Dopo vent'anni di berlusconismo non c'è di che sorprendersi, ma con l'avvento del governo dei capaci pensavamo di essere divenuti tutti un po' più maturi e seri. E invece no.
Le ultime settimane - fra capitani codardi, forconi spuntati e sindaci spalatori - ci hanno regalato una serie di gag davvero niente male per un popolo abituato da sempre a farsi ridere dietro dal mondo. E' nella nostra indole, e non se ne abbiano a male i soliti stagionali dell'ipocrita patriottismo, quelli "che pure gli altri c'hanno i loro difetti".
Noi italiani, per citare "Il Carbonaro", una spassosa striscia pubblicata dal quotidiano online "il futurista", siamo un popolo di "mammoni, piagnoni, pigri e svogliati. Ma anche ipocriti, furbi e paraculi [...] al contempo immorali e moralisti. Siamo tutto e il contrario di tutto, diciamo convinti una cosa e la neghiamo il giorno dopo. Ecco perché veniamo schifati dall'Europa: perché siamo degli spergiuri, dei chiagniefotti, dei tagliagole devoti alla Maronna. Popolo bue, popolo beo, popolo baubau. Portatori di pizza ai citofoni d'Europa, ecco il nostro destino". Ed io sottoscrivo in pieno.
Perché, per citare sempre un intervento della stessa rubrica, "io no, non credo. Non ci credo che questo Paese cambi, che diventi moderno e normale. Sì, fottutamente normale. Io vi odio italiani pecioni, raffazzonati, bugiardi. Sì, voi figli di Pinocchio, voi che sotterrate soldi perché ne cresca un albero, voi che correte dietro al primo Lucignolo, voi che anche quando ragliate da somari la colpa non è mai vostra, voi che pregate la Madonna mentre andate a puttane. No, non cambierà mai nulla in questo Paese. Viziati come quei cani che i padroni lasciano cagare al centro del marciapiede, come quei padroni figli di cane che senza la fattura c'è lo sconto. Vi ucciderei tutti, 58 milioni di volte...".
Esagero? Sono troppo ingeneroso? Sputo nel piatto in cui mangio fin dalla nascita? Può darsi. Ma quando guardo negli occhi i miei ancora piccoli e inconsapevoli figli e penso a quale società li attende, allora detesto me stesso per averli messi al mondo e i miei genitori sessantenni e tutta la loro egoista generazione che ha spremuto questo Paese come un limone vivendo a lungo al di sopra delle proprie possibilità. Per lasciare in eredità un cumulo di macerie sociali, economiche e morali a noi venuti dopo e a chi ancora ci succederà.
Schettino, quel pacioso italiano medio che ha causato la tragedia della nave Concordia, non è come pure alcuni indulgenti sociologi hanno azzardato nelle proprie analisi "un raro ed eccezionale esempio di cialtroneria capitato per caso al posto sbagliato nel momento sbagliato". No, perdio, lui è la regola! Perché di sciagurati simili se ne incontrano a bizzeffe in ogni ambito della società, anche in quelli in cui proprio non dovrebbero stare, e loro sanno bene di non essere l'eccezione né di suscitare, per questo, l'automatico disprezzo di chi li circonda e conosce.
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