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 Home page > Attualità > Cronaca Locale > Discarica Terzigno: dalle parole, alle fiamme

Discarica Terzigno: dalle parole, alle fiamme

Si scalda la protesta, anzi, si incendia, come i sette autocompattatori dati alle fiamme, nella nottata di ieri, a Terzigno, in prossimità della discarica.

Gli inquirenti parlano di ignoti che, venuti dalle campagne, avrebbero appiccato gli incendi.

La protesta, nata inizialmente per volere degli abitanti, è finita nelle mani di gente armata di cerini e benzina.

Si finge di non sapere chi sono, - i terroristi della discarica -, si finge di ignorare il loro covo, si finge rischiando di trasformare una protesta pacifica in una lotta armata velata di feroce barbarie.

Dove ignari cittadini per bene rischiano di finire schiacciati da una parte, dalle cariche della polizia, dall'altra dai gruppi organizzati e foraggiati da qualcuno nell'ombra.

S'aggirano tranquillamente per le strade di Boscotrecase, Boscoreale e Terzigno, riconoscibili dagli abiti, dai simboli portati a rivendicare identità politiche diametralmente opposte a quelle democratiche, urlando slogan suggestivi. Tutti li vedono, ma qualcuno finge.

Si finge lasciando che tali – terroristi della discarica – possano tranquillamente circuire e pilotare i comitati civici, portandoli dove esattamente vogliono che vadano, al solo fine di denigrare l'estenuante lotta che questi rispettabili cittadini conducono da mesi contro la mega, incontrollata, discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio, facendo in modo che la loro protesta passi in secondo piano. Sono venuti da lontano, si sono accampati nel centro cittadino, hanno iniziato a farsi vedere, farsi sentire, a rendersi simpatici, hanno fatto un proselitismo pacato, son riusciti a diventare i capi della rivolta; passando all'azione. Prima sguinzagliandosi nelle strade locali una domenica notte, rompendo fioriere e rovesciando in strada i rifiuti, svegliando e terrorizzando i cittadini che dormivano, poi, ieri, incendiando i mezzi autocompattatori mettendo in pericolo i tantissimi cittadini che partecipavano, civilmente, alla protesta.

Si dice che pur di perseguire i propri scopi, soprattutto quando tutti e tutte le istituzioni sembrano non ascoltare le tue preghiere, di beffarsi dei tuoi diritti e delle tue lotte, si possa passare ad azioni più concrete; ma anche alla violenza? Se le fiamme fossero scappate al controllo degli agenti, cosa sarebbe accaduto? E cosa ancora deve accadere?

I cittadini si chiedono, dobbiamo abbandonare la protesta?

No, abbandonate i finti manifestanti.

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.18) 22 settembre 2010 21:33

    la foto è di Alessio Viscardi (!)

  • Di (---.---.---.18) 23 settembre 2010 15:48

    Fianalmente !!! grazie per agire a per nome nostro . Psiconano prima o poi tocchera’ anche a te . Non hai il rispetto per la vita di tanti boschesi.

  • Di (---.---.---.102) 23 settembre 2010 17:59

    Cara Roberta, io personalmente non ti ho mai vista in nessuna manifestazione, in virtù di questo vorrei lasciarti la mia testimonianza diretta, non so quali fonti sono alla base dei tuoi articoli, molte tue supposizioni scivolano con troppa facilità in diffamazioni, se dovessi farne anche io qualcheduna penserei che probabilmente per come scrivi forse sei proprio tu ad avere un grande scheletro, probabilmente politico, nell’armadio o più semplicemente sei solo tanto tanto bigotta e non conosci quello di cui parli, il collettivo da te descritto in termini di terroristi/brigatisti è lo stesso che ha organizzato assieme agli altri comitati tutte le manifestazioni del vesuviano da 1 anno a questa parte e che io sappia era presente anche precedentemente, quando ci fu il primo presidio del 2007 alla SARI, se ti rechi in comune, come dici di aver fatto, puoi conoscere uno ad uno tutti i ragazzi del movimento, di cui fanno parte anche quelle signore con cui probabilmente hai parlato.
    Fatta questa testimonianza, io non so chi ha dato fuoco ai camion, so però la risonanza mediatica che la notizia ha avuto e so che nessuna pacifica manifestazione, corteo, assemblea, concerto, dibattito da 1 anno a questa parte è mai riuscito ad avere dai media la stessa attenzione e questa è una cosa altamente frustrante per chi, come i cittadini del movimento, mette faccia, tempo e salute in queste pacifiche lotte costanti e perseveranti e poi basta un incendio, un atto di forza e tutti i riflettori magicamente si accendono; e io a questo punto mi chiedo ma i veri violenti allora siamo noi cittadini o voi? I veri istigatori alla violenza, perché se non ci sono fiamme, se non ci sono scontri, se non ci sono feriti, la notizia non ha eco, siamo noi o siete voi?

  • Di RobertaLemma (---.---.---.20) 23 settembre 2010 19:23
    RobertaLemma

    Intanto grazie del tono contenuto, questo mi permette di risponderti senza sarcasmo o provocazioni.Come vedi ci metto il nome e la faccia, non uso nick, simboli, bandiere.Dici che non mi hai mai vista, eppure vivo qui, a due passi dalla piazza centrale, dal presidio. I cittadini dei comitati civici sono miei amici, alcuni, conoscenti altri. Con loro ci vado la domenica al mare o il sabato in pizzeria. Li ho aiutati nella protesta che è anche la mia protesta, vivendoci con i miei figli e perchè trovo sia proprio una grande ingiustizia, la discarica. Tu mi dici che sono bigotta, altri mi hanno detto fascista e altri ancora bassoliniana, mah. Letteralmente non potrei mai essere bigotta, sono atea nel senso più vero e duro del termine, non sono fascista, né antifascista, entrambe le frange si rifanno all’uso della violenza, bassoliniana? Con lui ho rischiato più volte una querela. I miei amici del comitato, ogni giorno aumentano, mi hanno detto di voler abbandonare la protesta, non la riconoscono più e hanno ragione.

    I centri sociali li conosco, da vicino, son cresciuta in un quartiere di Roma, l’Eur, ho frequentato la Magliana, la Garbatella, con alcuni ero amica, con altri ho rotto duramente. Per me la vera diffamazione è rifarsi a simboli e slogan retaggio di fatti violenti e sanguinari. Per me è apologia, come è quella al fascismo, che va combattuta, sempre. Per me è incostituzionale identificarsi sotto il pugno proletario tinto di nero, ugualmente nel caso fosse tinto di rosso.

    Non sono mai voluta appartenere ad un branco, il termine collettivo ha una precisa collocazione che non voglio prolifichi. Gli estremismi, i gruppi organizzati, danno bastonate a suo di democrazia. Qui, all’urlo, democrazia, hanno devastato le strade e le denunce, morali ed ufficiali, non sono mancate. La democrazia non usa paletti, simboli, barriere, non si riconosce in nessun pugno chiuso, in nessuna aquila od occhio aperto, la democrazia non è un collettivo, ma è l’insieme di individui liberi accomunati dalla stessa idea di rispetto e legalità.

    Grazie agli incendi, all’inasprimento della protesta l’attenzione da dentro la discarica è passata a fuori la discarica. Questo è un fallimento.

    Ciao.

  • Di Francesco Finucci (---.---.---.206) 27 ottobre 2010 16:40
    Francesco Finucci

    la mia massima solidarietà a terzigno, abbandonato dal nostro "civile" paese

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