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 Home page > Attualità > Religione > In difesa di Pontifex

In difesa di Pontifex

Che «Pontifex» non sia il mio quotidiano preferito, l’ho già scritto. Ma l’eccesso di facinorosità che sta infuriando dentro e fuori dalla rete, fino a chiederne niente di meno che la chiusura, mi sembra fuori misura ed anche fuori luogo.

È vero. Quelli di Pontifex non fanno nulla per rendersi simpatici: si proclamano “eletti” detentori della retta dottrina cattolica, non usano eufemismi e sono soliti andar giù pesante sui loro bersagli: anch’io ho spesso additato passaggi notevoli di redattori e di alti prelati che a «Pontifex» affidano la loro fetta mediatica di pastorale (su Vendola, sul fascismo, sulla pedofilia, sulla religione, sulla teologia, sulla pace, sull’omosessualità). In più, il dialogo non è il loro forte: se in generale è difficile ragionare con chi sostiene di possedere la verità, in particolare è fastidioso e snervante avere a che fare con chi, quando è criticato, prende questo come un segno del proprio essere nel giusto (citando l’evangelico “sarete perseguitati a causa della giustizia”), mentre critica puntualmente l’altro sostenendo: “il demonio è all’opera in te; ciò che dici lo certifica”.
 
Ma, detto questo, non ci si dovrebbe poi ritrovare a fare ciò che si imputa agli altri: vada per l’ironia e per la critica costruttiva; si tolleri pure il disprezzo quando proprio non si riesce a trattenerlo; ma non si arrivi alle ingiurie a tutto campo e soprattutto non si arrivi al dossieraggio (alla cui tentazione ha ceduto il collega Mazzetta, che ha indagato sul privato di Carlo Di Pietro, webmaster di «Pontifex» e a quanto pare di altri siti italiani ed esteri). Non prendiamo l’abitudine ai “trattamenti Boffo”: il gusto, la consuetudine, l’assuefazione, potrebbero prendere il sopravvento. Forse una medesima opinione è più o meno valida a seconda della vita privata di chi la esprime? Ritengo che la domanda giusta da fare sia: se Carlo Di Pietro avesse avuto l’accortezza di usare uno pseudonimo in rete, le cose che dice sarebbe più o meno valide di come ci appaiono oggi? Ancora: se anche Di Pietro fosse un personaggio davvero viscido e incoerente, la critica al giornale dovrebbe essere la stessa: chi dissente dalle loro tesi lo fa indipendentemente da chi le enuncia. O forse, al variare della firma in calce, si potrebbe studiare di volta in volta il proprio accordo con esse?
 
Non si dovrebbe divenire intolleranti di fronte all’intolleranza. Quindi, finché non vengono violate delle leggi, non si dovrebbe cercare di impedire a nessuno di parlare: la critica va effettuata nel merito (confutazione), non a suon di botte (reali o virtuali). Se qualcuno volesse giudicare la validità di tutto ciò che scrivo o addirittura sono, in base al fatto che a volte telefono dall’ufficio... lo riterrei sostanzialmente ingiusto. Dalla discussione emergano il torto e la ragione (se ve ne sono), ma a nessuno si dica: tu non hai diritto di parola. Se no Mesiano è uno squilibrato perché porta calzini celesti, il direttore di «Avvenire» non può scrivere di decenza perché una volta ha patteggiato in tribunale. Perché facciamo così tanta fatica ad afferrarlo? La delegittimazione dell’avversario è una pratica totalitaria, non democratica. Delegittimando colui che scrive ci si ritrova a portare avanti proprio quello che si critica ai fondamentalisti: la rivendicazione del possesso in esclusiva della verità tutta intera (acompagnata dalla liquidazione delle opinioni altrui come errori tout court, circa cui non vi è più nulla da discutere). Credo che finché ci saranno due persone che dissentono su una questione, ci dovrà essere spazio per il dialogo. Questa è l’umanità: discutere sempre, con chiunque; e scontrarsi con le idee, non con le persone. Perché chiunque potrebbe aver la ragione dalla sua, magari una sola volta nella vita: e se «Pontifex» dicesse il vero, anche su una sola questione? Perché privarsi del suo contributo alla discussione? E soprattutto: a che titolo? Nessuno va messo a tacere. Per dirla con Voltaire: “non sono d’accordo con nessuna delle cose che dici, ma mi batterò fino alla morte perché tu possa continuare a dirle”. Ecco, io non simpatizzo né mi associo all’impresa di «Pontifex» (anzi, me ne dissocio apertamente) e spero di non dover trovarmi a pagare con la vita queste mie poche parole di oggi. Scherzo. Fortunatamente, io non sono Voltaire.

