIO PORCO! Bisogna fare come i sindacalisti americani degli anni ’20, quelli erano gente con le palle!

  • Di (---.---.---.170) 12 ottobre 2010 13:48

    La situazione purtroppo per me e’ anche peggiore di quello che scrivi.

    Mi risulta che ad agosto sono state ridotte le aliquote del contributivo. Cioè versato lo stesso importo , si riceve l’8 percento di meno e dal prossimo anno si versera 1% in piu .
    Cioè si versa di piu per avere di meno. Roba da colpo di stato. Bisognerebbe che le persone interessate si associassero e facessero qualcosa a livello di manifestazioni . Quanto versato dai poveri precari serve per ripianare le buche delle casse privilegiate quali i dirigenti di azienda ed altri. A questi giovani , gli hanno levato i diritti , la possibilita del lavoro fisso la possibilità di farsi una casa , una famiglia e se lavorano sfruttati come nell800 gli levano la meta di quanto guadagnano dalle tasse (inps e irpef) , il tutto per finire barboni.
  • Di Fabrizio (---.---.---.141) 12 ottobre 2010 13:52

    sono un precario
                   e nel 2005, consapevole di questa situazione non ho pagato l’inps per quello che riguarda le imposte della pensione

    oggi (2010), con una precisione certosina (un paio di mesi in più e la mia pratica sarebbe andata prescritta) mi hanno inviato un avviso bonario tramite la GERIT richiedendomi 7800€ da pagare immediatamente pena la confisca di beni materiali

    Qualcuno conosce un avvocato esperto per fare scoppiare un caso di questa storia ?
    Il mio ha detto che l’unica è il patteggiamento
    grazie a tutti

  • Di (---.---.---.170) 12 ottobre 2010 13:54

    Ma su Facebook c’e qualcuno che ha organizzato gruppi di opinione? , organizziamoci e facciamo una bella irruzione dentro INPS, magari in 100 ci facciamo fare l’estratto conto e si bloccano gli uffici per giorni. Magari cosi il TG1 ne parla .

  • Di stefano (---.---.---.7) 13 ottobre 2010 10:37

    Sono un precario di 43 anni che fattura una miseria per garantirsi una vita dignitosa al giorno d’oggi, verso 10000 euro circa all’anno per i contributi previdenziali "da calcolare sulla base imponibile dei compensi al lordo delle spese e delle imposte "… Devo far lavorare mia moglie per arrivare coi conti in pareggio a fine mese… non ci possiamo permettere figli, casa propria, viaggi.

    Per quanto tempo ancora permetteremo di farci prenderci per il c..o ? Siamo tutti bravi a discutere e a piangerci addosso al bar, nei blog, sui social ... ma alla fine della giornata conta cosa ha fatto l’italia del pallone o le stronzate che ci raccontano in televisione, filtrate da notizie vere di gente depressa, disperata, di giovani laureati che si buttano dai treni in corsa perché non trovano o perdono il lavoro da 1000 euro al mese…Finiamola veramente, tiriamo fuori le palle per favore!
  • Di Fausto Lazzaro (---.---.---.67) 14 ottobre 2010 19:05

    Penalizzato dall’INPS e dalla finanziaria 2010. Il 31.12.2009 ho perso il lavoro e mi ritrovo disoccupato. Poichè, nel corso del 2009, ho versato molti contributi all’INPS scopro di non avere diritto ad alcuna forma di sussidio. Non solo. Se qualche azienda fosse interessata alla mia figura professionale non potrebbe avvalersi degli sgravi fiscali previsti dalla finanziaria 2010 per gli over 50 disoccupati. Descrivo i fatti. Nel 2006 perdo il lavoro, nell’impossibilità pratica di trovare una ricollocazione mi sono visto costretto ad aprire una Partita IVA, unico mezzo attraverso il quale un over50 come me può rimediare qualche contratto di collaborazione. Purtroppo, nel luglio del 2009, ho dovuto chiudere tale partita poichè i costi erano superiore ai guadagni. Nell’agosto 2009 riesco a trovare lavoro per una cooperativa con un contratto a tempo determinato sino a dicembre. A gennaio del 2010 l’appalto non viene confermato alla cooperativa e mi ritrovo di nuovo senza lavoro e con la Partita IVA chiusa. Chiedo il sussidio per la disoccupazione e scopro che : 1) la “mobilità in deroga” mi viene negata poichè negli ultimi anni non ne ho lavorato almeno uno come dipendente sebbene, come autonomo, io abbia versato fior fior di contributi -2) i “Requisiti Ridotti” mi sono negati poichè nel 2009 ho lavorato tutto l’anno. Se avessi lavorato 9 mesi su 12 mi sarebbe stata concessa secondo la logica del “paghi meno contributi e hai diritto alla disoccupazione”. Infatti una mia collega che ha versato molto meno contributi del sottoscritto ha l’indennità di disoccupazione. Oggi ho 58 anni, versamenti contributivi per circa 34 anni più altri 11 anni , in periodi sovrapposti, come parasubordinato. Ciò nonostante non ho diritto ad alcuna forma di sussidio.

  • Di (---.---.---.178) 8 dicembre 2010 16:27

    E’ tutta una gigantesca tragedia. Ma una delle ragioni è ANCHE l’intoccabilità degli imbroglioni che occupano un enorme numero di posti fissi e di cui però è proibito parlare (a meno che non si sia di destra). Vorrei sapere perché nn si parla mai di ESTROMETTERE i ladri dal novero dei “lavoratori”, e smettere di confondere il vizio di rubare con il “diritto al lavoro”: bisognerebbe lottare per i diritti e per una vera ETICA DEL LAVORO che va pretesa dai padroni, dai politici e ANCHE dai cittadini di ogni ordine e grado. Invece si confonde il reintegro di gente come quelli filmati per mesi a rubare alla SEA come una "vittoria dei lavoratori".. Perché? Vorrei anche tanto sapere perché tolleriamo che INPS e INAIL siano saccheggiati dai nullafacenti che, NON solo nel servizio pubblico, restano intoccati e intoccabili.. questo servizio di Milena Gabanelli

    http://www.youtube.com/watch?v=9Z8K...

    scoperchia solo la punta di un iceberg, che ha enormi diramazioni ANCHE nell’impresa privata. PERCHE’ facciamo finta di non saperlo? perché NON se ne può parlare? perché NON si può dire che i giovani sono tutti condannati al precariato ANCHE perché il sistema del lavoro italiano è bloccato da un numero spropositato di intoccabili che occupano posti che potrebbero essere resi liberi per gente disposta a lavorare invece di imbrogliare impunemente l’INPS tutta la vita? perché non si può dire che una delle ragioni per cui l’economia italiana è fra le più ferme del mondo, è il fatto che appena un imprenditore cresce di un centimetro viene strozzato con mille capestri? e che è per TERRORE di non poter mai più licenziare un delinquente che in moltissimi NON vanno oltre ai 15 dipendenti? e molti altri si guardano bene (per capestri similari) di superare i 35, i 40, e poi i 50 dipendenti? perché si cita SEMPRE il fatto che in Germania i salari sono più alti che da noi, e MAI che lì esiste un controllo sugli imbrogli e si possono licenziare i parassiti? perché siamo abituati alla demagogia che è velenosa quanto il fascismo.


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