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di alessandro tantussi mercoledì 10 novembre 2010 - 15 commenti oknotizie
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Costituzione italiana, legge elettorale e crisi di Governo

Cerchiamo di fare chiarezza evitando di confondere i lettori. La legge elettorale andrebbe cambiata, tutti lo dicono ma nessuno lo fa. Forse perché nessuno vuole cambiarla davvero.

Secondo la teoria della separazione dei poteri anche la Costituzione Italiana prevede tre poteri principali, distinti al fine di garantire l’imparzialità: potere legislativo, potere esecutivo, e potere giudiziario.

Ai sensi dell'art. 70 della Costituzione, il potere legislativo ordinario spetta al Parlamento (per alcune materie alle Regioni art. 117) salvo i casi particolari del decreto-legge e del decreto legislativo.

Il potere esecutivo, che spetta al governo, è il potere di applicare le leggi, cioè eseguirle, ovvero trasformare in azioni concrete la volontà espressa dal parlamento con le leggi.

Il potere giudiziario è il potere di controllare il rispetto delle leggi (anche la legittimità delle leggi attraverso la Corte Costituzionale) giudicare, ed eventualmente punire.

La polemica di questi giorni sulla modifica della legge elettorale affidata ad un governo tecnico non ha senso, ovvero l’unico senso che potrebbe avere avere è quello di un artificio strumentale per cambiare governo. Una cosa è il governo, altra cosa la legge elettorale. 

Dunque: la legge elettorale, secondo la Costituzione, è un provvedimento legislativo, e come tale spetta al Parlamento.

Chiedere un “nuovo governo” nominato per modificare la legge elettorale è una contraddizione in termini ed una forzatura Costituzionale perché il governo non può modificare la legge elettorale, questa prerogativa spetta al Parlamento, anche quello attuale, purché si formi una maggioranza semplice, anche diversa da quella che esprime il governo, sopra un testo condiviso.

Se si vuole cambiare la legge elettorale ciò può tranquillamente essere fatto in questo Parlamento anche contro la volontà del governo in carica (basta volerlo e trovare in Parlamento la maggioranza necessaria) e quindi si può fare senza cambiare il Governo.

Se non lo si fa è perché non lo si vuole oppure non si è in grado di raccogliere la maggioranza necessaria,  ma allora non avrebbe senso neppure parlare di crisi di governo finalizzata alla modifica della legge elettorale.



di alessandro tantussi mercoledì 10 novembre 2010 - 15 commenti oknotizie
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