Commenti all'articolo

  • Di Enrico Usvelli (---.---.---.40) 1 settembre 2010 11:44

    Secondo me Pontifex è criticato e se ne chiede la chiusura per 2+1 motivi.

    1) Più di uno ritiene che Pontifex sia andato al di là dell’esprimere semplici opinioni ma sia arrivato a commettere veri e propri reati.
    2) Nei vari blog chi parla lo fa a proprio nome, queste persone no, pretendono di parlare (e di lanciare campagne di odio) a nome della Chiesa pur non avendone delega. Se rinunciassero a questa pretesa gran parte delle proteste cadrebbero.
    3) Per discutere bisogna essere in due. Oltre che fastidioso e snervante, è anche molto difficile discutere con chi ti banna i commenti perchè non conformi alle loro opinioni. Non è un reato, certo, a casa tua fai come vuoi, però ti crei un clima ostile.
    Infine vorrei ricordare che su Facebook il gruppo di gran lunga più numeroso che prende le distanze da Pontifex si chiama effettivamente ’ Quelli che vogliono oscurare Pontifex’ ma in bacheca è stato più volte ribadito che l’intenzione vera sarebbe questa: oscurare l’oscurantismo di Pontifex. E’ tutto lì, verificabile da chiunque, eppure il duo Volpe-Di Pietro ci ha imbastito su tutta una serie di accuse non vere, attacchi vergognosi ad un frate., ecc.

    • Di Paolo Calabrò (---.---.---.242) 1 settembre 2010 17:36
      Paolo Calabrò

      Gentile Enrico Usvelli,
      provo a rispondere brevemente punto per punto alle Sue spiegazioni, precisando che lo spirito è sempre lo stesso: non cioè quello di difendere, bensì di comprendere. Forse il titolo dell’articolo può esser fuorviante a questo proposito: nessun partito preso, dunque; se non per la libertà d’opinione.
      Ordunque:
      1) Se Pontifex ha commesso reati, se ne interessi la magistratura;
      2) Pontifex non parla a nome della Chiesa (come giustamente Lei rileva, la Chiesa dovrebbe in primo luogo accreditarlo come proprio portavoce), ma sostiene di operare per la propaganda della vera fede (ambizione che era già di Agostino). I redattori lo fanno a proprio nome e sfidano chiunque a scovare eventuali errori rispetto al Magistero. Si fondano sulla forza dell’autorità della Chiesa, della quale commentano il dettato. Non si ritengono detentori di saperi speciali né portatori di virtù morali particolari, né portavoce ufficiali di chicchessia.
      3) Il dialogo è una possibilità (e io credo una necessità), ma non un obbligo. Non si può costringere al dialogo chi non vuole dialogare. E allora? Come ho segnalato, io ho scritto anche a loro sfavore, e anche sul loro sito, senza incorrere in alcuna censura (ultimamente hanno dato un giro di vite alla regolamentazione: ora i commenti vengono moderati, e vengono cancellati quelli apertamente oltraggiosi o fuori argomento; prima semplicemente era proibito inserire link esterni al sito). I commenti su Pontifex contrari alla redazione sono tanti e tali che una volta un utente ha osservato: “sembra che questo sito venga frequentato più dai detrattori che dai sostenitori”. Il sito è pieno di commenti sfavorevoli, ben visibili in quasi tutti i post. (A tutti coloro che si ritengono vittime della censura di Pontifex: si apra un blog - è gratuito - in cui si postano i commenti censurati da Pontifex. Si avrà così una percezione reale della portata della censura operata).
      In conclusione: se, come Lei dice, sono state imbastite “tutte una serie di accuse non vere”, allora si denuncino puntualmente le falsità, a beneficio della verità e dell’informazione.
      C’è chi li ritiene oscurantisti, mentre loro ritengono malsana quest’epoca. Ho già preso abbastanza le distanze da poter affermare qui che - al di là anche del modo di esprimersi - tutti i torti non credo che ce li abbiano.
      Grazie per l’attenzione

