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 Home page > Tribuna Libera > Dietrofront del governo: eliminata la "quota 96"

Dietrofront del governo: eliminata la "quota 96"

I quota 96 sono i circa 4.000 insegnanti (61 anni di età e 35 di contributi oppure 60 anni di età e 36 di contributi), che non sono potuti andare in pensione nonostante i requisiti a causa della riforma Fornero, una normativa che non ha tenuto conto delle peculiarità del comparto della scuola, dove la data di pensionamento è legata, per esigenze di funzionalità e di continuità didattica, alla conclusione dell’anno scolastico (31 agosto).

Appena dieci giorni fa, era passato in Commissione Affari costituzionali un emendamento che doveva mettere la parola fine alla intricata e spinosa vicenda dei Quota 96 e martedì scorso (29 luglio 2014) anche la Commissione Bilancio della Camera aveva dato parere favorevole. Pertanto dopo due anni di proteste, i 4.000 prof si erano dunque illusi di poter andare finalmente in pensione a partire dal 1° settembre 2014.

Ma nel frattempo è intervenuta la Ragioneria generale esprimendo forti perplessità sulle coperture economiche per il pensionamento dei Quota 96, ipotizzando un costo per il solo 2014 di circa 50 milioni. Oltre all’intervento della Ragioneria generale, la "quota 96" era stata oggetto delle ire del commissario alla spending review Carlo Cottarelli, che lamentava l'impossibilità di tagliare le tasse (fine ultimo originario dei tagli alla spesa) se la politica avesse continuato a chiedere di dirottare risorse altrove. Possiamo quindi affermare che per la scuola la legge Fornero, grazie agli interventi della Ragioneria generale e del commissario alla spending review Carlo Cottarelli, rimane un totem invalicabile

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Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.230) 6 agosto 2014 17:16

    Ho già commentato un post simile .
    Chiedo per quale motivo gli insegnanti dovrebbero essere trattati in maniera diversa
    da tutti gli altri lavoratori.
    Inoltre non ho capito che c’entra il fatto che l’anno didattico finisca ad agosto con l’andare in pensione a 60 o 61 anni ,contro i 65-67 di tutti gli altri esseri umani.
    saluti

  • Di (---.---.---.241) 7 agosto 2014 07:13

    Sono un po’ d’accordo con "230" (Paolo?), anche se credo di non sapere abbastanza sulla materia. Il titolo dell’articolo però è "Dietrofront del governo": evidentemente il governo vedeva delle ragioni, sbagliate o giuste - ma sbagliate secondo "230", per cui 4000 insegnanti dovrebbero andare in pensione a quota 96.

    I dilettanti allo sbaraglio, arroganti però, prima "fanno", e poi si accorgono che non possono fare. Ci sono anche altri esempi del "fare" senza curarsi se sia giusto o fattibile, e ce ne saranno ancora. E’ il risultato di un governo che non ha strategie per i problemi dell’Italia, ma solo strategie per consolidare il potere attraverso un vano guadagno di consenso; tiene più all’apparenza che alla sostanza. Il giochetto funziona per un po’, poi collassa.

    Saluti,

    Gottardo

  • Di paolo (---.---.---.80) 7 agosto 2014 08:49

    Ciao Gottardo , mi riconosci anche cifrato (evidente errore di sistema) ,complimenti.Ormai mi becchi anche al buio.
    Effettivamente hanno combinato (Fornero in primis) un gran casino ,ma evidentemente il governo ,anche conti alla mano ,ha evitato di compiere una ulteriore ingiustizia (stante l’attuale riforma ) che avrebbe sollevato un putiferio su una categoria che in un passato , non proprio lontanissimo , andava in pensione con 15 anni ,sei mesi e un giorno . Con i vari record mondiali di pensionati ultratrentenni .

    Tuttavia avrei gradito da Ficara una risposta su cosa c’entra l’anno scolastico che finisce al 31 Agosto con l’andare in pensione quattro o cinque anni prima di tutti gli altri umani ( lavori usuranti a parte ) .
    A meno che insegnare non sia considerato dall’autore attività "usurante ( "peculiarità " ? ma che vuol dire ? ). 

