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Il Duomo e il Concilio di Trento

Il Museo Diocesano Tridentino di Trento, ha organizzato due interessantissime mostre: “ Il Duomo di Trento tra tutela e restauro” e “L’uomo del Concilio, il Cardinale Giovanni Morone e il suo tempo” , testimonianze storiche per la città di Trento. Il Concilio fu indetto dal cattolicesimo quando le riforme luterane scuotevano l’Europa.

 
 
Il Museo Diocesano Tridentino di Trento, ha organizzato due interessantissime mostre: “ Il Duomo di Trento tra tutela e restauro” dal 9 dicembre 2008 al 15 marzo 2009, e "L’uomo del Concilio, il Cardinale Giovanni Morone e il suo tempo” dal 4 aprile al 6 luglio 2009, testimonianze storiche per la città di Trento.
 
Il Duomo di Trento, Cattedrale di San Vigilio, è il monumento più importante che meglio rappresenta l’identità, la storia della città di Trento, all’epoca la cultura artistica austriaca lo celebrava come un brillante esempio di architettura romanica dell’area mitteleuropea.
 
Negli anni, il Duomo è stato oggetto di complesse opere di restauro anche per la struttura architettonica, fino a giungere al restauro del Giubileo.
 
La mostra ha il fine di avvicinare il cittadino, il visitatore all’idea del restauro e della conservazione del monumento come un tutt’uno, un insieme dell’opera e non come due contrapposizioni.
 
Invece la mostra “L’Uomo del Concilio” mette in risalto la figura del Cardinale Giovanni Morone (Milano 1509 – Roma 1580), legato pontificio, che grazie alle sue qualità diplomatiche , nel tormentato sinodo tridentino, riuscì a portare a termine il Concilio.
 
Il Concilio fu indetto dal cattolicesimo quando le riforme luterane scuotevano l’Europa. Nel 1542 Trento, dopo anni di trattative, venne scelta quale sede più appropriata, soprattutto per la sua posizione geografica, entro i confini dell’Impero e perchè retta da un Principe Vescovo.
 
L’abilità del cardinale Morone fu ancora una volta risolutiva alla morte dei cardinali Gonzaga e Seripando, quando tutto sembrava svanire, salvò il Concilio.
 
Ma i conflitti e le inquietudini interne alla Chiesa non salvarono il cardinale Morone, accusato di eresia , subì un processo inquisitoriale per le idee sospette sulla giustificazione per fede e sulla venerazione dei santi e delle reliquie, quindi processato ed imprigionato il 31 maggio 1557 a Castel Sant’Angelo. Le accuse contro di lui decaddero poco dopo, ma l’orgoglioso cardinale pretese le scuse ufficiali del papa, che non arrivarono, e quindi egli poté essere liberato solo dopo la morte di Paolo IV il 18 agosto 1559.
 
 
 
 

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