    • Di Mazzetta (---.---.---.32) 2 settembre 2010 00:45
      Mazzetta

      grande Usve, salutaci Fides et ratio, il troll più originale che abbia visto da anni

  • Di Mazzetta (---.---.---.23) 1 settembre 2010 12:36
    Mazzetta

     caro Calabrò
    non ho indagato sul "privato" di Di Pietro, ho solo raccolto le informazioni che lui ha pubblicato in rete. Non solo, dal momento in cui una persona si erge a protagonista mediatico e addirittura a maestro di fede, i suoi comportamenti assumono rilevanza pubblica

    Gli "altri siti esteri" sono in realtà l’italianissimo sito di http://www.chirurgiaplasticathailan... per il quale lo stesso Di Pietro dice di svolgere il ruolo di webmaster e di "consulente psicologico" e referente per l’Italia
    Ergo: Di Pietro da una parte promuove "ringiovanimento vaginali", "lipofilling del pene" (enlarge your penis) e cambi di sesso, dall’altra insulta quotidianamente gli omosesuali paragonandoli ai pedofili e rovescia ogni genere d’insulto su intere categorie d’italiani

    Lecito quindi evidenziare l’ipocrisia di chi si erge a maestro di fede e poi svolge attività in plateale contrasto con la predicazione, se un prete ferocemente antiabortista (con studi in informatica) fosse colto a praticare aborti, ci sarebbe la notizia come c’è in questo caso

    E non si tratta di delegittimare nessuno, si tratta solo di notare come il tizio si delegittimi da solo con le sue manine e come forse agli spropositi che scrive non ci creda neppure lui

    Per quello che riguarda il merito, discuti pure con loro del merito, nessuno ti impedisce di sprecare il tuo tempo con il gruppetto di ballisti e furbetti che sono. A me non interessa discutere nel merito d’insulti agli omosessuali (pedofili quando va bene) alle donne (puttane) e agli ebrei (infidi). Vaglielo a spiegare tu che non si fa, vai pure tu a fare le pulci alla falsità dei loro deliri, come l’ultimo che dice che gli ebrei hanno inventato e guidano la massoneria per distruggere la loro chiesa,.

    Accomodati, nessuno ti trattiene e nessuno ti criticherà, ma non puoi chiedere ad altri di porsi costruttivamente (non saprei nemmeno immaginare come) nei confornti di quelli che tu stesso hai appena dipinto come fanatici un po’ mattocchi

    Infine, lasciami ribadire che io non chiedo e non ho chiesto affatto la chiusura di Pontifex, che è una burla che mi piace tantissimo ed è utilissimo a spiegare alla gente normale i meccanismi e l’ipocrisia che sovrintendono a ogni fanatismo, l’ho ripetuto più volte nei post sul mio blog, questi sono gli eredi di Maulana Sheick abdul Hadi Palazzi (aka il terrore dei supplì) e a me piacciono tantissimo

    Rivendico però il sacrosanto diritto di prenderli in giro e di spernacchiarli, farli oggetto di satira e di qualsiasi critica mi passi per la mente, la libertà d’espressione vale anche per me, almeno fino a che mi tengo nei limiti della legge

    Quanto all’approccio à la Voltaire, perdonami, ma allora perché chiudere i siti degli jihadisti, dei nazisti e dei neofascisti? E quelli dei pedofili? Che mi frega se Hitler o Mussolini ne hanno detta qualcuna giusta? Diventa forse la scusa giusta per non contrastare il culto delle loro bizzarre quanto pericolose idee?
    Non si può essere tolleranti con chi promuove la morte della tolleranza, lì c’è la riga tra democrazia ed autolesionismo ed è una limite che è bene non superare mai, lo dico in difesa di chi chiede la chiusura di Pontifex e ne ha ogni diritto e compie opera meritoria quando denuncia lle autorità il loro incitare all’odio e alla discriminazione razziale e di genere

    p.s.
    trovo offensivo il riferimento al "trattamento Boffo", prima di tutto perché è estraneo alla mia cultura e secondariamente perché tale trattamento si fonda sulla menzogna, mentre le informazioni che ho pubblicato io sono state confermate dallo stesso Di Pietro, non è una differenza da poco, non ti pare?

