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Crocifisso nelle aule, l’Italia ha presentato il ricorso

Crocifisso nelle aule, l'Italia ha presentato il ricorso

“La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e una violazione alla libertà di religione degli alunni”.

E’ quanto dichiarato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo - a l’unanimità dei giudici - , il 3 novembre 2009, nella sentenza emessa in seguito al ricorso di una cittadina italiana, dopo che, nel 2002, chiese al preside dell’Istituto statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule, in nome del principio di laicità dello Stato.
 

(retro) Cronologia dei fatti

 

29 gennaio 2010

Il giudice Nicola Lettieri, rappresentante del governo italiano presso la Corte europea dei diritti dell’uomo, ha presentato alla Grande Camera della Corte dei diritti dell’uomo il ricorso contro la sentenza sulla presenza del crocefisso nelle aule di scuola. La ricevibilità della domanda sarà vagliata da cinque giudici nei prossimi mesi. La Grande Camera dovrà stabilire se il ricorso italiano solleva "una questione grave di carattere generale" o "una questione grave" relativa a l’interpretazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ai sensi dell’articolo 43 del trattato. È quanto ha detto Stefano Piedimonte, capo del servizio stampa della Cedu.

26 gennaio 2010

Sulla sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo contro la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche l’Italia "sta registrando il sostegno di diversi paesi europei e alcuni interventi, come quello del Parlamento polacco, per arrivare a cancellare la sentenza. Proporremo infatti il ricorso alla Grande Chambre entro il 2 febbraio e auspichiamo che sia dichiarato ammissibile", dichiara il ministro degli Esteri Franco Frattini a Strasburgo, davanti alla telecamere, prima di intervenire all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Poi nel suo discorso davanti ai rappresentanti dei 47 stati membri il tono del ministro, incaricato dal governo italiano di presentare il ricorso contro la sentenza della Corte di Strasburgo, cambia. (leggi)

21 gennaio 2010

“Il governo sta facendo il possibile per contrastare gli effetti della sentenza della Corte Europea sul crocefisso. E ha deciso di chiedere il rinvio della sentenza alla Grande Camera della Corte stessa”, lo dice il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri e Gentiluomo di Sua Santità, Gianni Letta, partecipando a una conferenza tenutasi all’ambasciata italiana presso la Città del Vaticano, per la presentazione del libro ’I viaggi di Benedetto XVI in Italia’. Letta parla della Farnesina, in particolare, di come insieme al ministro degli esteri Frattini, siano trafelati nel preparare il ricorso alla Corte di Strasburgo. Il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), non può che essere lusingato dalle parole del sottosegretario e ringrazia: “È da apprezzare decisamente questa iniziativa del governo italiano” e ricorda che comunque “anche altri paesi europei stanno giungendo a questa iniziativa perché la sentenza veramente va contro non solo all’oggettività della storia europea ma anche al sentire popolare, della gente”. (leggi)

 14 gennaio 2010

"Abbiamo appreso con sconcerto che i gruppi della sinistra al Parlamento Europeo sono riusciti, nonostante il voto contrario del gruppo Ppe, a cancellare dall’ordine del giorno della prossima tornata (dell’assemblea plenaria del Parlamento Europeo) a Strasburgo, il voto sul principio di sussidiarietà e sull’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche"
. Lo ha affermato il presidente degli eurodeputati del Pdl all’Europarlamento, Mario Mauro, che ha osservato: "Avremmo voluto e dovuto concludere - prosegue l’europarlamentare - il dibattito tenutosi in dicembre con il voto del Parlamento Europeo su un tema così delicato che riguarda non solo milioni di persone ma anche le nostre tradizioni e la nostra cultura". A questo punto, conclude Mauro, "non possiamo che stigmatizzare il comportamento della sinistra europea che nel nome di un esasperato e spesso ridicolo laicismo, vuole impedire che il Parlamento eletto da tutti i cittadini europei possa esprimersi sull’assurda sentenza della Corte dei Diritti Umani". (leggi - La sentenza sul crocifisso è stata emessa da un organo del Consiglio d’Europa, che nulla ha a che fare con l’Unione europea.)

 

18 novembre 2009

Proposta di legge presentata al Senato da Stefano Ceccanti (PD)
Cofirmatari: Vannino Chiti (PD), Franca Chiaromonte (PD), Mauro Del Vecchio (PD), Paolo Giaretta (PD), Giuseppe Lumia (PD), Alberto Maritati (PD), Roberta Pinotti (PD), Giorgio Tonini (PD), Tiziano Treu (PD), Roberto Di Giovan Paolo (PD) (aggiunge firma in data 13 gennaio 2010)

"Norme generali sulla affissione di crocifissi nelle aule scolastiche sulla base del principio di autonomia delle istituzioni scolastiche, in analogia alla legislazione bavarese e alla giurisprudenza castigliana"

Se l’affissione del crocifisso è contestata si cercherà un accordo, anche attraverso l’esposizione di ulteriori simboli religiosi.

