Sfogliando diversi articoli sulle possibilità d’intervento nelle fasi post emergenza proprio come per il terremoto dell’Aquila, nel caso specifico mi è saltato all’occhio la voce: formazione di una squadra di psicologi e counselor per assistere le persone traumatizzate dal sisma.
Se la psicologia è conosciuta come disciplina terapeutica, il counseling è un approccio più recente che richiede nella fattispecie un approfondimento ulteriore vista la possibilità di operare su diversi campi, per individuare i bisogni del cliente e rafforzare i suoi punti di forza e capacità per la soluzione dei problemi.
Il counseling ha una lunghissima tradizione e affonda le sue radici nella psicologia, nella psicoanalisi, e più recentemente nel movimento umanistico.
Il rapporto che si instaura tra il “counselor” (l’operatore) e il cliente si basa sia sulla fiducia e sulla richiesta d’aiuto che sulla partecipazione attiva nella soluzione di conflitti personali o relazionali, o traumi legati a situazioni contingenti che richiedono l’attivazione di forze dinamiche per la loro risoluzione, singola o collettiva.
Le abilità di un counselor richiedono l’ascolto attivo, il formulare domande che aiutino realmente il cliente e non lo facciano sentire giudicato o sotto interrogatorio, la riformulazione dei suoi pensieri per aiutarlo a chiarificare e focalizzarsi sulle aree e questioni chiave che potrebbero essere difficili da gestire, la scelta di strategie appropriate rispetto alla situazione d’intervento, e l’empatia, cioè la capacità di “sentire” ed entrare in relazione umana col disagio manifestato.
Probabilmente le persone che possono più beneficiare di una formazione di counseling sono gli assistenti sociali, gli infermieri e gli insegnanti che lavorano a stretto contatto con altre persone come parte integrante della loro professione, entrando nella sfera delle emozioni e del vissuto dei singoli.
Ciò che mi ha colpito avvicinandomi a questo approccio terapeutico, è la possibilità reale di offrire una soluzione al problema presente del cliente, che prima di essere tale è una persona.
Se pensiamo alla popolazione abruzzese (per calarsi nella realtà quotidiana di un problema che abbiamo visto da vicino), la possibilità nelle fasi successive all’emergenza, di aiutare da vicino le persone che hanno vissuto il sisma, attraverso un approccio di accoglienza, empatia, dialogo, che dia fiducia alla ricostruzione in primis interna di un tessuto emozionale profondamente colpito da un evento inaspettato e violento, può portare gradualmente, alla riacquisizione di un’energia positiva necessaria alla ricerca della cooperazione, alla solidarietà collettiva;
Grazie One plus One per il tuo articolo. Sono una Gestalt Counselor che ama questo lavoro come (...)
06/05 15:23 - silviaNell’articolo manca l’essenziale: il counseling è sostanzialmente un business che fa leva sul (...)
06/05 15:11 - Truman BurbankUn grazie a ONEplusONE per questo articolo nel quale si parla di counseling in modo serio e (...)
05/05 19:16 - Danieleho letto l’articolo con molto interesse ed anche i vs commenti- quale cliente, paziente prima (...)
05/05 13:59 - nutellaCaro Nicola, grazie del tuo commento. Volevo dirti che non volevo fare una gerarchia di merito (...)
05/05 13:51 -Alcune affermazioni sono errate. Lo psicologo è di per sè un esperto in counseling (...)
05/05 13:01 - Nicola