    caro Calabrò

    • Di Paolo Calabrò (---.---.---.242) 1 settembre 2010 15:01
      Paolo Calabrò

      Caro Mazzetta,
      mi dispiace che l’espressione “trattamento Boffo” ti abbia offeso; essa aveva un ruolo esplicativo, non offensivo, ma mi scuso comunque per l’effetto che mio malgrado ha avuto. Precisando inoltre che non ho mai pensato né inteso sostenere che tu mentissi in alcun modo.
      Ritengo che il privato di un cittadino, anche quando viene messo in pubblico - e su internet (in particolare sui social network) è più facile di quanto si creda - resti qualcosa che sostanzialmente non c’entra con l’informazione. I reati sono reati (ma qui i giornalisti cedono il passo ai magistrati). Ciò che volevo dire è: le cose dette da Di Pietro non dovrebbero basarsi sulla autorevolezza di Di Pietro (che dopotutto non è certo Cacciari), ma sulla loro bontà intrinseca, che va vagliata nel merito. Se le argomentazioni di Pontifex sono valide, l’ipocrisia di chi le enuncia non potrà inficiarle; se esse non sono valide, viceversa, non dipenderà dalla coerenza di chi le enuncia (ma dalla loro, appunto, mancanza di validità).
      Tu hai operato uno slittamento sul piano personale che non saprei nemmeno definire illegittimo, forse ne farei più una questione di stile. E forse, se non fossimo nell’epoca appunto dei “trattamenti Boffo” veri, nemmeno mi sarebbe venuto in mente di spezzare una lancia a favore di Pontifex. Pontifex è un organo di informazione che si propone di diffondere una certa visione del cattolicesimo romano: tali contenuti andrebbero valutati rispetto al Magistero di Roma, non rispetto alle occupazioni di chi li scrive. Le quali a mio avviso non c’entrano. Anche potendo dimostrare l’ipocrisia di chi parla, ebbene, questa cambierebbe poco o niente di ciò che dice.
      Se un politico che opera attivamente per i “buoni costumi” viene beccato ad organizzare orge, è giusto che si dimetta. Non così una persona che esprima semplicemente una sua convinzione. Si chiudano giustamente i giornali che delinquono o istigano alla delinquenza. Non è il caso di Pontifex.
      A proposito dello sprecare tempo per discutere con loro nel merito, è proprio questo il punto: su tutto, io rifiuto l’idea di tagliare i ponti “perché noi abbiamo ragione e loro torto e basta”. Leggi questa loro affermazione: «penso che con quella gente [i musulmani] ogni tentativo di dialogo sia tempo perso e inutile. Loro, per natura e per la vocazione violenta della loro religione, non si convertiranno mai». È probabilmente una di quelle frasi che non piacciono ai critici di Pontifex. Ora leggi la tua: «discuti pure con loro del merito, nessuno ti impedisce di sprecare il tuo tempo con il gruppetto di ballisti e furbetti che sono». Credo che così non si vada da nessuna parte.
      Essere tolleranti con chi nega la tolleranza non solo si può, ma aggiungerei che si deve; l’alternativa è promuovere ciò che si aborre (l’intolleranza).
      Un caro saluto

    • Di Mazzetta (---.---.---.74) 1 settembre 2010 21:38
      Mazzetta

      esatto Calabrò


      è proprio una questione di stile e quui secondo me siamo al trash trascendentale,quindi si aprono legittimamente vaste praterie

      qui abbiamo personaggi pubblici (non privati cittadini) che incitno all’odio e alla discriminazione, lo stesso Di Pietro si definisce giornalista e scrittore, il diritto di critica si può estendere legittimamente alla loro persona e alla loro storia personale

      tanto più che se,ad esempio, avessi fatto un articolo dedicandolo esclusivamente alla denuncia di un informatico che fa da "consulente psicologico" a chi affronta la chirurgia estetica, nessuno ci troverebbe da ridire, non sul fatto che si tratti di diritto di cronaca e neppure sul fatto che così s’infrange la privacy di qualcuno

      ancora, avrei ogni diritto anche di prendere la storia del venditore di rinnovamenti vaginali e satireggiarci sopra chiedendomi se non orgnaizzi delle tentate vendite alle beghine che carica sui pulman per andare a vedere il Papa

