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Il collasso dell’Islanda

In poco meno di un anno l’Islanda è divenuta, da paese con un reddito pro capite tra i più alti d’Europa, uno dei più insicuri in cui vivere.

Fino a poco tempo fa era un’isola da sogno, dove tutto andava bene e nessuno aveva da lamentare niente. Persino la vicinanza al Circolo polare artico non costituiva un problema, visto che la famigerata “corrente del golfo” mitigava le temperature, altrimenti rigide. E poi c’era e continua ad esserci un’attenzione smisurata verso le tematiche ambientali, anche se la ripresa della caccia alle balene ha certamente nuociuto all’immagine del paese, che continua tuttavia ad avere delle chiare punte di eccellenza. Prendiamo per esempio il reddito pro capite, tra i più alti del mondo con 45 mila dollari l’anno. Ma anche nel campo delle politiche energetiche si sfiora la perfezione con l’utilizzo di fonti “pulite” e rinnovabili, nell’ordine di oltre il 75% del fabbisogno nazionale. Che cosa può mancare dunque a quest’isola che ha trecento mila abitanti immersi nel benessere ? Niente, eccetto i fattori esterni. Nell’epoca del “mercatismo” e della globalizzazione assoluta quello che accade nel mondo si deve per forza riverberare anche nella remota “isola dei ghiacci”. La crisi dei mutui statunitensi ha finito per travolgere così le più importanti banche islandesi che, a corto di liquidità anche per operazione ardite messe in piedi nonostante la congiuntura non favorevole, adesso rischiano il definitivo KO.
I dati economici del paese sono subito sprofondati, con la moneta nazionale che si è deprezzata di quasi il 30%, mentre l’inflazione sfiora quota 12%, a fronte di un debito pubblico che è cinque volte superiore al prodotto interno lordo. Altro che Italia, qui si va molto peggio…Tanto che si è reso necessario l’intervento urgente ed immediato delle Banche centrali di tre paesi vicini come la Svezia, la Norvegia e la Danimarca, che hanno concesso crediti per un miliardo e mezzo di euro, al fine di scongiurare il fallimento finanziario del paese. Quella che tre-quattro mesi fa sembrava un’influenza, si è invece rivelata una severa polmonite tanto che il Governo è dovuto intervenire per rilevare il capitale delle maggiori banche che stavano annaspando. Intanto ci si è fatti avanti per chiedere un sostanzioso aiuto alla Russia, nell’ordine di quattro miliardi di euro.


L’Islanda è ormai sull’orlo della bancarotta e soltanto un miracolo può davvero salvarla.


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