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Il problema della giustizia

Uno dei problemi cardine del nostro Paese è quello della giustizia. L'istituzione Giustizia riveste una straordinaria importanza in quanto vigila sul rispetto delle regole nei rapporti tra i cittadini, persone fisiche o giuridiche e tra questi e le istituzioni.

Questa delicata e fondamentale istituzione, nel nostro Paese è affetta da più di una patologia. Il suo prestigio, la sua imparzialità, la sua efficienza e la fiducia che essa riscuote presso la totalità dei cittadini non erano mai scesi tanto in basso.

La prova incontrovertibile del suo malfunzionamento è certificata dalla CEDU, Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, con le frequenti condanne per la eccessiva durata dei processi, condanne accompagnate con pesanti sanzioni pecuniarie che in fin dei conti vengono sopportate dai cittadini nella qualità di contribuenti. “Cornuti e mazziati", dice un detto popolare, quindi vittime perché sopportano un servizio di cattiva qualità e vittime perché per tale inadempimento, anziché riceverne un doveroso risarcimento, sono costretti ad accollarsene le sanzioni pecuniarie inflitte dalla CE.

Altra insopportabile anomalia è la spudorata politicizzazione di una parte non trascurabile dei componenti della compagine giudiziaria. Tale politicizzazione rappresenta un vulnus assolutamente incompatibile con una istituzione che per definizione deve essere e apparire, super partes, al di sopra delle parti.

La carriera in magistratura non deve essere interpretata come un trampolino di lancio per un passaggio alla carriera politica.

Un politico che prima di entrare in politica era transitato attraverso un iter giudiziario, in virtù del suo ufficio è venuto a conoscenza di notizie assai delicate e riservate, delle quali, una volta in politica, potrebbe servirsi per intimorire quando non ricattare i suoi avversari politici.

Altra anomalia da eliminare è l'eccessivo ricorso ai tribunali da parte dei cittadini. Una parte assai considerevole dei faldoni che si accumulano negli uffici giudiziari sono beghe di condominio. Alcune giustificabili ma moltissime sono cause bagatellarie, temerarie, emulative. In sostanza sono vertenze che non avrebbero ragion d'essere se la recente riforma del condominio fosse stata una vera riforma, nel senso di conferire agli amministratori poteri sanzionatori a carico di quei condòmini che non rispettano le regole e quindi si eviterebbero sul nascere gran parte delle liti.

La figura dell'amministratore di condominio presenta di per sé un'anomala ambiguità in quanto in virtù del suo ufficio, egli si vede costretto a sanzionare un certo numero di condòmini che in pratica sono i suoi datori di lavoro, datori di lavoro che alla successiva assemblea voterebbero contro la sua conferma.

La recentemente novellata legge sul condominio, avrebbe dovuto prevedere tassativamente l'obbligo sanzionatorio da parte dell'amministratore nei confronti dei cattivi condòmini cosa che è stata recepita solamente per quanto attiene ai casi di morosità .

Insieme ai magistrati, gli altri protagonisti sono gli avvocati che oggi soffrono per una crisi generale aggiunta ad una crisi del sistema imputabile alla recente chiusura di molti tribunali, ad un forte aumento delle spese processuali e alla progressiva abolizione dei giudici di pace, peraltro condivisibile, fattori che scoraggiano i cittadini vittime finali di una evidente denegata giustizia.

E' doveroso porre l'accento sulla circostanza che da un paese in cui il ricorso alla giustizia viene scoraggiato, come avviene da noi per i motivi esposti, fuggono imprese, capitali, cittadini. Imprese, capitali, cittadini che invece altri paesi attraggono con le conseguenze per l'economia che tutti possono immaginare.

Una diffusa pubblicistica, narra di un eccessivo numero di avvocati ma non chiarisce che molti di essi in pratica lavorano solo saltuariamente, denunciando guadagni irrisori, a cui si aggiunge che le cause più importanti si concentrano nelle mani degli studi legali più forti e organizzati.

Non ci resta che auspicare che l'attuale Guardasigilli, Andrea Orlando, persona equilibrata e capace, possa normalizzare questa fondamentale istituzione.

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