      ho anche ogni diritto di ridere delle giustificazioni di Volpe, che dice che non c’è niente di male nel fare lavori e promuovere attività in plateale contrasto con le Retta Dottrina perché si deve pur vivere, ma che al medico cattolico abortista dice invece che dovrebbe morire, alla prostituta ch finirà all’inferno a augura malattie a chiunque s’impegni in attività che non gli garbano

      ora, se il giornalista e scrittore che promuove odio e discriminazione mente cerca di vendere il ringiovanimento vaginale 

      quanto al tentativo di associare il mio rifiuto al dialogo con queste teste fini, lo trovo scorretto metodologicamente, io non mi rivolgo a pluralità indistinte ( i musulmani, i cattolici, i gay...), mi rivolgo a persone individuate con nome e cognome e ne denuncio attività reali, non ho scritto che i cattolici fanno questo o altro, ma che due persone fanno cose precise, nessuna generalizzazione

      quanto alla tua chiosa, mi dispiace, resto della mia idea, quando qualcuno promuove l’intolleranza si schiera contro la possibilità di essere tolleranti, rifiuta la tolleranza, approfitta della tolleranza altrui per sopprimere la tolleranza. 

      in questo caso è fin troppo ovvio che chi tiene alla tolleranza non possa attendere il trionfo dell’intolleranza per sentirsi legittimato a reagire bruscamente, quando si sono tollerati gli intolleranti fascisti è finita come tutti sappiamo e questo dimostra il limite preciso della tua ipotesi e perché sia pericoloso accoglierla

      poi ribadisco, nessuno ha chiesto punizioni medioevali per questi poverini, tutto si sta svolgendo all’interno dei limiti di una sana e vivace dialettica, loro insultano mezzo mondo e mezzo mondo li prende a pernacchie, perché di quello si tratta, non ci sono violenze in ballo e nemmeno diritti violati, nche se tu sembri convinto del contrario

      I nostri maestri di vita, novelli Do Nascimiento, hanno scelto la bicicletta e su quella adesso tocca loro pedalare, quando si stancheranno e faranno la loro cavolo di apologetica senza insultare nessuno, nessuno avrà più interesse ad attaccarli, salvo forse i cattolici che si sentono un pelino offesi ad essere accomunati a personaggi del genere

      comunque ribadisco: lunga vita a Pontifex, che da da scrivere ai giornalisti e che fa più danni alla chiesa dello UAAR :D
    • Di Mazzetta (---.---.---.32) 2 settembre 2010 01:33
      Mazzetta

      p.s. se hai dubbi circa il razzismo di Pontifex, puoi guardare con i tuoi occhi questo: http://holywar.org/PROPAGAN.htm che è il sito dal quale hanno preso anche l’ultimo post sugli ebrei

  • Di (---.---.---.90) 1 settembre 2010 14:02

    Caro Calabro’, le scrivo poiche mi sento chiamato in causa "quasi" direttamente.

    io sono uno di quei "facinorosi" che chiedono l’oscuramento del sito Pontifex. Non chiedo questo oscuramento perche’ sono un anticattolico, tantomeno comunista o satanista. Chiedo questo oscuramento per il piu’ semplice dei motivi : nessuno, e sottolineo nessuno, puo’ permettersi di offendere, insultare e dileggiare chi la pensa diversamente.

    Non sono mai entrato nel merito degli argomenti religiosi trattati da Pontifex. non sono un teologo e non possiedo gli strumenti per valutare certi articoli. posso dire di averne trovati alcuni interessanti (quelli teologici).

    Purtroppo la maggioranza degli articoli di Pontifex contengono concetti che porterebbero alla chiusura qualunque giornale.

    Caro Calabro’, secondo lei, chiedersi perche’ la madre di Nichi Vendola non abbia abortito per evitare la venuta al mondo di uno come lui, le sembra una cosa "giornalisticamente" corretta? Insultare con epiteti come "animale", "bestia", "depravato", "vita inferiore a quella animale" una persona per il solo fatto di essere gay le sembra accettabile? affermare che gli scandali di pedofilia nella chiesa sono solo montature degli ebrei sionisti che vogliono danneggiare la Chiesa di Roma le sembra accettabile? non la voglio tediare con ulteriori citazioni, conto sulla sua curiosita’ per andare a cercare ulteriori elementi su Pontifex.

    L’oscuramento di Pontifex dovrebbe essere un atto dovuto da parte delle Autorita’ ne piu’ ne meno di quanto lo sarebbe l’oscuramento di un sito di ultra’ di qualunque colore che inneggiano all’odio ed al razzismo.

