
Si chiede ai cittadini di “stringere la cinghia” ma la cosa paradossale è – da sempre – che il debito pubblico non viene generato complessivamente da spese occorse a sostegno della cittadinanza. Qualcosa sì, ma è meno di un millesimo delle cifre che ormai tutti conosciamo.
Per rappresentare con i numeri quanto possa costare metter mano alle casse per sostenere una qualsiasi fascia di cittadinanza, pensate che fino ad un paio di anni fa la percentuale dedicata ai disabili era circa il 3% degli stanziamenti per il Welfare. Percentuale che ad oggi non arriva al 2% ed ancora non sappiamo se e quanto questa percentuale subirà ulteriori tagli.
Soldi: se ne parla, forse l alla realtà delle cose. E se ne parla male, in maniera che si possa creare quel caos in cui Nietche vide a buona ragione il tutto ed il nulla.
L’attuale Ministro dell’Economia, sembra aver generato un documento che difficilmente entrerà nel dimenticatoio nazionale. Troppi e maligni tagli ed aggiustamenti. Da un lato poveri, disabili, pensionati ed impiegati, a versare copiose parti degli scarni stipendi o delle traballanti pensioni.
Insomma: una finanziaria a due corsie. Una, preferenziale, dove si rende ancora possibile a chi ha “sbagliato” – fiscalmente o a livello di certificazioni edili – di rimettersi in carreggiata senza dover subire eventuali multe e danni correlati. Oltretutto, per queste persone non vi è obbligo di auto denuncia, così che realmente le voci “condono” e “sanatoria” sono del tutto inutili collocate all’interno di quello che dovrebbe essere un documento salva casse.
Mentre una parte di Italia si affanna a proporre riflessioni e nuovi intenti in seno alla manovra, una serie di cose rimane immutata, così come questo Sistema, basato su calcoli impropri ed improduttivi, ormai da decenni porta avanti col benestare di tutto il parterre politico.
Piuttosto date ascolto al Cavaliere. Investite sul suo "piano casa" invidiato da mezza Europa. (...)
16/06 19:27 - pv21The snow must go on - 12 Feb.
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