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Il tennis del 2013: i Nole e le Vika da battere

Victoria Azarenka batte una Na Li infortunata mentre Novak Djokovic supera in quattro set lo scozzese Andy Murray, i detentori degli Australian Open non cambiano. 

Tra il 26 e il 27 di gennaio sono state disputate tutte le finali degli Australian Open, il primo slam della stagione. Ci sono novità significative ma non nei vincitori. I campioni del singolo sono gli stessi del 2012... Victoria Azarenka conferma il suo primato nel ranking Wta mentre Nole Djokovic supera ancora una volta l'eterno rivale Andy Murray e le sfide con lo scozzese sembrano appena iniziate.

I gemelli Bryan non sono una news nel doppio maschile e nemmeno le ragazze azzurre Errani-Vinci in quello femminile. Tutto come prima quindi? Affatto, perché se l'anno scorso sembrava più merito di un periodo favorevole, soprattutto per la condizione tecnica e fisica di Vika e Nole, questi Australian Open hanno mostrato una cristallizzazione del cambio generazionale degli ultimi due anni. L'unica variabile importante per il tabellone maschile potrebbe essere il ritorno di Rafael Nadal, solo 26 anni per lui nonostante abbia già vinto tutto. Con un Federer a fine carriera e gli altri tennisti stabili sulle loro posizioni senza ombra di un margine di miglioramento l'unica rivalità è tra Djokovic e Murray.

Lo spagnolo o rientra prepotente a occupare la scena oppure, dovesse concludere la carriera per i problemi fisici alle ginocchia come Bjorn Borg, renderebbe il primato ATP una corsa a due tra il serbo e lo scozzese. Intanto Djokovic ha conquistato il suo quarto Australian Open, il terzo consecutivo superando Murray in quattro set. 6-7 7-6 6-3 6-2 il punteggio finale. Partita equilibrata per due set poi lo scozzese non ha sostenuto il cambio di ritmo di Nole e per inseguirlo ha iniziato a sbagliare.

Tutto apparentemente facile invece per Victoria Azarenka che batte l'infortunata Na Li in tre set. Facile perché la cinese si infortuna subito dopo aver vinto il primo set alla caviglia sinistra e ha una ricaduta proprio nella terza e decisiva fase sbattendo anche la testa nella caduta e perdendo la vista per un paio di minuti. Coraggiosa Li è tornata in campo ma nulla ha potuto contro la vivacità atletica e il gioco aggressivo della bielorussa. 4-6 6-4 6-3 il risultato. Apparentemente perché Vika non mostra ancora la sicurezza della numero 1, tanti i dubbi sul time-out "psicologico" che ha richiesto ai medici durante la semifinale e per di più nel corso di un suo passaggio a vuoto. Per il tabellone femminile è Serena ad essere giunta a fine carriera, principalmente per i problemi fisici che la tormentano, una volta alla schiena, una volta alla spalla, una volta al piede... Maria Sharapova ha un gioco che dipende dalle avversarie che incontra mentre la altre non mostrano la capacità di saper reggere la pressione dei grandi tornei. In sintesi l'unico vento di novità sono le quattro esordienti americane classe anni 90' e tra queste degna di citazione è Sloane Stephens.

Una preziosa semifinale per lei in questa edizione degli Australian. La novità più triste sembra per ora la fine dei gloriosi tempi Nadal-Federer e Williams-Sharapova, Clijsters-Henin sicuramente più accattivanti a livello di tecnica e impatto mediatico. Stiamo a vedere se anche la stagione della terra confermerà il dominio dei soliti oppure se giungerà qualche vento innovativo a scuotere i tabelloni. Della terra rossa si può già dire che la Sharapova è la dominatrice degli ultimi due anni e che nella bacheca di Djokovic manca solo il Roland Garros... Nadal permettendo. 

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