Si dice che la storia insegna, ed è vero. Il problema, spesso, è chi la impara e come usa l'insegnamento.
Sul referendum per l'abolizione del cosiddetto "Porcellum", ad esempio, la storia l'hanno imparata bene Parisi, Veltroni e parte del PD, Di Pietro e tutto l'IDV, Vendola e tutta SeL (che poi Vendola praticamente è SEL) ed altri. Hanno imparato dalla storia che si può far finta di rimediare alla disuguaglianza sociale attraverso una parvenza di uguaglianza politica.
Il diritto di voto basato sul censo non si può ristabilire e allora il rischio è che il suffragio universale che stabilisca una reale rappresentanza delle istanze popolari può anche mettere in crisi il sistema di potere delle classi dominanti.
Diceva Marx: «Il suffragio universale, col tenere di nuovo sospesa permanentemente la potenza attuale dello Stato, facendone una propria creazione diretta, non viene esso a sospendere ogni stabilità, a porre ad ogni istante in questione tutti i poteri vigenti, ad annullare l'autorità, a minacciare che la stessa anarchia assurga ad autorità?».
E quindi la borghesia, si domanda retoricamente Marx, non è forse costretta a «regolare il diritto di voto in modo che esso abbia a volere ciò ch'è ragionevole, ossia il dominio di essa?».
E infatti cosa propone il comitato referendario del "Firmo, voto, scelgo"? Di cancellare il Porcellum, che impone liste bloccate e scelte dai partiti e «di ripristinare quella sostituita.» Come? «Attraverso la reviviscenza delle norme precedenti, dopo l’esito positivo dei referendum per i collegi uninominali, si permetterà alle due Camere di essere elette attraverso le regole introdotte nel 1993 dal c.d. Mattarellum».
Cos'è il Mattarellum? E' quella legge elettorale che prevedeva un sistema misto abbastanza complicato e che in sostanza assegnava il 75% dei seggi con sistema maggioritario uninominale ed il restante 25% con proporzionale.
Ora, nei collegi uninominali si presenta un solo candidato per coalizione o partito e viene eletto quello che ottiene la maggioranza relativa. A parte il fatto, non secondario, che a vincere un'elezione potrebbe essere una coalizione che ha la minoranza dei voti nel Paese, rimane la questione principalmente propagandata dai referendari del comitato "Firmo, voto, scelgo" e cioè la scelta dei candidati che con il Porcellum è imposta dai partiti.
Ma in un collegio uninominale come quello previsto dal Mattarellum, dove non c'è neanche una lista ma solo un nome per coalizione o partito, chi lo sceglie quel solo candidato per coalizione? Ovvio, sempre i capi di partito. E gli elettori o votano quello o nessuno. Gira e rigira, con questo referendum sempre al punto di partenza si torna: scelgono i capi partito (o chi per loro), che mantengono anche senza Porcellum il proprio potere e la propria rendita di posizione ma ti fanno credere che hai scelto tu.
Ottimi ragionamenti, che facciamo ora? Noi cittadini non potremo più tornare in possesso del (...)
26/09 12:02 - francescoHai ragione tu Carmine , però nel caso che il voto mantenga le caratteristiche di schieramento (...)
13/09 09:19 - paoloFinecorsa > Ogni giorno il paese mostra i segni del suo declino. Ogni giorno si allunga (...)
12/09 19:34 - pv21