    Si continua a dire che questa e’ una iniziativa anticattolica. questo non e’ vero. se fosse vero allora sarei qui a chiedere l’oscuramento di TUTTI i siti cattolici. non e’ cosi’. Continuo a chiedere l’oscuramento di Pontifex non perche sito cattolico ma perche sito omofobo, razzista ed antisemita.

    Sandro Storri

    • Di Paolo Calabrò (---.---.---.242) 1 settembre 2010 15:35
      Paolo Calabrò

      Gentile Sandro Storri,
      credo che alla base ci sia un equivoco. Le cose che cita Le sembrano offese, e dal Suo punto di vista sembrerebbe aver ragione. Il problema non è questo (se anche consentissi, a cosa gioverebbe?), ma è capire cosa intendono dire loro. Che parlano certamente in italiano, ma hanno una mentalità tanto diversa da quella - diciamo così - “comune” da risultare a volte incomprensibili.
      Prendiamo ad esempio il “caso Nichi Vendola”: quelle che possono sembrare a tutta prima ingiurie gratuite e sovraccariche, possono essere ricondotte all’evangelico “colui che dà scandalo sarebbe meglio se non fosse mai nato”. E ancora: “meglio che si leghi una pietra al collo e si getti in mare”. Posso anche dissentire (e dissento) sull’interpretazione, ma chi applichi alla lettera queste parole, concluderà a proposito di Vendola: Vendola è un omosessuale dichiarato; l’omosessualità è bollata dalla Bibbia come “depravazione”, qualcosa che “rende l’uomo simile alle bestie”; Vendola (come tutti gli omosessuali) è (eticamente) un mostro (e un depravato).
      Non c’è nessuna offesa. Per chi applica questo schema mentale, si tratta di una pura constatazione, la mera traduzione in parole di uno stato di fatto. Di più: non dirlo sarebbe reticenza, ove non addirittura apostasia. È un modo di pensare, molto più strutturato, cogente e in buona fede di quanto si potrebbe esser spinti a ritenere a una prima occhiata.
      Ricordi inoltre che la Chiesa cattolica sta ancor oggi cercando a fatica di liberarsi dal suo proprio antisemitismo interno (fino a pochi anni fa la Chiesa cattolica romana pregava pubblicamente per i “perfidi ebrei”). È un problema storico, non contingente; della Chiesa tutta, non di Pontifex. Del resto, sul giornale si esprimo illustri prelati ad oggi in carica, non ragazzetti in vena di guasconerie a sfondo religioso. La questione riguarda una interpretazione del cristianesimo, non un atteggiamento giornalistico. Al di là di ogni giustificazione, capire questo può già servire a impostare un eventuale dialogo (ma anche solo a comprendere il fatto in sé) su un piano di parità.
      Non dev’essere divertente - essendo omosessuale - sentirsi apostrofare, per ciò stesso, “depravato”. Ma, a parti inverse, anche loro - cui si dà nel migliore dei casi, del “bigotto” - si sentono offesi. Loro magari si ritengono cristiani nel senso più virile del termine (fino a sostenere la bontà delle crociate!), e poco si immaginano a paragone con una vecchietta ignorante che recita inconsapevolmente il rosario in latino. Loro sostengono di riportare la retta dottrina, e lo fanno a beneficio di questa propaganda, non a detrimento delle categorie bersagliate. Le categorie bersagliate sono quelle bersagliate dalla Bibbia: omosessuali, divorziati ecc. ecc. Loro non ce l’hanno con gli omosessuali in quanto tali: se la “retta dottrina” se la prendesse per qualche motivo con i venditori di angurie, loro si scaglierebbero contro questi ultimi. Per amor di verità. Niente di personale.
      Se l’oscuramento di Pontifex sia un atto dovuto da parte delle autorità competenti, non saprei dirLe. Non spetta a me decidere. Così come non mi sembra che Pontifex sia il quotidiano più pacifico e moderato che abbia mai letto; ma che istighi all’odio, non mi spingerei ad affermarlo.
      La richiesta di oscurare Pontifex non è una richiesta anticattolica: non tutti i cattolici pensano e parlano come Pontifex (io ne sarei un esempio). È però una richiesta antidemocratica, nella misura in cui Pontifex non delinque in alcun modo.
      Come ho cercato di evidenziare, Pontifex non è un giornale omofobo. Né razzista: non ho mai letto commenti razzisti, ma solo strali contro le altre religioni (anche la Fallaci, negli ultimi tempi, si arrabbiava con chi le dava della razzista: “non sono razzista - diceva - io non me la prendo con gli arabi, ma con i musulmani. La mia è una questione di religione, non di razza”). E non è più antisemita di quanto lo sia (nel suo complesso, che è perennemente in itinere) la stessa Chiesa di Roma.
      Cordiali saluti (e grazie per l’attenzione)

