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Elezioni | Come si vota (e si viene eletti) nella circoscrizione Estero?

Come funziona la legge elettorale per la circoscrizione Estero? Dall’attribuzione dei seggi per ogni “ripartizione” al metodo di elezione dei candidati (e come ha funzionato in passato).

di Andrea Maccagno

Dodici alla Camera, sei al Senato. Tanti sono i seggi attribuiti ai parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere. Per i deputati e senatori eletti entro i confini nazionali, la nuova legge elettorale (il Rosatellum) prevede un sistema misto, per cui poco più di un terzo viene eletto col metodo maggioritario in collegi uninominali ed il restante con riparto di lista proporzionale. Ma per quelli eletti fuori dai confini italiani, invece, come funziona? Scopriamolo.

La legge che regola l’elezione dei rappresentanti all’estero è la n. 459 del 2001, che all’articolo 6 comma 2 afferma

in ciascuna delle ripartizioni è eletto un deputato e un senatore, mentre gli altri seggi sono distribuiti tra le stesse ripartizioni in proporzione al numero dei cittadini italiani che vi risiedono sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Le sotto-circoscrizioni estere (“ripartizioni”) sono quattro: 1) Europa 2) America Meridionale 3) America Settentrionale e Centrale 4) Africa, Asia, Oceania e Antartide. Ad ognuna di esse spetta un seggio “di base”. I restanti 8 seggi alla Camera e 2 al Senato vengono ripartiti secondo la regola dei quozienti e dei più alti resti.

Per questi motivi l’Europa è la ripartizione che assegna più seggi, ossia 7(5 alla Camera e 2 al Senato). Seguono l’America Meridionale con 6 (4 e 2), l’America Settentrionale e Centrale con 3 (2 e 1) e, infine, la restante ripartizione “afroasiatica” con 2 (1 e 1). Di seguito riportiamo le tabelle riassuntive:

estero camera Come si vota (e si viene eletti) nella circoscrizione Estero?

estero senato Come si vota (e si viene eletti) nella circoscrizione Estero?

L’articolo 11 della stessa legge, invece, regola la conversione dei voti in seggi. L’assegnazione dei seggi viene fatta con metodo proporzionale in ciascuna ripartizione.

Agli elettori iscritti nelle liste dell’AIRE è inoltre consentito esprimere un voto di preferenza. Nessuna lista/listino bloccato, dunque, ma fino a due preferenze per ogni elettore (sempre che la ripartizione in cui si vota assegni almeno due seggi, altrimenti la preferenza si riduce ad una soltanto).

Secondo l’articolo 8, poi, la presentazione delle liste è rimessa alla raccolta di almeno 500 firme di elettori residenti nella medesima circoscrizione. Per quanto concerne l’elettorato passivo, “gli elettori residenti in Italia possono essere candidati in una sola ripartizione della circoscrizione Estero; gli elettori residenti all’estero possono essere candidati solo nella ripartizione di residenza della circoscrizione Estero”.

Infine, volgiamo lo sguardo a quello che avvenne nelle elezioni precedenti. La tendenza registrata finora è quella di una netta sovra-rappresentazione del centrosinistra rispetto ai voti presi entro i confini nazionali. Clamoroso fu il caso del 2006, quando Prodi ottenne la maggioranza al Senato in virtù dei quattro seggi esteri (su sei) conquistati. Anche nelle elezioni del 2008, complessivamente deludenti per il centrosinistra (che con Veltroni alla guida subì una pesante sconfitta, finendo quasi dieci punti dietro il centrodestra), il PD risultò comunque la lista più votata nella circoscrizione Estero della Camera, e giunse secondo di un soffio in quella del Senato. Ancora nel 2013, il PD di Bersani superò, solo grazie a quei voti, il Movimento 5 Stelle come partito complessivamente più votato visto che, considerando solo i confini italiani, Grillo risultava avanti di circa 40 mila voti.

Per quanto riguarda invece i seggi, in quell’occasione alla Camera il PD ottenne 5 deputati, contro i 2 di Scelta Civica e del MAIE e l’unico deputato eletto dal PDL, dal M5S e dall’USEI. Ancora meglio, per il centrosinistra, fu la situazione al Senato, dove con il 30% dei voti il PD si aggiudicò ben 4 seggi su 6, mentre i due restanti andarono a Scelta Civica e MAIE.

Questo articolo è stato pubblicato qui

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