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di Paolo Praolini (sito) domenica 7 febbraio 2010 - 0 commento oknotizie
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Crisi economica. Il vascello Italia naviga in brutte acque

Crisi economica. Il vascello Italia naviga in brutte acque

oSe n’è andato il 2009 che ricorderemo tutti come l’anno della crisi finanziaria ed economica, almeno così gli organi d’informazione hanno impresso questa immagine nella nostra mente con termini da Apocalisse mediatica.

 

In realtà poi in questo terribile anno appena trascorso, abbiamo potuto provare sulla nostra pelle quanto sia stato duro e difficile far tornare i conti in tasca per ciascun lavoratore o pensionato italiano alle prese con la vita di tutti i giorni.

Analizzando i dati economici degli ultimi 12 mesi di seguito riportati, possiamo testimoniare lo stato delle cose, che ha pesato profondamente sul funzionamento del paese Italia.

Partiamo dal dato della produzione industriale del nostro paese che ha incassato un arresto brusco ma non inaspettato, in quanto da ottobre 2008 quando si era già registrato un dato negativo del –7,5% annuo si è passati ad ottobre 2009 con un ulteriore –13,9% consuntivando così uno dei trend peggiori dal dopoguerra.

Ora si attendono i dati che comunicherà l’Istat il prossimo 10 febbraio con i dati definitivi di dicembre 2009 ma nulla fa ben sperare.

La conseguenza diretta di questo dato si è riflessa per l’intero anno passato sulla disoccupazione dove il 2009 ha fatto registrare uno dei peggiori risultati di sempre passando da un 7% di dic.2008 ad un 8,5% di Dic.2009 con un incremento del +1,5%; ottenuto con un +0,6% nei primi 6 mesi dell’anno ed un +0,9% nel secondo semestre dell’anno, confermando così un trend in crescita della disoccupazione, contrariamente a quanto riportato dagli organi Governativi. Il numero di disoccupati ha quindi raggiunto la cifra record di 2.138.000 unità a fine 2009.

Chi non ha perso il lavoro ha però dovuto confrontarsi con la cassa integrazione. Soltanto nel corso dell’anno passato c’è stato un aumento delle ore di cassa integrazione autorizzate del +186,6%, che ha eroso prepotentemente i salari dei lavoratori italiani sottraendo loro potere d’acquisto.

Segni di miglioramento per il mese di gennaio 2010 riportano una riduzione dell’utilizzo della cassa integrazione ordinaria del -20,78%, mentre per la cassa integrazione straordinaria la diminuzione dell’utilizzo è del –14,83%, ma per ora questo segnale isolato non può farci illudere sull’uscita dal tunnel delle difficoltà.

Dal lato dei salari è arrivata una nuova conferma dal FMI dell’inadeguatezza (ndr) del nostro sistema retributivo che assegna all’Italia il 23° posto nella classifica mondiale dei salari medi con 21.374$ procapite, trovando in prima posizione la Corea (39.931$), poi Gran Bretagna (38.147$), Svizzera (36.063$), e via dicendo una lunga lista di paesi più virtuosi, nel 2009 questo dato ha pesato ancora di più sulle spalle di molti cittadini italiani.

Il debito pubblico pur in una congiuntura negativa ha invece continuato la sua marcia inesorabile verso l’alto, nulla può frenare questa macchina mangia risorse che senza controllo ad ottobre 2009 ha battuto ogni record storico raggiungendo quota 1.801,685 miliardi di Euro per poi scendere a novembre 2009 a quota 1.783,858 miliardi di Euro, facendo un semplicissimo conto ad ottobre gli italiani avevano sul proprio groppone un debito di circa 30.028€ procapite generato dai malfunzionamenti della macchina pubblica!


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