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Dagli Usa cinque punti per la libertà di internet

Ormai da qualche anno si sta combattendo una battaglia sulla libertà di internet, argomento di discussione in tutto il mondo, a qualsiasi latitudine. Dalle leggi ad hoc per limitarne la libertà, l'ACTA, l'Hadopi 2, per citarne due che hanno fatto discutere molto, fino alle varie proposte, quasi da perderne il conto, che in questi ultimi anni hanno indignato la rete italiana (dai decreti Pisanu e Romani, ai ddl Pecorella-Costa, Carlucci, solo per nominarne un paio).

"Crediamo che un internet libero e aperto possa creare un mondo migliore. Per mantenere internet libero e aperto, chiediamo alle comunità, alle industrie e ai paesi di riconoscere questi principi base. Crediamo che questi possano portare a una maggiore creatività, a maggiore innovazione ed a una società più aperta.

Stiamo creando un movimento internazionale per difendere le nostre libertà per le quali crediamo che valga la pena combattere. Discutiamo questi principi - che li appoggiate o meno, dibatteteli, traduceteli, fateli vostri e allargate la discussione con la vostra comunità - come solo internet può rendere possibile".

Questo è il preambolo che un gruppo di associazioni e personalità della rete hanno scritto nella "Dichiarazione delle libertà su internet". Cinque punti dai quali partire per combattere a favore dei processi trasparenti e partecipativi per la creazione di una policy internet e la decisione di 5 principi base:

Espressione: non censurare Internet.

Accesso: promuovere accesso universale a network veloci e accessibili.

Apertura: fare di internet un network aperto dove chiunque sia libero di connettersi, comunicare, scrivere, leggere, guardare, parlare, ascoltare, imparare, creare ed innovare.

Innovazione: proteggere la libertà di innovare e creare senza autorizzazione. Non bloccare le nuove tecnologie e non punire gli innovatori per le azioni dei loro utenti.

Privacy: proteggere la privacy e difendere la capacità di chiunque voglia controllare come i propri dati ed i propri strumenti siano usati

Tra i firmatari della dichiarazione ci sono Access, Amnesty International, EFF, Mozilla, Vinton G. Cerf, Cory Doctorow, Neil Gaiman, Rebecca MacKinnon (qui la lista completa)

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