 

18 novembre 2009

Proposta di legge
presentata al Senato da Esteban Juan Caselli (PdL)
Cofirmatari: Sergio De Gregorio (PdL), Basilio Giordano (PdL), Salvatore Piscitelli (PdL), Raffaele Calabrò (PdL), Candido De Angelis (PdL), Maria Alessandra Gallone (PdL), Valerio Carrara (PdL), Nicola Di Girolamo (PdL)

"Disposizioni in materia di esposizione del Crocifisso nei pubblici uffici e nelle pubbliche amministrazioni della Repubblica"


L’arresto fino a sei mesi, o un’ammenda da 500 a 1.000 euro per chi rimuove o si rifiuta di esporre il crocifisso, per contrastare ogni “inaccettabile” tentativo di bandire il simbolo religioso dalle pareti degli edifici pubblici. E che chiede perciò al Parlamento di imporne la presenza “in luogo elevato e ben visibile a tutti”. E nel loro testo elencano puntualmente, calcolando anche i costi per lo Stato (51.646 euro), i luoghi in cui il crocifisso deve essere esposto: scuole e università, uffici pubblici, Comuni, Province e Regioni, circoscrizioni e comunità montane, seggi elettorali, carceri e tribunali, ospedali, ma anche stazioni, porti, aeroporti, sedi diplomatiche e uffici italiani all’estero.


10 novembre 2009


Proposta di legge presentata alla Camera da Michele Scandroglio (PdL)
Cofirmatari: Beccalossi (PdL (PdL)), Biava (PdL), Bocciardo (PdL), Calabria (PdL), Cassinelli (PdL), Castellani (PdL), Centemero (PdL), De Camillis (PdL), Di Virgilio (PdL), D’Ippolito Vitale (PdL), Antonino Foti (PdL), Frassinetti (PdL), Giammanco (PdL), Gottardo (PdL), Laffranco (PdL), Marinello (PdL), Mistrello Destro (PdL), Mottola (PdL), Nola (PdL), Patarino (PdL), Pelino (PdL), Saltamartini (PdL)

"Disposizioni concernenti l’esposizione del Crocifisso e del ritratto del Presidente della Repubblica, quali simboli della tradizione e dell’unità della Patria, nelle scuole e negli uffici pubblici"

Una sanzione disciplinare per chi si rifiuti di affiggere negli uffici pubblici non solo il crocifisso, ma anche la foto del presidente della Repubblica. Insieme. Perché entrambi simboli “della nostra storia democratica e della nostra cultura comune”. proposta di legge presentata da 23 colleghi del Pdl alla Camera.

 

 6 novembre 2009

"Non è una sentenza coercitiva, non c’è nessuna possibilità di coercizione che ci impedisca di tenere i crocefissi nelle aule".

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha poi aggiunto che la decisione della Corte dei diritti dell’uomo "Non è rispettosa della realtà: l’Europa tutta e in particolare l’Italia non può non dirsi cristiana. Quando sono stato presidente del Consiglio Europeo - ha ricordato ancora il premier - condussi una battaglia per introdurre nella Costituzione le radici giudaico-cristiane, ma Paesi laici e laicisti come la Francia di Chirac si opposero e siccome serviva l’unanimità non riuscimmo a introdurle". Comunque, "Se c’è una cosa su cui anche un ateo può convenire è che questa è la nostra storia. Ci sono 8 paesi d’Europa che hanno la croce nella loro bandiera... Cosa dovrebbero fare cambiare la loro bandiera?".

La conferenza episcopale italiana (Cei) ha espresso apprezzamento per le parole del premier, che ritiene ’non vincolante’ la decisione della Corte di Strasburgo sul crocifisso. "Non posso che confermare quanto finora detto dalla stragrande maggioranza degli italiani, governo compreso - dice monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Amelia-Terni e responsabile della Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso -. C’è un tale consenso contro la sentenza di Strasburgo che mostra quanto essa tenga poco conto della realtà di un Paese". (leggi)


5 novembre 2009

Silvio Berlusconi non ha dubbi: «La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso nelle aule scolastiche non è accettabile per noi italiani. Siamo in un Paese nel quale non possiamo non dirci cristiani». E intanto il premier annuncia che domani il governo si occuperà della questione: «Non abbiamo ancora fatto ricorso perché, dopo la sentenza, non c’è stata una riunione del Consiglio dei ministri». L’ufficio stampa della Corte di Strasburgo ha precisato che «quella sul crocifisso non è una sentenza definitiva» e che «il governo italiano ha tre mesi di tempo per chiedere un rinvio davanti alla Grande Camera. Un’eventuale domanda di rinvio sarà esaminata in tutta serenità da un collegio di cinque giudici». Intanto non usa giri di parole il ministro delle Riforme e segretario della Lega Nord, Umberto Bossi, che definisce la sentenza «una stronzata». Fa invece riferimento alla recente festa di Halloween il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone: «Questa Europa del terzo millennio ci lascia solo le zucche e ci toglie i simboli più cari».

