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Corsi e Ricorsi

Crisi Finanziaria e Governi conservatori Europei sono elementi che da soli, senza neppure scomodare lo spirito del tempo, ci riportanto a ventenni ahimè sempre troppo poco studiati nella scuola italiana. A ragion di esame di maturità non si comanda.

 

Non importa che si siano persi anni tra egiziani, assiro-babilonesi e roma invicta e invasioni barbariche.

Il ‘29 come il 2008, il 1919 come 1994, ma questa sarebbe un cabala più da ambo sulla ruota di napoli che da scuole rabbiniche. Piero Calamandrei, padre costituente, fa qualcosa di più.

L’ipotesi Calamandrei

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN), a Roma l’11 febbraio 1950.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamenti per manipoli ; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.

 Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’é una certa resistenza; in quelle scuole c’é sempre, perfino sotto il fascismo c’é stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A «quelle» scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato perd are prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno é questo il punto che bisogna discutere.

 Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non abbiano i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo é il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Pubblicato sulla rivista Scuola Democratica, 20 marzo 1950  

 Queste parole non necessitano di competenze filologiche per essere interpretate in chiave attuale.

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