• AgoraVox su Twitter
  • RSS
  • Agoravox Mobile

 Home page > Attualità > Mondo > Gli equilibrismi di Berlusconi in politica estera

Gli equilibrismi di Berlusconi in politica estera

Berlusconi e la sua possibile "spada di Damocle" futura: la politica estera

Se in Politica interna Berlusconi sembra per il momento non avere rivali, anche per la fetta consistente di elettorato che è dalla sua parte, in Politica estera si addensano su di lui alcune nubi. Ciò avviene proprio nel momento in cui le sue scelte strategiche sembrano sortire effetti positivi e forse insperati. La mediazione da lui operata per ammorbidire i toni altrimenti accesi tra Russi e Americani gioca a favore dell’Italia, la cui credibilità non sempre è stata riconosciuta da tutti. L’accordo con Gheddafi per compensare i danni coloniali subiti dalla Libia è stato un modo molto efficace e disinvolto per spuntare futuri contratti a condizioni favorevoli nel campo delle fonti energetiche di cui il paese africano è ricco. Infine, non sono da sottovalutare, per il notevole ritorno di immagine che hanno generato, i 5 milioni di euro spesi per rimettere in sesto l’obelisco di Axum, restituito da poco agli etiopi. Il messaggio che si è voluto dare in questo caso è che l’Italia, a differenza di altre potenze coloniali, ha fatto definitivamente i conti con il proprio passato.

 

E’ tuttavia dai successi che nascono le possibili crisi. E nel futuro prossimo l’equilibrismo di Berlusconi amico degli Stati Uniti e nello stesso tempo della Russia, si troverà certamente al bivio di una dolorosa scelta.

Oggi l’Italia fa affari con L’Iran e con la Libia, ma domani che accadrebbe se si acuisse la tensione in Medio Oriente ?

Oggi l’Italia è amica di tutti; degli iraniani come degli israeliani, dei Russi come degli Americani, degli Etiopi e degli Eritrei. Ma se gli scenari dovessero cambiare un Berlusconi non potrebbe più bastare, a meno che non si metta a fare l’Andreotti, o il….D’Alema.

Commenti all'articolo

  • Di virginia (---.---.---.96) 7 settembre 2008 13:32

    La politica non si fa con i "se", Lo si dice da sempre. lo hanno ripetuto molti editorialisti importanti. Allora perché, dopo aver elencato tante mosse positive, si deve, pur di dire qualcosa contro Berlusconi, prevedere (auspicare ?) un possibile futuro di disfatta?
    "Wait and see" dicono gli americani, molto più concreti e meno fantapolitici di noi.

    • Di ghigo elli (---.---.---.184) 7 settembre 2008 16:32

      Non si tratta di avercela con Berlusconi ma di sottolineare i punti critici di una politica estera che non è stata neanche argomento della tornata elettorale e che si vuole demandare agli equilibrismi dei singoli. Oggi che tutto va bene non ci sono problemi, ma domani ? Basta con gli schieramenti pro o contro il Governo. Guardiamo con obiettività le cose.

  • Di Elia Banelli (---.---.---.231) 7 settembre 2008 16:25
    Elia Banelli

    Mentre tutti i Ministri degli Esteri rinunciavano alle vacanze di ferragosto per lo scoppio della guerra tra Russia e Georgia, l’unico politico italiano che si godeva il sole alle Maldive con la sua giovane Chantal era il nostro glorioso Franco Frattini.
    Al di là della tristezza dell’episodio, due considerazioni:
    Per fortuna esiste ancora (per quanto?) un’opposizione civile e democratica al governo Berlusconi, che non è affatto "senza rivali per la fetta consistente dell’elettoraro dalla sua parte. (...)" ma che ogni giorno trova una fetta importante di cittadini (e purtroppo una parte minima della politica) che fanno il loro dovere per ricordare agli italiani che governo sciagurato (e che classe politica degenerata) ci ritroviamo.
    Il feeling tra Berlusconi e Gheddafi non mi pare una grossa novità, mentre l’ambiuga gestione del conflitto in Caucaso ha evidenziato la difficoltà di essere contemporaneamente amici di George e di Vladimir.
    Infine c’è da dire che l’Italia ha risolto i suoi problemi coloniali rispetto agli altri paesi occidentali, forse perchè l’Italia non ha mai avuto una vera e forte politica di espansione territoriale, eccetto le malcapitate Libia, Eritrea ed Etipia. Riparare i danni sarebbe davvero il minimo, ignorando anche le velleità autoritarie dei Gheddafi di turno.

    • Di Ash Wallace (---.---.---.231) 7 settembre 2008 23:42
      Ash Wallace

      mah io non ho visto tutti questi effetti positivi, secondo me finiamo solo per essere poco considerati sia dall’uno che dall’ altro. Ah i patti con la libia sono una cosa che dura da anni e ha attraversato molti governi è difficile attribuirli a qualcuno

  • Di Ghigo Elli (---.---.---.184) 8 settembre 2008 19:11
    Ghigo Elli

    La scelta di guardare all’Africa non è sbagliata se sorretta da umiltà e rispetto per gli interlocutori. Del resto la Cina è già da qualche anno che sta investendo nel continente africano e Sarkozy ha varato da poco l’Unione mediterranea. Il fatto che noi abbiamo un passato coloniale può facilitarci nei rapporti con certi paesi, come per esempio la Libia, ricca di materie prime o di energia, o i paesi del corno d’Africa che grazie ad una favorevole ubicazione potrebbero nel futuro avere un discreto sviluppo. L’importante è non mostrare un volto arrogante.

Lasciare un commento




    Sostieni AgoraVox

    (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

    Attenzione: questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell'articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista... Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

    Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

    I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l'articolo nello spazio I commenti migliori

    Un codice colorato permette di riconoscere:

    • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
    • L'autore dell'aritcolo

    Se notate un bug non esitate a contattarci.








    Palmares