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Elezioni amministrative 2012: lo smottamento della II Repubblica

Serviva un segnale forte ed invece è arrivato il botto.

Francamente speravo che queste elezioni amministrative servissero a dare un segnale incontrovertibile, non equivoco, di un cambiamento di rotta. Credevo che per dare lo scossone servisse un'astensione massiccia degli elettori dalle urne, invece prendo atto che i miei concittadini, evidentemente più saggi di me, il botto lo hanno fatto comunque, però andando a votare. Meglio così certamente, perché la scelta è puntuale e non manipolabile come l'area indefinita dell'astensione dentro la quale ognuno può vederci quello che vuole, trovando magari la giustificazione della propria sconfitta.

Indubbiamente il panorama delle liste dei partiti e di quelle civiche offriva uno spettacolo che in alcuni casi raggiungeva il grottesco (a questo proposito suggerisco di vedere la fotogallery che ci propone WilNonleggerlo), con candidature che definire di "cani e porci" è riduttivo. Comunque una certa astensione c'è stata, il Ministero degli Interni ci fornisce una percentuale di votanti pari al 66,88% in calo rispetto alle precedenti amministrative ma, viste le vicissitudini del momento, direi quasi fisiologica.

Quello che invece è emerso, come dato parzialmente atteso ma non in queste proporzioni, è il crollo del centro destra con una bastonatura sonora della Lega con l'unica eccezione di Flavio Tosi a Verona che fa pensare più ad un voto alla persona che al partito; la Lega è sconfitta anche nel comune di Cassano Magnago, paese natio di Umberto Bossi e per questo definito la Betlemme leghista, poi c'è la liquefazione del PDL che perde ovunque in percentuali a doppia cifra, una parziale tenuta dell'UDC nel panorama desolante del terzo polo, la sostanziale tenuta del PD anche se molte liste vincenti appoggiano candidati non del PD specialmente nelle città più importanti come Genova e Palermo, dove si assiste al clamoroso ritorno di Orlando, e l'indubbio, incontrovertibile, spettacolare trionfo del M5S di Grillo. Insomma quella che spregiativamente ed inspiegabilmente veniva definita "l'antipolitica" mette a segno il risultato politico più significativo della tornata elettorale.

Interessanti le prime reazioni al voto dei referenti politici dei partiti. Silvio Berlusconi da Mosca dove ha partecipato alla cerimonia di insediamento del grande amico, lo zar Putin e che per i più maligni è invece stata una fuga dalla realtà di una sconfitta preannunciata, quasi una dissociazione come quella dei bambini che si coprono gli occhi quando hanno paura, ha dichiarato splendidamente "Un risultato superiore al previsto...", smentendo di fatto l'angoscia di Angelino Alfano che parla di sconfitta dovuta all'appoggio dato al governo Monti che non vuole far mancare per senso di responsabilità e che lo porta a dire però "basta con i vertici ABC". E con chi li fa i vertici di maggioranza? Con i resti della Lega, che a questo punto meglio sarebbe definire Lega Veneta?

E' evidente che in casa PDL, stando anche alle dichiarazioni del solito impagabile Gasparri a "Porta a Porta" e che hanno fatto spazientire persino Bruno Vespa, la tentazione è quella di minimizzare, di ridurre il tutto ad un incidente di percorso in attesa della nuova veste coreografica del partito che è in gestazione ad Arcore. Testi di Silvio B., musiche di Apicella e ampia offerta e disponibilità nei confronti di Casini e tutti i democristiani in diaspora da anni. La tentazione è quella di mettere il bastone tra le ruote a Monti per farlo inciampare e cadere, ma se lo fanno entro quest'anno corrono il rischio di aprire la strada al governo delle sinistre che, per ora, sono rimasto l'unico polo ancora integro.

Strategia vorrebbe che temporeggiassero fino alla scadenza naturale per cercare nel frattempo di ricostituire un'offerta credibile e sperare che il M5S nel frattempo cominci a erodere anche il polo di sinistra. Lo faranno? Se prevale la linea dell'impulso rabbioso di Gasparri e Cicchitto certamente no e così sarà la loro tomba elettorale, visto che ormai anche il pifferaio magico ha perso la forza suadente delle sue note.

Tirando le conclusioni, il campanello d'allarme è suonato per tutti i soggetti della II Repubblica, fotocopia trasformista della I: oggi la vittima è la destra sfascista del paese ma alle prossime elezioni politiche, metto la mano sul fuoco, la patata bollente passerà al PD perché adesso c'è la percezione netta che qualcosa possa effettivamente cambiare e l'area dei delusi e dei nauseati sa finalmente su chi puntare per un vero cambiamento.

Un'altra cosa è emersa chiara come la luce del sole: Il Movimento 5 Stelle di Grillo da l'impressione di essere una forza politica emergente ben più solida di quanti la riducevano ad un'area di semplice protesta qualunquista, parte dal basso e non dalle segreterie ammuffite dei partiti storici e, prescindendo anche da Grillo che ne è il trascinatore mediatico, sta mostrando il volto nuovo di gente capace, appassionata, che ha una spinta ed una motivazione per la politica vera, quella sul territorio a contatto con la gente comune. E' un partito di giovani, non solo anagraficamente, che spazzerà via come foglie al vento chiunque tenterà il gioco delle tre carte. Non credo in sostanza che si tratti di un fuoco di paglia, tutt'altro.

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Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.108) 9 maggio 2012 17:07

    Ti stai convertendo al grillismo?!?

