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Ho visto una partita su Justin.tv E’...

Ho visto una partita su Justin.tv

E’ inutile fare troppi giri di parole. Sui circuiti peer-to-peer, con gli annessi e connessi fantomatici canali cinesi, una partita di calcio non si vede: al massimo, si può sbirciare.

E in un’epoca in cui la domenica pomeriggio è consacrata ad attività semi-coatte, come le temutissime feste di compleanno in cui i bambini sono adorabili, ma i genitori sono quasi sempre insopportabili, la visione della partita di campionato recupera una dimensione carbonara, un po’ come quando Fantozzi si portava la radio al cineclub, anch’esso coatto, prescritto e con foglio di presenza aziendale.

E quindi la partita rimane qualcosa di arcano e immaginifico, com’era una volta il Giro d’Italia, raccontato per sentito dire da chi si è imbattuto più o meno casualmente nel puntuale urlaccio del telecronista della radio locale. E poi, se per caso si torna a casa un po’ prima del previsto, ci sono "gli ultimi 20 minuti", che sembrano fatti apposta per essere sofferti fino all’ultimo, ovviamente non sulla pay-per-view ma su Justin.tv.

Per chi non lo sapesse, Justin.tv è l’ennesima piattaforma per il "social video streaming", che permette a chiunque non solo di trasmettere il proprio "ego francobollato" con l’immancabile chat di fianco, ma addirittura di reinviare al potenzialmente infinito pubblico del web qualsiasi sorgente video, anche la più protetta e vietata, come sono i match della serie A.

Ed è proprio quello che fanno decine di misteriosi utenti senza volto, che quasi sempre coincidono con il più smanettone tra gli iscritti di un club di tifosi. E così, a noi più o meno innocenti "fruitori" di questa specie di buco della serratura sull’Italia pallonara, si apre la possibilità di vedere, o meglio, intuire qualcosa di quello che succede in campo, ovviamente - dati i limiti della tecnologia - tra mille sorprese e imprevisti.



Intanto, se i vicini di casa, come spesso accade, dopo il barbecue con gli amici si sono piazzati davanti al loro plasma 52 pollici con turbo dolby surround per vedere la diretta di SKY, si pone il problema della latenza: così che se la Roma, come nel mio caso, ha segnato, il loro potente urlaccio collettivo si sente circa 40 secondi prima, con il risultato di produrre uno strano melange emozionale tra l’ovvia felicità per la rete messa a segno e la non meno scontata l’invettiva per aver visto il gol in ritardo, come fosse stato surgelato.
 
A questo inconveniente si può porre rimedio con dei buffi paraorecchi invernali, oppure tenendo le cuffie del PC a palla, ma in questo caso ci si deve sorbire - ovviamente a tutto volume - il commento in lungua thai o cinese, esperienza che non raccomanderei al mio peggior nemico.

Ma questo è il meno: se la partita - come domenica scorsa - è tiratissima, poco prima del gol segnato o mancato di un soffio l’immagine si blocca su un solo fotogramma, come è accaduto ieri, al novantesimo, sul 2 a 2, dopo che la palla ha cominciato a danzare nell’area cagliaritana, come fosse un gol al novantesimo in cerca d’autore. Sulla sinistra del fotogramma bloccato si vedeva uno stinco, anch’esso surgelato. Per tutti quegli interminabili secondi di blocco, insomma, ho avuto il tempo di cercare di capire se lo stinco fosse quello del sopraggiungente Vucinic, fino ad allora autore di una prova incolore, e probabilmente in cerca di un catartico riscatto.

Dopo circa un minuto di "still frame", in un tripudio di radiografie dello stinco e di balistica applicata, l’esito dell’azione mi viene rivelata non dalle immagini - che non ne vogliono sapere di ripartire - ma dal rianimarsi della chat, che per tutta la partita aveva vomitato solo scambi di insulti in dialetto nurago-romanesco. Con le immagini ancora ferme, nella finestrella testuale iniziano ad apparire lunghe file di "GOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLL" e "MA VAFFFFFFFFFFFFF". Poi riappare l’audio, e si capisce che Vucinic (che è già in mutande sotto la curva) ha effettivamente segnato. Mi tolgo il paraorecchi e posso constatare che anche i vicini si sono uniti all’orgia collettiva. La cosa più inquietante è l’audio del pirata benefattore che comincia a urlare anche lui nel microfono di "Justin". Non è un’esultanza, direi più una crisi epilettica, un conato di vomito che fa temere per la salute, specialmente gli amici che in chat - evidentemente - lo conoscono bene. Mi immagino un lago di crema di piselli Campbell’s ai suoi piedi, proprio come ne "L’esorcista".

Poi torna a funzionare lo streaming, e c’è il tempo per vedere il replay di questo bizzarro gol in zona cesarini. Fuga di Menez sull’out sinsitro, palla in mezzo per Montella che tira sulle gambe di un difensore, palla che arriva a Vucinic che di piatto destro - non il suo piede - spedisce alle spalle del purbravoeincolpevolemarchetti, che nulla può.

Non abbiamo assistito a un evento sportivo, abbiamo solo giocato con le nostre puerili emozioni di tifosi. Ma per questo "Justin" può bastare e avanzare.

Commenti all'articolo

  • Di Mario (---.---.---.28) 20 dicembre 2008 12:48

    Mi permetto di far notare che ci sono molte alternative a justin tv. Scaricare programmi come sopcast, tvu player etc. consente il piu delle volte di vedere la partita molto bene.Certo non senti i commenti dei vari Bergomi, Caressa etc. ma la partita la vedi eccome

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