  • Di simone (---.---.---.24) 2 settembre 2010 10:59

    Buongiorno ho letto i suoi post e mi permetto, con umiltà e spirito dialogante, di fare alcune osservazioni.

    ma chi applichi alla lettera queste parole, concluderà a proposito di Vendola: Vendola è un omosessuale dichiarato; l’omosessualità è bollata dalla Bibbia come “depravazione”, qualcosa che “rende l’uomo simile alle bestie”; Vendola (come tutti gli omosessuali) è (eticamente) un mostro (e un depravato).

    >>>>Riguardo al caso Nichi Vendola... interpretare letteralmente il passo evangelico che Lei porta a difeda di Pontifex è una forzatura bella e buona: è ovvio che in esso si mira a indicare la gravità del gesto che lo scandalo porta con se e non al fatto che il peccatore dovrebbe suidicarsi. Diversamente si vedrebbe cadere il pilastro base del cattolicesimo, la misericordia del Padre, che <<non è venuto a giudicare il mondo ma a salvarlo>>, che <<non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva>>. E un’interpretazione letterale dei testi sacri è, la storia lo dimostra in modo egregio, dannosissima: non per nulla esiste il Magistero della Chiesa, non per nulla esistono gli studi teologici e i teologi e biblisti. Nel Levito leggiamo essere un abominio mangiare crostacei... ma non credo che per questo motivo Pontifex si metta a insultare tutti gli amanti dei frutti di mare. E’ importante capire i testi e non leggerli e basta: l’ermeneutica e l’esegesi servono a questo.
    Pertanto queste forme di fondamentalismo andrebbero se non stroncate almeno disconosciute fin da subito onde evitare fanatismi e distorsioni di quello che è realmente il messaggio evangelico.

    Ricordi inoltre che la Chiesa cattolica sta ancor oggi cercando a fatica di liberarsi dal suo proprio antisemitismo interno (fino a pochi anni fa la Chiesa cattolica romana pregava pubblicamente per i “perfidi ebrei”)

    >>> quel perfidis, sebbene possa essere interpretato come perfidi, può anche essere interpretato (in modo più coerente visto l’ambito nel quale la preghiera viene pronunciata) come increduli.
    Tanto è vero che già nel 1948 la Sacra Congregazione per i riti ritenne opportuno precisare che l’interpretazione all’accezione perfidis non fosse tanto quella di perfidi (e quindi malvagi) quanto di increduli.
    Ma molti dimenticarono questo fatto e strumentalizzarono la cosa per puro odio contro la Chiesa.
    Giovanni Paolo II parlò dei giudei dicendo: <<Siete i nostri fratelli prediletti e, in un certo modo, i nostri fratelli maggiori», la Nostra Aetate ha parole incoraggianti nei confronti dei giudei, gli disconosce tra l’altro (giustamente) ogni responsabilità nell’uccisione del Signore (cosa che Pontifex invece continua a non ammettere, andando contro un Concicilio che è, in ordine gerarchico, la massima autorità all’interno della Chiesa, si confronti il Codice di Diritto Canonico a riguardo).

    Del resto, sul giornale si esprimo illustri prelati ad oggi in carica, non ragazzetti in vena di guasconerie a sfondo religioso.

    >>>Per quel che ne so i prelati che si espongono (o per lo meno espongono pareri criticabili e fomentanti odio) sono tutti vescovi emeriti. Quand’anche fosse che un vescovo ordinario esprimesse la sua opinione... non vuol dire che questo vecovo rappresenti la Chiesa, non è la prima volta che la Sala Stampa vaticana è costretta a ritrattare le versioni di qualche loro esponente (non ultime le affermazioni del potente Segretario di Stato Tarcisio Bertone).
    E’ questa la cosa insopportabile: che ciò che dicono loro e chi la pensa come loro lo spacciano per magistero... diversamente è opera diabolica. Ma il Magistero... è ben altro.

