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Festival del Giornalismo: il gotha del giornalismo mondiale si riunisce a Perugia

 

Ancora una volta c'è un festival che porta il meglio del giornalismo mondiale in Italia, a Perugia, per la precisione, ed è il Festival Internazionale del Giornalismo. Sì, un caso unico in Europa ed uno dei migliori esempi al mondo, nato sette anni fa per volontà di Arianna Ciccone eChristopher Potter che sono riusciti a far crescere sempre più l'evento facendolo diventare un appuntamento fisso per chiunque sia interessato alla materia, oltre ad essere riusciti a portare nel capoluogo umbro il gotha del giornalismo mondiale, cosa che si ripeterà anche quest'anno.

Un anno, appunto, in cui sempre più si sente la crisi che il settore sta attraversando, con il calo dei ricavi dalle pubblicità, l'immancabile dualismo carta-digitale, le discussioni sul citizen journalism e sull'influenza dei social nel modo di fare giornalismo. Un appuntamento, che comincerà il 24 aprile e chiuderà il 28, che cerca di fare il punto e capire quali sono i confini e quali i cambiamenti che dovrà affrontare il "quarto potere" per rimanere tale.

E per farlo Ciccone e Potter portano anche quest'anno tantissime personalità che si alterneranno tra Keynote Speech, panel, workshop, interviste etc e come sempre lasciando la possibilità a chiunque di poter assistere gratuitamente (fino a esaurimento posti) agli incontri: “Saranno cinque giorni entusiasmanti – dice la Ciccone nella conferenza stampa tenutasi alla rappresentanza italiana della Commissione Europea (che collaborerà per il primo anno col festival) – tenendo presente, ovviamente, il periodo storico e volendo quindi contribuire portando a Perugia i massimi esperti mondiali”.

La gratuità è uno dei punti forti del festival tanto da far meravigliare anche il community manager del NYTimes che “in una mail alla casella 'info' del festival – racconta Potter - chiedeva il costo degli eventi”. Come ha sottolineato la Ciccone: “Il Festival offre la possibilità di seguire moltissimi nomi del giornalismo mondiale gratis, grazie anche all'enorme sforzo dei nostri sponsor”. E proprio per sottolineare questa gratuità è nato il motto “No paywall here”, giusto per giocare con un altro dei temi ricorrenti del dibattito giornalistico di questi ultimi tempi. Ma a parte gli sponsor a essere ringraziati sono uno dei motori del Festival, ovvero i tantissimivolontari selezionati da tutto il mondo che lo rendono possibile, “ragazzi che vogliono fare i giornalisti e cominciano a prepararsi molto tempo prima del festival, organizzandosi sui social”.

Di prim'ordine, ovviamente, i keynote speech, che quest'anno vedranno parleranno tutti lingue straniere. Ci sarà, infatti, Emily Bell, direttrice del Tow Center, che assieme a Clay Shirky e C. W. Anderson ha scritto il report di riferimento sul giornalismo di questi ultimi anni, ovvero “Post-Industrial Journalism: adapting to the present”, poi Mathew Ingram di GigaOm forse una delle principali autorità in materia di editoria online e Harper Reed, CTO per la campagna di Obama.

Questo per citare i tre keynote, ma ad alternarsi nei 5 giorni ci saranno nomi quali quello di Antony De Rosa, social media editor della Reuters (che qualche settimana fa, alla domanda via twitter, se qualcuno fosse stato all'IJF negli anni passati s'è ritrovato le risposte entusiaste di colleghi come Andy Carvin e Paul Lewis, il quale quest'anno bisserà la sua presenza al festival, dopo l'esordio, lo scorso anno, con il panel organizzato da AgoraVox Italia), Eric Carvin, social media editor dell'AP,Aron Pilhofer direttore interactive news del NYT, Steve Buttry, editor Digital First Media.

Poi ci sarà l'incontro con la blogger cubana Yoani Sanchez che discuterà col direttore de La Stampa Mario Calabresi, la twitterview con Beppe Severgnini, l'incontro con Ezio Mauro e quello con Bernardo Valli e Gianni Mura. Il programma lo trovate qui.

Inoltre da segnalare anche i concorsi, tra cui quelli organizzati da Tim e Unicredit. Il primo avrà come protagonista “il talento”. Il concorso si chiama “Reporting on Talent” e consiste nel fotografare con smartphone o tablet il talento appunto. La premiazione avverrà sul palco del Festival e il montepremi è di 13 mila euro. L'altro è quello organizzato da Unicredit, appunto, in collaborazione col Premio Ilaria Alpi e dedicato ai giornalisti che hanno perso la vita svolgendo la loro professione. Quest'anno il premio è dedicato a Walter Tobagi e indirizzato a universitari, giornalisti e aspiranti tali, blogger e freelance under 35.

Anche quest'anno AgoraVox sarà tra i protagonisti del festival. Il 27, infatti, presso la Sala del Dottorato si terrà il panel "Influenza dei servizi segreti sul giornalismo" a cui parteciperanno il ricercatore Aldo Giannuli, il giornalista Nicola Biondo e lo storico Giuseppe Casarrubeamoderati dal caporedattore di AgoraVox Emanuele Midolo. Si cercherà di capire "In che misura l'attività giornalistica viene influenzata dai servizi di informazione e sicurezza dei paesi occidentali? Come riescono i servizi segreti a influenzare il flusso di notizie divulgato dai media? Esistono pratiche di distorsione, intossicazione, manipolazione o addirittura di creazione stessa delle notizie?".

Vi aspettiamo a Perugia.

Commenti all'articolo

  • Di GeriSteve (---.---.---.74) 27 marzo 2013 13:09

    Articolo interessante e, soprattutto, interessantissimo il panel organizzato da Agoravox sull’influenza dei servizi sul giornalismo.

    Gradirei però un pò più di info sugli sponsor, che chiaramente sono un punto delicatissimo.
    Tanto per fare un esempio: TIM è legata a TELECOM e questa è sospetta di legami proprio con i servizi segreti.

    GeriSteve

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