    Non ci credo!

    Ma dimmi Paolo tu credi che la confindustria, il vaticano, le massonerie, le mafie, l’insieme della destra economica italiana lascerà il potere politico a Grillo? novello uomo della provvidenza? (a meno che questi a un certo punto non compia la giravolta di Mussolini)

    Io penso proprio di no. Il compito di Grillo sarà molto più semplicemente quello di destabilizzare la sinistra per consentire alla destra economica di organizzare una nuova formazione politica, che non può più avere posti per l’attuale nomenclatura del centro destra. Una sinistra cui Bersani è l’immagine perfetta, un uomo ottuso che non capisce che non può più sostenere il finanziamento pubblico dei partiti e dei loro giornali invenduti, in presenza di una stillicidio quotidiano di suicidi per disperazione da crisi.

    Tu dici bene la II Repubblica è la fotocopia trasformistica della prima, ma è stato anche così nel passaggio dal regime fascista a quello repubblicano, la DC di De Gasperi e Scelba si tenne l’intera struttura statuale, l’apparato pubblico, del precedente regime. Niente a che vedere con la Francia dove furono processati e fucilati oltre centomila collaborazionisti del regime di Vichy.

    Vedrai la terza Repubblica non terrà Cicchitto, Gasparri, La russa, Alfano e tanti altri GERARCHI, ma erediterà diversi altri oggi in seconda e terza fila.

    E tutto questo perché uomini tremebondi (nel senso che non vogliono rischiare le loro poltrone) come Bersani e tutto il gruppo dirigente del PD sono incapaci di prendere nelle loro mani il destino dell’Italia per fare quelle riforme che a ben guardare pure loro vorrebbero.

    Basterebbero alcune proposte chiare quali:

    patrimmoniale

    finanziamento, con quei ricavi, di un rilancio degli investimenti

    dimezzamento dei parlamentari 

    azzeramento dei finanziamenti pubblici a partiti e giornali e disciplina della vita interna degli stessi,

    legge anticorruzione (così come vuole l’Europa e non il pasticcio vergognoso che stanno preparando con il ministro della giustizia).

    Elezioni a ottobre.

    Ma chiedere una cosa del genere a uomini come D’Alema, Bersani, Veltroni, Fioroni e compagnia è come pretendere che un asino suoni il violino. E’ proprio vero Dio acceca chi vuol perdere

  • Di pv21 (---.---.---.148) 9 maggio 2012 19:59

    Rischio ripulsa >

    Il governo Monti ha potuto contare finora sul voto di oltre il 70% di Deputati e Senatori. Una maggioranza senza precedenti.
    Alle amministrative i rispettivi partiti raccolgono il consenso di appena il 45% del corpo elettorale. Percentuale che non vince il confronto con il popolo degli astenuti e dei “protestatari”.

    Il divario tra il “sentire” del paese e la rappresentanza “istituita” è ormai di tali dimensioni da paventare il rischio di una “involuzione” della democrazia.
    Più crescerà il senso di “ripulsa” per il sistema politico in essere e più aumenterà lo spazio “agibile” da parte di forze “alternative” propugnatrici di soluzioni dirompenti e tetragone.
    Scongiurare tale nefasta prospettiva non solo è nell’interesse dei partiti, ma è anche la prima “responsabilità” che hanno verso il paese.

    Cosa fare?
    Bastano tre mesi per dare “corpo” alla spending review, per sistemare la riforma del lavoro, la legge elettorale ed i “rimborsi” ai partiti. C’è altresì tutto il tempo per tornare alle urne entro ottobre.
    Per i partiti la “chiamata alle urne” è l’unica vera sfida “politica” delle loro capacità progettuali e propositive.
    Basta un semestre per tornare a “scegliere” una rappresentanza “politica” e, insieme, una ricetta di uscita dalla crisi.
    Risultato per certo acquisito sarà liberarsi di quella casta “nominata” di Primi Super Cives attenta a …

  • Di paolo (---.---.---.175) 9 maggio 2012 22:37

    No ,non mi sto convertendo perché il 90 % delle cose che dice Grillo le pensavo già anch’io , ma questo non significa che mi accodo .Prendo atto di un evento che crea una discontinuità . Il punto è che non accetto le mistificazioni come quella di definire antipolitica ciò che è politica vera . Con quali risultati poi lo vedremo e giudicheremo .

    Quello che tu mi dici e che mi dice PV21 sono la distanza che separa un paese normale da uno malato . Chi la copre questa distanza , questa classe politica che vive una realtà parallella ? E come ,spontaneamente ,per folgorazione divina?

    Sulle elezioni ad Ottobre non sono d’accordo , chiunque vincesse non cambierebbe nulla ,è troppo presto ,la cura da cavallo deve ancora dare i suoi effetti e il corso di educazione civica del governo Monti( con molti limiti ) è ancora agli inizi .A mio parere richiederebbe almeno un anno in più rispetto al 2013. Non è un caso che PDL e Lega , per quanto cadaveri elettorali ,tenteranno di far fuori Monti il prima possibile per cercare di coagulare il consenso della parte peggiore del paese , quella degli evasori ,delle clientele ,del malaffare ,del basso profilo etico e morale , tutta gente in libera uscita che ha perso il proprio punto di riferimento . E difatti rispunta "burlesque" .
    Questo è il vero rischio , noi caro PV21 la prospettiva nefasta l’abbiamo già sperimentata.

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