Fare della strategia aziendale è difficile di questi tempi, soprattutto considerando che le aziende e il loro futuro, come le loro scelte imprenditoriali, dipendono dalla scacchiera internazionale, dal pericoloso gioco politico, dal mantenere i giusti rapporti ed equilibri.
Non si tratta di produrre bene, mantenendo costi e prezzi competitivi per poi vendere all’estero la propria produzione, no, nell’economia, come in tanti altri settori, la patria non trova più spazio, solo il pensiero è fare retorica, demagogia, solo il termine è superato, obsoleto, non più competitivo.
Bisogna sottostare alla legge del potente altrimenti ti tagliano fuori dal mercato, non ti fanno più vendere nemmeno uno spillo, ti fanno terra bruciata tutt’attorno.
Il comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha stanziato 300 milioni di euro per Pomigliano. Marchionne insiste: «Fiat punto fermo di questo Paese».
Vi racconto una storia.
Un signore due mesi fa, spinto dagli incentivi e da qualche soldo messo da parte, decide di rottamare la sua auto euro 2 con una nuova Fiat punto.
Eravamo nel mese di aprile, fine aprile.
Sceglie la sua bella auto, rigorosamente Fiat perchè, questo signore, ci tiene al made in italy, ci tiene a dare una mano ai suoi connazionali in un difficilissimo momento di crisi, lui che ora è in pensione sa cosa vuol dire la cassa integrazione, la paura di perdere il posto, il terrore di non poter pagare le bollette o l’affitto di casa.
Tutto concordato: il colore, gli optional e tutto il resto. Domanda il signore: - quando sarà pronta?
Le va bene a settembre?
Come a settembre? Siamo in aprile, come mai?
Beh, ci sono molte richieste, però cercherò di fargliela avere per metà luglio, di più non posso fare.
Ma io pensavo che vista la crisi, avrei avuto molto prima la mia macchina, ma come, vogliono chiudere Termini Imerese e Pomigliano, ci sono ogni giorno nuovi cassa integrati e voi mi dite che ci sono troppe richieste da evadere?
Vede signore, a Pomigliano e a termini non producono la Punto, ma l’Alfa e la Lancia e siccome, per queste due auto, la richiesta scarseggia, gli stabilimenti sono in crisi. Invece la Punto, la fanno in India e in America e anche nei Paesi dell’Est. Allora, va bene per la fine di Luglio?
No. Non la voglio più. E scriva nella nota che io non intendo comprare una macchina italiana costruita dappertutto tranne che in Italia, nei nostri stabilimenti. Arrivederci e grazie.
Questo l’epilogo.
Questo signore, molto determinato e giustizialista vive a Prato ed ora è in pensione.
Gli ultimi anni della sua vita lavorativa sono stati costellati di difficoltà ed umiliazione: lui lavorava nel tessile. La pregiata stoffa pratese che viaggiava in tutto il mondo rifornendo i laboratori. Dopo anni e anni di duro lavoro con turni di notte, ha vissuto l’inizio della fine. Dapprima son venuti a mancare le ore di straordinario, poi i turni di notte, poi il ridimensionamento del personale e infine la chiusura. Il tessile, come tutta Prato, era stata conquistata dalla Cina con furore.
Marchionne: «Termini Imerese non ha ragione di esistere»
01/07 09:53 - RobertaCiao Rino, e grazie. Se non sbaglio dici di essere un operaio di Pomigliano, tu saprai (...)
01/07 08:27 - Robertavolevo fare i complimenti a roberta autrice di questo articolo.......... COMPLIMENTI......
01/07 07:35 - rinosalve, sn sempre io rino da napoli(316 nola)ormai questo vole fare la fiat portare tutti gli (...)
01/07 07:31 - rino....si, il segreto a questo punto credo proprio che sia nel fare sinergia, parlarci, (...)
30/06 21:27 - RobertaRiporto il tuo articolo e il commento nel mio blog: è giusto che si sappia che le persone si (...)
30/06 20:39 - illupodeicieli.leonardo.it