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India, arrestato vignettista, quando la "matita" è più forte della spada

"E' chiaro che il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce 
anzi è un pesce e come pesce è difficile da bloccare." (L. Dalla, Com'è profondo il mare) 

E qui il testo citato, non potrebbe calzare meglio, perché evidentemente deve aver dato parecchi grattacapi il pensiero di Aseem Trivedi, vignettista indiano, accusato di sedizione e arrestato ieri perché i suoi disegni sono stati ritenuti offensivi della Costituzione e della bandiera del suo stesso paese.

Le strisce sotto processo ritraggono, tra le altre cose, dei lupi nella bandiera nazionale (l'immagine originale prevede i leoni) con la scritta modificata, da "la verità vincerà" a "la corruzione vincerà", la satira estremante pungente, non è piaciuta, evidentemente, alle autorità dell'India che hanno fatto partire il provvedimento contro il giovane artista.

Questo, però, difende il suo operato di denuncia contro una classe politica, ritenuta evidentemente, colpevole di essere "sporca". Mentre la polizia lo scortava fuori dal tribunale, ha ribadito la sua innocenza, seppur dichiarando: "Sono orgoglioso di quel che ho fatto. Se dire la verità mi rende un traditore, allora lo sono.", rifiutando il difensore d'ufficio, assegnatogli dalla corte, ribadisce la sua protesta.

Il ministro dell'istruzione, Ambika Soni, risponde: "La costituzione garantisce la libertà d’espressione, ma stabilisce anche che in quanto cittadini indiani bisogna rispettare tutti i simboli nazionali. Il nostro governo non è per la censura, promuove piuttosto l’autoregolazione". Ma in India non è il primo caso di censura e il governo era già stato criticato, recentemente, per aver oscurato alcuni siti e aver bloccato alcuni account Twitter che avevano messo in discussione l'operato della classe politica indiana. Ora che la Bbc e la stampa internazionale si stanno informando sul caso, il rischio è quello di aver segnato un autogol clamoroso, intanto il presidente del Consiglio della stampa indiana difende Aseem Trivedi dichiarando che a suo giudizio, non abbia fatto nulla di male.

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