Abbiamo contattato Caspian Makan ex fidanzato di Neda Soltan uccisa in Iran nella rivoluzione dello scorso Giugno 2009 ed eletta dal mondo della comunicazione personaggio dell’anno 2009.
Caspian è stato testimone, oltre che della vita di Neda, dei movimenti rivoluzionari degli ultimi mesi accaduti in Iran dopo la rielezione del Presidente Ahmadinejad.

Caspian, può darci testimonianza su quanto è accaduto a Neda il 20 giugno 2009 e sul legame della sua triste scomparsa con gli eventi rivoluzionari di quei giorni in Iran, considerando che in molti in Europa hanno considerato la sua vicenda una montatura mediatica? Qual era, inoltre, il pensiero di Neda nei confronti della realtà in cui viveva?
Prima di tutto, voglio sottolineare tutto ciò che mi è stato erroneamente addebitato, voglio affermare che Neda non è mai stata coinvolta nella politica ma che lei ha sempre aspirato alla libertà dell’uomo. Ha sempre sofferto per le limitazioni superficiali e superstiziose create dai dogmi religiosi.
Ha iniziato a studiare spiritualità all’Università per comprendere come nascevano le religioni e qual era il loro fine. Era molto brillante e curiosa.
Dopo un anno si è resa conto che i dirigenti scolastici le facevano pressione per il suo modo di pensare e anche per il modo di apparire e per il modo di vestire.

Sentì che imparare era diventato un obiettivo secondario. Successivamente ha abbandonato l’Università e decide di studiare musica da autodidatta.
Viveva in uno stato che era l’epicentro della mancanza di individualità e libertà civili.
L’Iran ha un governo religioso con capi estremisti che non credono nelle libertà individuali delle persone, e il guinzaglio a cui tengono legati i giovani diventa ogni giorno più corto.
Inoltre, trattano le persone nei modi più disumani. Da più di 30 anni la gente innocente viene colpita, ferita, imprigionata e persino uccisa. L’amore per la libertà e le aspirazioni umane di Neda sono venute alla luce durante le elezioni presidenziali del Giugno 2009.
A queste elezioni partecipavano 4 candidati, ma Neda pensava che fossero tutti uguali.
Le uniche differenze erano nel loro modo di presentarsi. Questo è stato il motivo per cui non ha votato e non ha sostenuto nessuno dei candidati. Ma quando si è accorta che si stavano verificando brogli elettorali, decide di unirsi alla gente che protestava. Fin dall’inizio ha partecipato alle proteste affianco al popolo e diviene molto attiva.

Al contrario di molta gente afflitta da problemi di varia natura, Neda sapeva perfettamente cosa faceva e cosa voleva. Pochi giorni prima della morte, quando ho visto la repressione, ho cercato di convincerla a non partecipare alle dimostrazioni. L’amavo e non volevo che le accadesse qualcosa. Le ho chiesto: "Che succede se ti arrestano?". Risponde: “Non è importante!”. Ho replicato: “Se ti sparano addosso?”.
Lei mi ha risposto: “Anche se un bossolo attraversa il mio cuore, non importa! E’ più importante ciò per cui combattiamo. Quando si tratta di sostenere i nostri diritti rubati, non dobbiamo esitare. Ognuno è responsabile. Io non sono diversa dagli altri”.