Una lettera di Bignone è stata letta durante la cerimonia dalla moglie. Un testo d’affetto e di riconoscimento dedicato ai colleghi, agli amici ed ai ragazzi di libero futuro ed addiopizzo.
Ogni aggettivo oggi è superfluo, perché Mario "era un uomo speciale, che mi ha trattato come una principessa amandomi profondamente e mordendo la vita in questi mesi”. A dirlo è stata Giovanna, la moglie di Mario.
La donna visibilmente commossa e con la voce rotta dal pianto ha letto durante i funerali del marito in cattedrale una lettera che Bignone aveva scritto per i suoi ‘ragazzi’ della Catturandi.
“Da 19 anni - c’era scritto nella missiva - faccio questo mestiere e conosco la paura e la fatica. Ricordo ancora lo smarrimento di quando mi allontanai da Napoli, lasciando un universo di affetti e legami”. Poi rivolgendosi direttamente ai suoi uomini Mario scrive: “Voi avete il merito di aver combattuto e vinto, superando ostacoli che altri vi hanno frapposto da Brusca a Nicchi. I ragazzi della Catturandi e di ‘Addio pizzo’ - conclude Bignone - sono la rivincita di Palermo e il riscatto di questa terra”.
Poi nella lunga lettera letta dalla moglie Giovanna il capo della Catturandi chiede “scusa” ai suoi uomini, per tutte le volte in cui non ho saputo rispondere alle vostre domande”. Bignone ringrazia poi il capo della squadra mobile Calvino, “perché senza di te niente di quello che abbiamo realizzato sarebbe stato possibile”. Infine nella commovente lettera c’é spazio anche per un grazie al questore, Alessandro Marangoni, che “ha creduto in noi. Difenda sempre - conclude Bignone - l’operato dei miei ragazzi”. Un lunghissimo applauso ha riempito la cattedrale al termine della lettura della lunga missiva.
“Da questa cattedrale parte una promessa: la nostra Istituzione è forte, onesta, trasparente, continuerà e raggiungerà gli obiettivi che ci eravamo promessi e di cui parlavamo anche durante la sua malattia”. Lo ha detto dalla Cattedrale di Palermo il prefetto Antonio Manganelli.
Nel corso del suo commosso intervento il prefetto Manganelli si è rivolto direttamente a ‘Mario’. “Oggi abbiamo un dovere in più -ha proseguito- quello di testimoniare il tuo impegno, e raggiungere i tuoi risultati in tuo nome e per il bene del paese”.
“Siamo qui - ha proseguito - per dirti un semplice grazie, per la generosita’, il coraggio, la forza, la passione e gli straordinari risultati che hai conseguito e per essere stato di esempio per i tuoi ragazzi lavorando fino all’ultimo giorno, mentre la malattia ti divorava”.
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