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  Home page > Attualità > Cronaca > Dopo 148 anni, ritornano alla città di Gaeta i primi beni demaniali
di nonmiarrendo (sito) giovedì 6 agosto 2009 - 0 commento oknotizie
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Dopo 148 anni, ritornano alla città di Gaeta i primi beni demaniali

Lunedì 3 agosto 2009, dopo 148 anni, grazie all’azione caparbiamente voluta dall’Assessore al Demanio Antonio Ciano, grazie al Sindaco Dott. Raimondi, al Presidente della Regione Lazio On. Piero Marrazzo, al dirigente Dott. Raniero De Filippis, al quale la città deve essere riconoscente a vita, grazie alla Dott.essa Maria Pia Rodriguez che si è interessata della questione e grazie al dott. Massimo Pini, direttore dell’agenzia del Demani del Lazio, è stata possibile la prima azione azione di recupero dei beni demaniali dopo 148 anni di occupazione impropria, da parte delo Stato.

 
Gaeta nel 1861 è stata espropriata e spogliata dei suoi beni, della sua libertà, della sua autonomia. 83 anni di monarchia hanno massacrato economicamente e fisicamente Gaeta e il Sud. I savoia hanno avuto una cura partitcolare verso la nostra città, l’hanno umiliata in tutti i sensi.

Il nautico, fonte di emergia vitale per chi nasce in una città di mare, fu chiuso assieme alle altre scuole della città e riaprì solo nel 1878 grazie all’intervento e allo sforzo del Comune.

La città pontina fu divisa in tre zone militari, per cui ogni attività doveva passare al vaglio delle autorità militari. La città non era più libera.

I piemontesi vollero distruggere il mito di Gaeta in tanti modi; ce l’han messa proprio tutta sia abolendo uffici istituzionali e sia spezzettandola. Gaeta, fino al 13 febbraio del 1861 era capoluogo di Circondario; appena dopo l’assedio del 1860-61 si pensò a smantellare la piazzaforte per farla diventare luogo di pena (il famoso carcere di Gaeta).
 
In Gaeta vi erano al 1861 i seguenti uffici: due rappresentanze di Stati esteri (quelle della Francia e della Gran Bretagna); il Comando Militare della fortezza e del Distretto, comando di circondario marittimo; due camere di assicurazione marittima; ufficio postale di prima classe; ispettorato di distretto e luogotenenza delle Dogane e Gabelle; dogana principale; fondaco con ricevitoria delle privative; ricevitoria del registro; agenzia delle tasse dirette e del catasto; ispettorato di circondario delle scuole primarie; pretura dipendente dal tribunale civile e correzionale di Cassino; delegazione di pubblica sicurezza; verifica dei pesi e delle misure; ufficio telegrafico di terza classe; ufficio di sanità marittima consorzio agrario circondariale.
 
Quasi tutti questi uffici oggi non sono più. La città perse la sua importanza sia militare sia civile.

Un decreto Reale del 18 febbraio del 1897 stabiliva che dal 1° aprile del 1897 la frazione Borgo di Gaeta (quella fuori le mura) veniva separata dal comune di Gaeta e costituita in comune autonomo con il nome di Elena (la principessa del Montenegro e poi regina d’Italia), naturalmente per richiesta delle amministrazioni liberali di quei tempi e ciò comportò solo divisioni e spaccature, litigi tra le due amministrazioni sui confini territoriali ma ci pensò il fascismo a riunificare il quartiere Sant’Erasmo (la Gaeta storica) al Borgo di Gaeta e ciò successe il 17 febbraio del 1927 (R.D. Legge n. 215) col quale appunto veniva soppresso il comune di Elena che veniva aggregato alla sezione Sant’Erasmo.

Gaeta man mano perse la sua funzione strategica e storica come perse i vari uffici pubblici, civili e militari dovuti alla soppressione dei Circondari voluta dal Regime che accentrava anche l’aria e così la città passava dalla giurisdizione della soppressa provincia di Caserta (R.D. Legge 2 gennaio 1927) a quella di Roma, dopo una brevissima aggregazione all’istituenda provincia di Frosinone (prima anch’essa Terra di Lavoro, come Gaeta d’altronde); infine alla nuova provincia di Littoria, oggi Latina il 18 dicembre del 19.Naturale sarebbe stato che Gaeta fosse sede di provincia, lo voleva la storia, lo voleva la ragione, ma interessi politici bieghi, fecero sì che che capoluogo divenne Littoria, città creata dal fascismo, città senza storia.

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Gaeta Marrazzo Piero Lazio

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