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 Home page > Attualità > Mondo > Gaza - Uccisi operatori umanitari dell’ONU

Gaza - Uccisi operatori umanitari dell’ONU

E’ guerra e non si guarda in faccia a nessuno.

Soldati, civili, uomini, donne e bambini, ognuno può essere il bersaglio di questa maledetta guerra.

Ieri sono stati colpiti anche mezzi dell’ONU che stavano portando soccorsi ai civili sotto assedio.

Sono morti un operatore ed un autista delle Nazioni Unite in tarda mattinata, mentre percorrevano il passaggio a nord di Gaza che porta ai territori falcidiati dai fuochi di guerra.

I mezzi erano identificabili anche da molto lontano dice il portavoce delle Nazioni Unite, non potevano essere scambiati per bersagli nemici, esponevano la bandiera dell’ONU.

Il portavoce dell’agenzia ONU per i rifugiati della Palestina (UNRWA), ha anche riferito che saranno sospese tutte le attività di supporto umanitario dell’ONU dopo quanto accaduto, fino a che non saranno garantite le dovute protezioni agli operatori umanitari.

Viene evidenziata la stranezza di queste uccisioni in quanto i movimenti degli staff delle Nazioni Unite venivano condotti e coordinati in collaborazione con i militari Israeliani.

Anche il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon ha condannato le feroci uccisioni dopo il 13° giorno di guerra.

Anche in questo caso è stato violato il diritto Internazionale di soccorso ai profughi e rifugiati.

Questa guerra non concede neppure il diritto minimo della assistenza umanitaria e sanitaria.



Giusto o sbagliato siamo in guerra.

Non servono pacifismo, giustizialismo o quant’altro.

L’ONU, da parte sua, non stà muovendo alcuna azione o intervento di mediazione al fine di bloccare il conflitto.

Quali sono a questo punto le sue funzioni di organo sovrano?

Perchè non interviene in una situazione di tale gravità?

Purtroppo anche in questo caso emerge la debolezza di questa istituzione che dovrebbe essere l’ente sovranazionale più importante nel mondo, che dovrebbe essere promotore di interventi di rilevante portata, costruttivi e propositori.

A questo punto mi chiedo chi si farà promotore dell’avvio di un piano distensione e di interruzione delle ostilità? L’Europa ne avrebbe il pieno diritto e dovere in quanto è la più vicina agli interessi di queste due Nazioni che si affacciano al suo stesso mare Mediterraneo, ma qui politicamente non si riesce ancora a trovare un accordo.

Gli Stati Uniti sono momentaneamente in attesa del nuovo Presidente quindi senza una testa pensante e decisionale.

Non resta che aspettare l’intervento di una politica virtuosa emergente che si faccia avanti e promuova un piano allargato di confonto tra le Nazioni contendenti e mediatori credibili.

Commenti all'articolo

  • Di e633 (---.---.---.143) 9 gennaio 2009 14:15

    Si ma... uccisi da chi? Da soldati israeliani? Da Hamas? Da un leone della savana? Da un meteorite? Da un fulmine? Dal fantasma di Arafat?

    • Di Paolo (---.---.---.145) 9 gennaio 2009 20:30

      Dalle tue parole mi sembra di ascoltare il bambino che guardava il dito dell’anziano che invece indicava la luna. Ebbene tu stai guardando il dito.
      Il merito della questione è più profondo del commento molto puerile da te espresso.
      L’articolo vuol inquadrare come elemento di rilievo che anche le forze di sostegno umanitario di un ente sopra le parti non sono sufficientemente protette e non è scontata la loro sicurezza.
      Anzi sorge il dubbio che qualcuno le abbia volute colpirle volontariamente.
      Per quale scopo?

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