Serviva un segnale forte ed invece è arrivato il botto.
Francamente speravo che queste elezioni amministrative servissero a dare un segnale incontrovertibile, non equivoco, di un cambiamento di rotta. Credevo che per dare lo scossone servisse un'astensione massiccia degli elettori dalle urne, invece prendo atto che i miei concittadini, evidentemente più saggi di me, il botto lo hanno fatto comunque, però andando a votare. Meglio così certamente, perché la scelta è puntuale e non manipolabile come l'area indefinita dell'astensione dentro la quale ognuno può vederci quello che vuole, trovando magari la giustificazione della propria sconfitta.
Indubbiamente il panorama delle liste dei partiti e di quelle civiche offriva uno spettacolo che in alcuni casi raggiungeva il grottesco (a questo proposito suggerisco di vedere la fotogallery che ci propone WilNonleggerlo), con candidature che definire di "cani e porci" è riduttivo. Comunque una certa astensione c'è stata, il Ministero degli Interni ci fornisce una percentuale di votanti pari al 66,88% in calo rispetto alle precedenti amministrative ma, viste le vicissitudini del momento, direi quasi fisiologica.
Quello che invece è emerso, come dato parzialmente atteso ma non in queste proporzioni, è il crollo del centro destra con una bastonatura sonora della Lega con l'unica eccezione di Flavio Tosi a Verona che fa pensare più ad un voto alla persona che al partito; la Lega è sconfitta anche nel comune di Cassano Magnago, paese natio di Umberto Bossi e per questo definito la Betlemme leghista, poi c'è la liquefazione del PDL che perde ovunque in percentuali a doppia cifra, una parziale tenuta dell'UDC nel panorama desolante del terzo polo, la sostanziale tenuta del PD anche se molte liste vincenti appoggiano candidati non del PD specialmente nelle città più importanti come Genova e Palermo, dove si assiste al clamoroso ritorno di Orlando, e l'indubbio, incontrovertibile, spettacolare trionfo del M5S di Grillo. Insomma quella che spregiativamente ed inspiegabilmente veniva definita "l'antipolitica" mette a segno il risultato politico più significativo della tornata elettorale.
Interessanti le prime reazioni al voto dei referenti politici dei partiti. Silvio Berlusconi da Mosca dove ha partecipato alla cerimonia di insediamento del grande amico, lo zar Putin e che per i più maligni è invece stata una fuga dalla realtà di una sconfitta preannunciata, quasi una dissociazione come quella dei bambini che si coprono gli occhi quando hanno paura, ha dichiarato splendidamente "Un risultato superiore al previsto...", smentendo di fatto l'angoscia di Angelino Alfano che parla di sconfitta dovuta all'appoggio dato al governo Monti che non vuole far mancare per senso di responsabilità e che lo porta a dire però "basta con i vertici ABC". E con chi li fa i vertici di maggioranza? Con i resti della Lega, che a questo punto meglio sarebbe definire Lega Veneta?
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