    Come vedi l’istinto di salvaguardare i propri privilegi (singoli ,di categoria o di casta ) in questo paese è duro a morire.
    paolo

  • Di (---.---.---.51) 7 agosto 2014 15:26

    Ma Paolo, ci sei o ci fai?

    Questo articolo parla di TRE fatti:

    1. Una riforma Fornero fatta con i piedi, questo caso "quota 96" sembra l’anticamera degli "esodati" (e ci sono poi altri rilievi imputabili a quella riforma). Io dico che prima di stravolgere la vita di migliaia di persone occorre pensarci bene - d’accordo togliere i privilegi, ma bisogna farlo senza essere ingiusti e con gradualità. Lo "stato" è un’entità che deve (dovrebbe) avere decoro e una parola sola, non essere casinista perditempo e ingiusto.

    2. L’attuale governo, in due sedi differenti, decide di risolvere il problema (cosa sulla quale tu non saresti d’accordo, ma forse non conosci i termini del problema).

    3. Solo dopo si accorgono che non ci sono i soldi e CASSANO IL PROVVEDIMENTO. Ma insomma... stanno tutti a perdere tempo là dentro? Vanno a tentativi? Capisco che gli insegnanti votano PD e bisogna tenerli contenti, ma un po’ di decoro politico non guasterebbe.

    Tu leggi l’articolo, e poi tiri fuori che in passato gli insegnanti andavano in pensione dopo 15 anni sei mesi un giorno, ma qui stiamo parlando di 35 anni, non 15. Poi ti chiedi che cosa c’entra il 31 agosto... c’è gente che per questione di UN SOLO GIORNO s’è vista costretta a continuare a lavorare per quanti altri anni non so. Ma non ti pare che servirebbe un minimo di gradualità, invece di fare "scalini" e "scaloni"? Come gli scaglioni per calcolare le tasse - li hai mai visti? Dove basterebbe una formuletta concisa ci mettono tabelle con cifre che Dio solo sa dove vanno a pescare. Ecco, questo è il modo di pensare e scrivere leggi dei nostri politici. E scrivere leggi sarebbe il loro mestiere...

    Ciao,

    Gottardo

  • Di paolo (---.---.---.80) 7 agosto 2014 18:02

    No Gottardo sei tu che questa volta non hai capito un tubo .
    Non difendo la Fornero , difendo l’uguaglianza dei diritti . Non mi risulta che il problema degli esodati sia stato ancora risolto ( per tutti )e comunque vale un principio di omogeneità dei trattamenti .

    Guarda che gli insegnanti ad oggi vanno in pensione con 42 anni di servizio e 62 di età = 104 . L’anno scorso (chi ha chiuso l’anno scolastico al 31 Agosto ) con 61 anni e 42 di servizio =103 . Nel 2010 (ovvero prima della Fornero ) con 61 anni di età e 41 di servizio = 102 (mia moglie che era insegnante andata in pensione nel 2010) .
    Capito ?
    ciao

  • Di (---.---.---.194) 8 agosto 2014 09:14

    Sì Paolo,

    non siamo molto distanti. Ma nel tuo secondo commento dicevi:

    "hanno combinato un gran casino, ma evidentemente il governo, anche conti alla mano, ha evitato di compiere una ulteriore ingiustizia"

    Ora, la mia discussione è che c’era un casino, e siamo d’accordo. Poi il governo voleva perpetuare l’ingiustizia ma non c’è riuscito per mancanza di soldi, concetto che nella tua frase hai ribaltato. Sul fatto che volesse perpetuare l’ingiustizia si può discutere: è ingiustizia cambiare le regole dall’oggi al domani, mancando alla parola data da uno STATO, o è ingiustizia perpetuare privilegi sbagliati? Il governo aveva scelto di perpetuare i privilegi per 4000 persone. Prima schifezza, perdonabile solo pensando che il governo sia onesto (cosa che palesemente non è). Ma la seconda schifezza è che non hanno controllato la fattibilità dell’operazione, incapaci strapagati!

    Insomma: la tua frase virgolettata qui sopra mi ha fatto cadere le braccia!

    Ciao,
    Gottardo

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