Massimo Bitonci, sindaco-onorevole di Cittadella, sta già pensando a una sorta di monitoraggio: «Per quanto riguarda le scuole del polo cittadellese - promette l’esponente leghista - controllerò personalmente che nessun insegnante troppo zelante si azzardi a togliere il crocifisso». Ma Bitonci dà pure consigli al suo collega di Abano Terme, Andrea Bronzato: «Gli suggerisco di revocare la residenza alla famiglia italo-finlandese, che ha inferto una tale ferita alla civiltà cattolica». Inoltre anticipa che «se questi signori dovessero passare per Cittadella potrebbero trovare i loro faccioni attaccati ai muri con la scritta "Wanted"». (Claudio Baccarin, L’Espresso)


4 novembre 2009

Proposta di legge della senatrice Helga Thaler Ausserhofer (UDC-SVP-Aut)

"Disciplina per l’esposizione del Crocifisso nelle scuole e in tutti gli uffici della pubblica amministrazione" 

 


 Aggiornamento

Il Vaticano indica i nomi per l’elezione del giudice italiano alla Corte europea dei diritti dell’uomo e alla presidenza del gruppo Ppe. E interviene nei dibattiti del Consiglio d’Europa.


Il nunzio apostolico in Francia [Luigi Ventura, ndr], ha inviato l’8 gennaio scorso una lettera accompagnata da un promemoria ad alcuni esponenti del Ppe membri dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), chiedendo loro, a nome della Santa sede, un impegno per modificare la risoluzione sulle discriminazioni sessuali e suggerendo «di opporsi alla sua approvazione», nel caso il testo rimanesse «inaccettabile». La missiva conteneva anche la proposta di sostenere due candidati nelle votazioni per l’elezione del giudice italiano alla Corte europea dei diritti umani e alla presidenza del gruppo Ppe nel Consiglio d’Europa, rispettivamente Riccardo Ventre e Luca Volontè. Il primo non è stato designato, mentre il secondo è risultato eletto. La notizia della lettera è stata data in aula dalla parlamentare socialista lussemburghese Lydie Err, che ha denunciato come «inaccettabile e scandaloso» l’intervento Vaticano. (Il Giornale, 2 febbraio 2010)

"On a du mal à comprendre qu’une église ou quelque religion s’immisce dans les affaires internes d’une assemblée parlementaire" a commentato Jean-Claude Mignon (UMP) l’altro candidato alla presidenza del gruppo del Ppe (Afp)


25 gennaio 2010
- Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera nella scorsa legislatura , è stato eletto oggi Presidente del gruppo del Ppe al Consiglio d’ Europa, prevalendo sul francese Jean Claude Mignon. (Apcom)


28 Gennaio 2010 - ’Gender e nozze gay. L’Europa ora frena’ titola il giornale della Cei l’Avvenire. Risultato ottenuto grazie ai circa settanta emendamenti, "molti a firma del neopresidente del gruppo del Ppe, Luca Volontè, di Renato Farina, di Lorenzo Cesa e del sammarinese Marco Gatti" (leggi)


«Su incarico della Segreteria di Stato - scrive il nunzio apostolico a Parigi, Luigi Ventura, fresco di nomina - vi faccio partecipi delle preoccupazioni della Santa sede a proposito di due progetti di risoluzione il cui testo è in aperto contrasto alla legge naturale e ai valori promossi dalla Chiesa cattolica e della necessità di partecipare attivamente al voto. Certi membri del Partito popolare europeo - continua il diplomatico vaticano - tra cui Volontè, Farina e Gatti sono già stati messi al corrente delle preoccupazioni della Santa sede e hanno depositato degli emendamenti in vista di un miglioramento dei progetti di risoluzione. Nell’inviarvi un promemoria a questo proposito mi permetto di invitarvi ad appoggiare gli auspici della Santa sede». Il promemoria, dedicato a due risoluzioni da emendare (la seconda riguardante l’aborto) conteneva anche il suggerimento di sostenere Ventre e Volontè.
(Il Giornale, 2 febbraio 2010)

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.160) 3 febbraio 2010 19:39

    Mi sembra ovvio che il crocifisso resti lì dove è sempre stato. La rimozione è un atto contro la storia e la cultura del nostro paese. Sarebbe cancellare le radici. Non è di questo che ha bisogno una Generazione senza Bussola che ha visto cadere i valori e la disciplina di vita.
    (=> http://forum.wineuropa.it )

  • Di Francesco Finucci (---.---.---.11) 3 febbraio 2010 20:13
    Francesco Finucci

    sinceramente credo che il nostro paese sia vittima di forme di discriminazione ben più gravi di un simbolo religioso che, anche laicamente, può essere intepretato come un simbolo di solidarietà tra i popoli. Togliere il crocifisso risulterebbe come togliere la mezzaluna e la stella dalla bandiera turca. Se proprio ci si vuole attenere ad un comportamento civile credo che si potrebbe chiedere alla classe se voglia o no dei simboli religiosi, o proporre più di uno se sussiste una pluralità di fedi religiose. Ma apporre più simboli religiosi in un’aula è ben lontano da toglierlo a chi professa la propria fede, non solo perchè lede la sua spiritualità ma anche e soprattutto perchè parte integrante della sua cultura. In questo senso sarebbe come voler abbattere castel santangelo perchè delle persone in passato vi sono state incarcerate.

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