    Loro sostengono di riportare la retta dottrina, e lo fanno a beneficio di questa propaganda, non a detrimento delle categorie bersagliate. Le categorie bersagliate sono quelle bersagliate dalla Bibbia: omosessuali, divorziati ecc. ecc. Loro non ce l’hanno con gli omosessuali in quanto tali: se la “retta dottrina” se la prendesse per qualche motivo con i venditori di angurie, loro si scaglierebbero contro questi ultimi.

    La retta Dottrina non ce l’ha con nessuno. Lo stesso Gesù ammise: i pagani e le prostitute vi passeranno innanzi nel Regno dei Cieli...
    La retta Dottrina non dimentica mai che ogni uomo è prima di tutto figlio di Dio, la retta Dottrina non dimentica mai quanto sia importante distinguere tra peccato e peccatore, tra errante ed errore.
    Nel caso dell’omosessualità la Chiesa condanna la pratica omosessuale non l’omosessuale in quanto persona. E quando qualcuno condanna una persona alla dannazione eterna, mi chiedo con che autorità lo faccia visto che neppure la Chiesa può dichiarare che una persona sia all’inferno visto che <<dove abbondò la colpa... sovrabbonda la tua misericordia>>. Si proclama che una persona sia in paradiso dopo che si sono accertati dei miracoli, ma di certo mai si è proclamato e mai si potrà proclamare che una persona sia finita all’inferno. Lo stesso Giuda, tanto vituperato, per santa Caterina da Siena è in paradiso insime ad altri. Balthasar, uno dei più apprezzati teologi di questo secolo nonchè di Benedetto XVI non ha problemi a sperare che l’inferno sia vuoto.
    Quando qualcuno, quelli di Pontifex in questo caso, condanna qualcun’altro all’inferno, non solo si allontana dal Magistero ma addirittura dal Vangelo e il loro peccato rientra in quel peccato gravissimo, quale quello contro lo Spirito Santo (che dice Gesù mai potrà essere perdonato), che raccoglie in se il disperare nella salvezza ossia il non credere che la misericordia divina possa lavare le colpe dell’uomo peccatore.

    Cordialmente

    Simone

  • Di (---.---.---.133) 2 settembre 2010 12:04

    Non ci sono offese? Qua si va sul sottile allora. Quindi - scusi eh! - dire "sei uno stronz*" è un’offesa, dire "sei un escremento rettale umano" no? Dire ad un gay "vergogna del genere umano" non è un’offesa? Secondo me è da querela. Poi se lei dice che è un problema di "schema mentale"... direi che possono addurlo come attenuante in tribunale, ma non è una giustificazione. Sennò, estendendo quanto detto dal buon Mazzetta, perché disegnare la svastica è un reato? Libertà di espressione per tutti!
    Per quanto riguarda lo scavare nella vita privata... Beh... Riportare informazioni trovate su Facebook non mi sembra invasione della privacy... E considerando gli strali inviati dallo stesso su tutte le categorie umane, esclusi i fan della "retta dottrina", e gli ammonimenti di carattere morale (moralistico sarebbe più corretto) che giornalmente pubblicano... Ridere un pò sul fatto che organizzi operazioni di chirurgia estetica in Thailandia mi sembra il minimo. Chiunque spara giudizi deve essere pronto a riceverne in cambio. Sennò abbandoni il gioco da subito.

  • Di (---.---.---.27) 19 luglio 2012 17:27

    Buonasera a tutti. Io spesso leggo gli articoli di Pontifex, come quelli di altri siti di stampo integralista, per motivi di studio. Trovo che molti contenuti siano altamente pericolosi per chi possa essere in condizione di fragilità psicologica (persone che hanno avuto un lutto, per esempio), e soprattutto per i bambini. Non sarebbe giusto zittire nessuno, ma inserire questo sito (come altri, ci mancherebbe) ed altri che ospitano molti degli articoli che vi si trovano, tra quelli che archiviano testi che possono urtare la sensibilità si. Come minimo ci vorrebbe un disclaimer in evidenza. Io mi riferisco specialmente agli articoli demonologici e parapsicologici. Possono turbare, anche profondamente. Grazie per l’opportunità di esprimersi.

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