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di dAW (sito) mercoledì 30 marzo 2011 - 3 commenti oknotizie
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Il fallimento di Obama

Obama, il presidente cool è in grande difficoltà. Il Congresso è inviperito per la gestione della guerra in Libia. Si parla apertamente di impeachment. Di violazione dei poteri di guerra. E’ l’ennesimo pasticcio di Obama, che prima dà credito ai regimi, e poi li bombarda.

Non sono momenti facili, questi, per Barack Hussein Obama. Il Presidente più cool che ci sia è infatti impantanato in un’ imbarazzante polemica tutta interna, con un Congresso inviperito (eufemismo) per non essere stato minimamente avvertito dei propositi presidenziali in merito all’avventura in Libia. Lo scontro è talmente aspro che, al suo ritorno dal viaggio-vacanza in America Latina, Obama si è trovato sulla scrivania del proprio ufficio una lettera dello speaker della Camera dei Rappresentanti Boehner, il quale gli ha messo nero su bianco sette-domande-sette.

Una sorta di interrogatorio scritto con domande la cui sola lettura fa venire il mal di pancia a chi le guerre le decide. Qualche esempio? Ecco qua: “Signor Presidente, vogliamo che Gheddafi rimanga al potere oppure no?”, e ancora, “Qual è, per la Casa Bianca, la definizione di successo in riferimento all’operazione libica?”. Sostanzialmente, scrive il battagliero repubblicano Boehner, “vogliamo che il Presidente spieghi perché abbiamo attaccato la Libia.

Chissà se Obama sarà in grado di farlo, dal momento che fino ad ora ha lasciato campo a Hillary ed ha evitato di dire mezza parola interessante su tutta la vicenda. E quando ha parlato, non si è capito niente del suo pensiero, viste le continue oscillazioni che hanno trasformato lo Studio Ovale in una sorta di pendolo permanente.

La questione non è di poco conto. Fin dal 1973, infatti, il Presidente è tenuto a chiedere al Congresso l’autorizzazione per l’ingresso in un conflitto, piccolo o grande che sia. E Obama non l’ha fatto, tant’è che il Segretario alla Difesa Gates continua a dire che entro pochissimo gli Stati Uniti si sganceranno dall’operazione.

Il dissenso nei confronti del nuovo Carter (mai profezia fu più azzeccata) cresce ed è trasversale: il deputato democratico dell’Ohio Kucinich ipotizza addirittura la richiesta di impeachment, mentre Richard Lugar accusa il Presidente di “aver violato la risoluzione sui poteri di guerra”.

E se i Tea Party denunciano come la Libia non abbia mai attaccato gli interessi americani, il politologo Larry Sabato vaticina che “verranno scritti libri di Storia per narrare gli errori compiuti da Obama sulla Libia”.

Insomma, ennesimo pasticcio di un’Amministrazione che prima apre e dà credito a regimi e despoti, e poi si trova a bombardarli. Senza sapere neanche il perché. Ma si sa, se le bombe le sgancia Bush, si parla di crimini di guerra, se a lanciare più di cento Tomahawk in un’ora è il giovane Barack, non si dice mezza parola. Lui può, perchè è tanto cool.

di dAW (sito) mercoledì 30 marzo 2011 - 3 commenti oknotizie
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    di pint74 (xxx.xxx.xxx.125) 30 marzo 2011 21:58
    pint74

    CAmbiare tutto per non cambiare nulla. Dare l’illusione del cambiamento al popolino mettendo un presidente di colore e giovane ma che in realtà,come tutti i presidenti,deve obbedire a chi è più potente di lui. Le lobby industriali e bancarie che controllano in maniera indiretta il paese e con i loro soldi influenzano le decisioni. Le prove le abbiamo davanti . Guerre,crisi non risolta,disoccupazioni,i colpevoli della depressione economica a piede libero e sempre più ricchi. Questa democrazia,come la nostra ,è solo un illusione per farci continuare a sperare,lavorare e subire. Questo è il lio parere.

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