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Il Mediterraneo al centro dei trasporti


Ormai non si contano più i convegni a tema: il Mediterraneo deve diventare il nuovo "centro" di smistamento delle merci in arrivo dal Far East. Sulla carta la questione è semplice: le grandi navi che arrivano dalla Cina, sbarcheranno i loro containers in un qualche porto del Mediterraneo (uno dei cosiddetti "port of transhipment") e da lì i containers proseguiranno (su navi più piccole, i "feeder" vessel) per tutti i porti che si affacciano sul "Mare Nostrum" (il Mediterraneo, appunto).
La stessa cosa succederà con le merci che originano dal Centro Europa: ha senso che le merci prodotte nella Repubblica Ceka (tanto per fare un esempio) e destinate all’Egitto oppure a Israele, vadano ad imbarcare ad Amburgo?
No, vero!

Le facciamo venire in Italia e poi le imbarchiamo dai nostri porti, risparmiando anche, sia tempo che denaro.

Con la mia bella valigietta sono partito alla volta di Praga ed ho convinto un grosso spedizioniere locale a cambiare rotta ai suoi traffici. Basta mandare camion ad Amburgo! Meglio farli arrivare da me, a Milano... E poi ci penso io.

E per quasi tre mesi "camionate" di merce sono arrivate a Milano, per poi essere spedite in tutti i porti del Nord Africa, da Tunisi ad Alexandria, da Limassol ad Ashdod, da Istanbul a Malta.

Per la gioia del mio mandante (che risparmiava!), del mio magazzino (che movimentava più merce), dei miei trasportatori (che avevano più trasporti da gestire), delle Compagnie di Navigazione (che scalano i porti italiani), dei miei agenti nei porti di destino (che hanno visto aumentare i volumi).

Poi, improvvisamente, più niente!


Cosa era successo? I documenti doganali, che necessitano di una particolare attestazione (il visto uscire), restavano bloccati a Genova ed a La Spezia in attesa di non si sa quando.

Visto che invece, ad Amburgo, tali attestazioni vengono fatte in giornata, tutto il resto del mio lavoro è diventato inutile: la burocrazia (doganale) ha vinto, o meglio... Ci ha fatto perdere!

Ma il bello è che queste operazioni (che ormai dovrebbero essere "computerizzate" in tutti i porti italiani e registrate in "tempo reale") hanno questi tipi di ritardi solo a Genova ed a La Spezia. Se avessi imbarcato da Ravenna oppure da Venezia, la funzionalità sarebbe stata analoga a quella di Amburgo.

Intanto anche oggi, sulla stampa, leggiamo che la dogana offre "sofisticati livelli di informatizzazione" (cosa, ovviamente, NON vera!). E noi continuiamo a perdere traffici. Ma guai a parlar male della dogana.
 

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