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  Home page > Attualità > Cronaca > Il valore della vita in un appalto: dopo il terremoto, le responsabilità
di Emilia Urso Anfuso (sito) lunedì 13 aprile 2009 - 2 commenti oknotizie
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Il valore della vita in un appalto: dopo il terremoto, le responsabilità

 
Può una Nazione intera, riconsiderare la propria sorte, dopo una catastrofe naturale?
 
Potrà l’Italia, rivedere la condizione Sociale, la Politica, i fatti, le persone, con una attenzione diversa rispetto a prima? Prima. Prima di cosa? Prima dei morti. Prima dell’ennesima tragedia. Prima che un terremoto – l’ennesimo – squassasse non solo la terra, ma gli animi di tutti?
 
A mio avviso, non solo è possibile, ma ciò dovrebbe essere la giusta conseguenza di una serie incredibile di fatti e misfatti che costellano la storia d’Italia da decenni. Storia fatta di scandali. Di morti bianche sul lavoro, per incuria, superficialità, maggior guadagno. Storie di bambini morti per un documento firmato di fretta, senza alcuna verifica reale del fatto che una struttura scolastica potesse loro garantire almeno...il proseguio di una vita sul nascere.
 
Storie di appalti. Di gare inesistenti. Di imprese di Stato quasi sconosciute, e che eppure da anni detengono il 90 per cento delle opere edili in Italia.
 
Storie di personaggi di potere. Che hanno costruito il proprio potere attraverso le maglie di concessioni facili. Facili guadagni. Mazzette nemmeno troppo occultate, parte integrante ormai della cultura imprenditoriale italiana a tutti i livelli.
 
Personaggi talmente corruttibili, da scoprire esser contemporaneamente presidenti o amministratori delegati delle maggiori imprese a partecipazione statale in Italia. Intoccabili. Superprotetti. Miti irraggiungibili. Soprattutto dalla Legge.
 
Uno di questi: Massimo Ponzellini. Conosciuto e stimato – in certi ambienti – commercialista, inizia la propria scalata al successo politico imprenditoriale negli anni ottanta e negli ambienti della sinistra.
 
Giunge ad essere confidente di Prodi, finanziatore delle campagne elettorali di Rutelli e per volontà di Tremonti, nel 2006, anche amministratore delegato della Zecca dello Stato. Ma non solo.
 
Ponzellini sembra essere onnipresente ovunque si volga lo sguardo nel parterre imprenditoriale e politico. Lo ritroviamo Presidente di Ina Assitalia ed ex Viceresidente della BEI – Banca Europea per gli Investimenti – oltre ad aver ricoperto l’incarico di Presidente – dal 2002 al 2006 - della Patrimonio dello Stato s.p.a.

Perchè parlo di Ponzellini? Perchè dal 2007 è Presidente di quella Impregilo s.p.a. detentrice di tutti gli appalti delle grandi e medie opere in Italia: dal Ponte sullo stretto di Messina, alla Tav, alla Salerno - Reggio Calabria, fino al termovalorizzatore di Acerra e del più tristemente famoso in queste ore, ospedale di l’Aquila: crollato in parte “grazie” ad una immunità totale per tutto ciò che riguardi le opere appaltate da questa multinazionale.
 
L’ospedale de L’Aquila, aveva infatti ricevuto una formale richiesta di chiusura nel 2000, da parte della dirigenza del Ministero della Sanità per “non agibilità e mancanza di messa a norma” della struttura ospedaliera. Non è servito a nulla. L’ospedale non ha chiuso per ristrutturazioni, nemmeno mezza giornata. ...ci mancherebbe: l’appalto è in mano – in pratica – allo Stato stesso.

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