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Gli svarioni di Tremonti ad Annozero

Il Ministro dell’Economia si esibisce in una lezione su crisi e globalizzazione ad Annozero. Dimenticando qualche piccolo dettaglio come la bolla immobiliare e le sue strampalate proposte negli anni scorsi. Sempre però con l’aria del professore..

Durante l'ultima puntata di Annozero ho riscoperto il piacere di essere in disaccordo con tutto quanto detto da un ospite. No, non si trattava di Piero Ostellino (con lui ho smesso di essere in disaccordo da quando ho smesso di leggere le sue contraddizioni di termini che si ostina a chiamare articoli).

Parlo invece di Giulio Tremonti. Giusto per inquadrare il personaggio ricorderò solo alcune delle proposte lanciate negli anni dal ministro dell'Economia: dazi contro la Cina, Robin Tax (scaricata immediatamente dai petrolieri sui consumatori, il tutto alla vigilia di un pauroso aumento del prezzo del petrolio), vendita delle spiagge italiane ai privati (a prezzi di saldo ovviamente).

Con la sua aria da professore è riuscito a riassumere in dieci minuti la crisi finanziaria del 2008 e addirittura la crisi del debito sovrano dell'Irlanda senza pronunciare le parole bolla immobiliare. Fosse stato un suo alunno a fare questa ricostruzione tanto spericolata sarebbe tornato a casa sui libri a studiare per l'appello successivo in seguito ad una bocciatura fulminea. Nonostante lo sfondone in storia economica (nemmeno tanto storia, dato che è anche attualità) ha proseguito a dare lezioni a tutti con le sue simpatiche frasi "prima di parlare bisogna sapere che..", "ti informo, nel caso in cui non te ne fossi accorto..", "se non capite questo ragionamento allora..".

Notevole è stata anche la frase "la democrazia non è un McDonald, non si esporta" (ma che strano, mi pareva aver sentito dire l'esatto contrario da tutto il governo Berlusconi 2001-2006 nel caso dell'intervento militare in Iraq) e la consueta modestia nel dire che lui aveva già capito tutto della globalizzazione nel 1994 con un libro intitolato "Il fantasma della povertà". Strano perché poi le sue politiche di bilancio tra il 2001 e il 2004 furono ritenute talmente indecenti perfino dalla sua maggioranza da costringerlo alle dimissioni da ministro dell'Economia.

Il tutto condito con l'aria del filosofo e dell'economista (ma se dice certe cose sarà davvero economista?), come se non fosse lui al governo, non fosse lui il ministro dell'Economia, non fosse lui a guidare questo Paese ma lì solo a bacchettare gli altri ospiti quando con timidezza lo contraddicono.

Caro Tremonti se la sua vocazione è quella torni in cattedra a insegnare e a lucrare maxi-consulenze da tributarista a banche, assicurazioni e società finanziarie (le stesse che hanno causato la crisi, almeno secondo il suo ragionamento). Saremmo disposti addirittura a sopportare il suo ditino alzato e i suoi discorsi altissimi (tanto alti che stanno sulle nuvole) ma almeno ci farebbe felice abbandonando quella poltrona da cui riesce soltanto a pontificare.

 

Credits Foto: http://www.televisionando.it

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.242) 13 marzo 2011 12:56

    Conti in tasca >

    Il PIL del 2010 è pari al 94,7% di quello ante-crisi (2007). Salvo nuove amare sorprese, non si prevede di tornare ai valori ante-crisi prima del 2014.
    Nel contempo l’inflazione è cresciuta del 7,4% e la capacità di spesa delle famiglie si è ridotta di oltre 800 euro.
    In soli due anni il Debito pubblico è aumentato di quasi 190 miliardi ed ha raggiunto i 1850 miliardi (30mila euro per cittadino). Anche l’indebitamento privato delle famiglie è cresciuto del 28,7% sfiorando i 20mila euro.

    Il CNA calcola che nel 2010 il 53% dei pensionati vive in condizioni di precarietà economica. La disoccupazione “reale” staziona all’11%. Risulta disoccupato 1 giovane su 3 nonostante che 1 giovane su 5 abbia ormai rinunciato a cercare lavoro.

    “Siamo nella direzione giusta”, commenta Tremonti.
    “Solo noi possiamo ammodernare l’Italia”, assicura Berlusconi.
    Intanto la crisi, ex-ripresa passata a “semi-crescita”, pesa su imprese e famiglie come Se fosse Stagnazione

  • Di gianluca (---.---.---.150) 13 marzo 2011 13:40
    gianluca

    Queste sono le risultanti di avere un ex socialista come ministro dell’economia. Ridicole sono le dichiarazioni di questo governo in merito ad una "rivoluzione liberale", quando si ha come ministro delle finanze un campione dello statalismo protezionista.


    ancora più triste è rendersi conto che la platea presente in una trasmissione del servizio pubblico, che vuole avere come scopo la chiarificazione della situazione economica e politica globale, sia totalmente appiattita sulle stesse idee (solo leggermente declinate in base alla propria militanza politica).

  • Di paolo (---.---.---.70) 13 marzo 2011 16:15

    D’accordo con Gianluca , il dott. Tremonti è venuto nella gabbia dei leoni , ha fatto una lezioncina in stile " Luiss" o " Bocconi " con disegniucci anche piuttosto tristi e tutti in religioso silenzio ad ascoltare un ministro che doveva essere il campione delle liberalizzazioni e delle iniziative di rilancio dell’economia . Della situazione che riguarda il paese poco o nulla .Effettivamente non ho molto capito il senso della trasmissione . Boh !

  • Di (---.---.---.111) 13 marzo 2011 23:38

    L’economia mondiale di oggi è spaventosamente fragile, è sufficiente che ad un Amministratore Delegato di una banca parta la follia perchè milioni di famiglie si ritrovino sull’astrico, è inaccettabile. Viviamo in un mondo senza più valori, morale non c’è credo religioso che tenga, il tutto condito dal fatto che quasi sempre chi comanda è arrivato lì per raccomandazioni, e quindi non avendo seguito un percorso fatto di onestà e sacrifici non è nemmeno in grado di percepire il reale rischio, e se lo vede se ne frega...Questo può essere risolto soltanto da noi, si cari, cambiando noi per primi ogni piccolo gesto della nostra vita, facendo scelte sagge e non rivolte al solo tornaconto personale, aiutarci a vicenda, e quando le cose vanno storte perchè vanno storte, bisogna continuare ad insistere sull’onestà e il rispetto del prossimo e non dire ok ora mi vanno male le cose faccio come tutti me ne frego, NO !!! dritti per la strada senza paura che alla fine avremo noi la meglio, il bene vince sempre.

  • Di gianluca (---.---.---.245) 14 marzo 2011 00:01
    gianluca

    ecco il commento del collettivo Noisefromamerika alle esternazioni di del tributarista ad Anno Zero

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